Comitato Bene Comune: «La "vicenda De Noia" non è solo di natura militare»
Il gruppo attivista risponde duramente alle dichiarazioni del sindaco
martedì 3 giugno 2014
12.41
Non si placano le polemiche in città sulla cosiddetta "vicenda De Noia". Anche il Comitato per il Bene Comune di Trani interviene sull'argomento, in particolare replicando alle affermazioni del primo cittadino tranese, Gigi Riserbato, il quale ha dichiarato che quanto contestato al consigliere comunale di maggioranza non entra nella sfera di interesse dell'amministrazione, rimanendo solo, di conseguenza, un problema di carattere militare e privato.
Le domande che si pone il Comitato sono le seguenti: «Un consigliere di maggioranza, da quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, per ventuno volte è risultato essere in un posto diverso rispetto a quello dichiarato nei verbali di riunione della quinta commissione consiliare, ovvero in Comune, e la questione è militare? Qual è allora il compito delle commissioni? A quanto pare, come ebbe a dire quasi un anno fa l'ex candidato sindaco Operamolla, "la commissione serve solo a registrare presenze". Il signor sindaco è cosciente che le presenze in commissioni vengono retribuite con soldi pubblici? Il signor sindaco è cosciente che le commissioni sono uno dei capisaldi dell'azione amministrativa? E i consiglieri di maggioranza, ma soprattutto di opposizione, cosa aspettavano a denunciare? Possibile che anche dopo la denuncia del consigliere Operamolla, il sindaco e le opposizioni non siano intervenute per far emergere questa pessima usanza? Più volte abbiamo chiesto, come Comitato per il bene comune, la pubblicazione dei verbali delle commissioni e quindi delle presenze dei consiglieri comunali della nostra città sul sito internet della città. È un atto dovuto per la trasparenza verso i cittadini e anche di riconoscimento per coloro i quali fanno il loro dovere in quell'assise. Se fosse confermato quanto riferito dal giornale regionale, riteniamo che anche la magistratura ordinaria debba fare chiarezza».
Ndr. Quanto abbiamo riportato è la rielaborazione di un comunicato stampa che porta in calce il nome del "Comitato per il Bene Comune", non si conoscono dunque i nomi dei firmatari di tale nota.
Le domande che si pone il Comitato sono le seguenti: «Un consigliere di maggioranza, da quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, per ventuno volte è risultato essere in un posto diverso rispetto a quello dichiarato nei verbali di riunione della quinta commissione consiliare, ovvero in Comune, e la questione è militare? Qual è allora il compito delle commissioni? A quanto pare, come ebbe a dire quasi un anno fa l'ex candidato sindaco Operamolla, "la commissione serve solo a registrare presenze". Il signor sindaco è cosciente che le presenze in commissioni vengono retribuite con soldi pubblici? Il signor sindaco è cosciente che le commissioni sono uno dei capisaldi dell'azione amministrativa? E i consiglieri di maggioranza, ma soprattutto di opposizione, cosa aspettavano a denunciare? Possibile che anche dopo la denuncia del consigliere Operamolla, il sindaco e le opposizioni non siano intervenute per far emergere questa pessima usanza? Più volte abbiamo chiesto, come Comitato per il bene comune, la pubblicazione dei verbali delle commissioni e quindi delle presenze dei consiglieri comunali della nostra città sul sito internet della città. È un atto dovuto per la trasparenza verso i cittadini e anche di riconoscimento per coloro i quali fanno il loro dovere in quell'assise. Se fosse confermato quanto riferito dal giornale regionale, riteniamo che anche la magistratura ordinaria debba fare chiarezza».
Ndr. Quanto abbiamo riportato è la rielaborazione di un comunicato stampa che porta in calce il nome del "Comitato per il Bene Comune", non si conoscono dunque i nomi dei firmatari di tale nota.