Con chi credete di parlare?
Il consiglio comunale di ieri è il peggiore regalo di Natale per la città
mercoledì 24 dicembre 2014
7.20
Banchi deserti o quasi, se non fosse per quei pochi consiglieri d'opposizione che controvoglia hanno scaldato alcuni istanti il proprio posto. Opposizione apparsa allo sbando, quasi stordita dalla mancanza della naturale e coesa controparte, preferendo attacchi interni e la creazione di individuali micro-correnti (il dimissionario social, chi ha di meglio da fare, il dimettitituchelofaccioancheio, l'offeso per non esser stato coinvolto, etc.) alla pur sterile presentazione di una lettera d'intenti che avrebbe annunciato dimissioni pronte per 14 consiglieri, in attesa di altri 3 "eroi" pronti ad aiutarli nell'ardua impresa di far crollare una altrimenti solidissima amministrazione.
Ma dove reperirle le firme mancanti se di fronte si ha solo un grande vuoto, quello lasciato da una maggioranza fifona di esprimere la propria opinione. Un silenzio che, invece che smontarlo e contrastarlo il cosiddetto "Sistema", lo avvalora ancor di più: quale altra possibile spiegazione potrebbe far tacere dei rappresentanti delle istituzioni sicuri dell'innocenza dei propri colleghi se non la fobia di quelle ritorsioni nominate dalla Procura nell'ordinanza d'arresto dei sei illustri di sabato. Quasi fosse reato d'opinione poter dire mi dimetto o rimango, tengo duro o scappo.
Accalcati, accanto ai banchi, solo tanti giornalisti in attesa di un inesistente segnale di dignità di una classe politica e di difesa della democrazia e della decenza di una città, persa ormai nelle cupe pieghe di questo governo. Solo gli attentissimi Cinque Stelle provano un sussulto di orgoglio cittadino, invocando maggiore rispetto per Trani e i tranesi. Ma sono proprio questi ultimi gli ennesimi colpevoli della situazione: nessun cittadino ha provato a esprimere la propria rabbia, lasciando senza impegno i numerosi vigili giunti presso Palazzo Palmieri.
Sembra quasi sia tutto scontato, i malfattori già preventivati, la situazione irrimediabile o senza interesse: che non ci si venga a lamentare, poi, quando commissariati ci si sentirà strozzati.
Ma dove reperirle le firme mancanti se di fronte si ha solo un grande vuoto, quello lasciato da una maggioranza fifona di esprimere la propria opinione. Un silenzio che, invece che smontarlo e contrastarlo il cosiddetto "Sistema", lo avvalora ancor di più: quale altra possibile spiegazione potrebbe far tacere dei rappresentanti delle istituzioni sicuri dell'innocenza dei propri colleghi se non la fobia di quelle ritorsioni nominate dalla Procura nell'ordinanza d'arresto dei sei illustri di sabato. Quasi fosse reato d'opinione poter dire mi dimetto o rimango, tengo duro o scappo.
Accalcati, accanto ai banchi, solo tanti giornalisti in attesa di un inesistente segnale di dignità di una classe politica e di difesa della democrazia e della decenza di una città, persa ormai nelle cupe pieghe di questo governo. Solo gli attentissimi Cinque Stelle provano un sussulto di orgoglio cittadino, invocando maggiore rispetto per Trani e i tranesi. Ma sono proprio questi ultimi gli ennesimi colpevoli della situazione: nessun cittadino ha provato a esprimere la propria rabbia, lasciando senza impegno i numerosi vigili giunti presso Palazzo Palmieri.
Sembra quasi sia tutto scontato, i malfattori già preventivati, la situazione irrimediabile o senza interesse: che non ci si venga a lamentare, poi, quando commissariati ci si sentirà strozzati.