Foto Tonino Lacalamita" />
Ambiente
Inchiesta sul "Caso discarica Puro Vecchio": l'ultima Verità di Amedeo Bottaro. Editoriale | Scusate il disturbo
Tra fondi fantasma, fratture strutturali e blindature contabili: l'inchiesta definitiva sulla discarica di Trani e il "tesoretto" per il futuro
Trani - mercoledì 6 maggio 2026
7.39
Dall'emergenza alla blindatura contabile: l'inchiesta sulla discarica di Trani tra le garanzie di Bottaro e lo spettro dei debiti fuori bilancio. L'intervista rilasciata dal Sindaco Amedeo Bottaro non è stata una semplice cronaca di fine mandato, ma una vera e propria autopsia politica su quello che per decenni è stato il "buco nero" di Trani: la discarica di Puro Vecchio. Attraverso venti risposte serrate pubblicate in una video-intervista, il primo cittadino ha ripercorso undici anni di battaglie legali, emergenze ambientali e acrobazie finanziarie, rivendicando un'operazione di "pulizia" non solo del sito, ma anche dei bilanci comunali.
Ripercorriamo in otto punti essenziali dell'intervista/inchiesta al Sindaco Amedeo Bottaro e le conseguenziali eccezioni tecniche e contabili emerse
1. L'eredità del 2015: Tra emergenza sanitaria e rischi penali - Il racconto parte da un momento drammatico, quello dell'insediamento di Bottaro. Il Sindaco ricorda con nitidezza la solitudine di quei giorni, quando la discarica era stata chiusa d'autorità e il peso della responsabilità non era solo amministrativo, ma direttamente penale. In un Comune paralizzato dal blocco della Corte dei Conti, dove persino i servizi essenziali come le mense venivano sospesi per mancanza di fondi, la missione primaria è stata districare una matassa burocratica durata dodici anni. L'ottenimento dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) viene descritto, dal Primo Cittadino, come lo spartiacque tra un passato di emergenza perenne e un presente di legalità definita, un risultato ottenuto mentre "decorrevano responsabilità personali gravissime".
2. Il giallo dei conti: La sparizione dei fondi post-gestione - Uno dei punti più caldi dell'inchiesta riguarda la "verità sui conti". Bottaro svela come, per anni, il fondo di chiusura e post-gestione sia stato un'entità opaca. L'amministrazione ha scoperto l'assenza di circa 3 milioni di euro, che la vecchia gestione di AMIU avrebbe utilizzato impropriamente per la spesa ordinaria anziché per gli accantonamenti obbligatori. A questo si aggiungeva il caos documentale sulle somme detenute dall'ATO, che apparivano come "fantasma" nei bilanci comunali. Il Sindaco rivendica di aver imposto una ricostituzione fedele e puntuale del fondo, obbligando l'azienda a un piano di rientro attraverso i propri utili, operando una bonifica contabile parallela a quella ambientale.
3. La guerra dei crediti: La sfida ai Comuni conferitori - Sul piatto ci sono 13 milioni di euro che AMIU deve ancora incassare dai comuni che per anni hanno sversato a Trani. Bottaro, nell'intervista, respinge l'accusa di aver basato la sicurezza della città su "crediti fantasma". L'inchiesta tuttavia mette in luce una lista di debitori — tra cui i comuni limitrofi — che il Sindaco definisce "soggetti facilmente solvibili" poiché non in dissesto. La riscossione è già una realtà in diversi casi, confermando la bontà di un iter che richiederà tempo ma che, secondo Bottaro, non metterà mai a rischio la tenuta finanziaria del contratto, avendo già accantonato liquidità sufficiente per non far gravare i costi sui cittadini.
4. L'etica del "Buon Padre di Famiglia": Austerità per la salute - Di fronte alle critiche per i mancati investimenti in servizi cittadini, Bottaro oppone una visione etica dell'amministrazione. Ammette di aver sottratto risorse alla spesa corrente — sacrificando feste e manutenzioni — per "blindare" la discarica. È la filosofia del buon padre di famiglia , ha detto, che riempie il salvadanaio per le emergenze anziché spendere nel superfluo. Per il Sindaco, la salute pubblica è un dovere morale che viene "prima del vil denaro", e la solidità economico-finanziaria dell'ente è il presupposto senza il quale non si può promettere nulla per il futuro della città.
5. Lo scudo AMIU: Responsabilità tecnica e clausole penali - Un passaggio cruciale riguarda il ruolo di AMIU come gestore unico. Il Sindaco chiarisce che la convenzione non serve a nascondere responsabilità politiche, ma a individuare un responsabile giuridico certo secondo il principio "chi inquina paga". In questo modo, l'azienda risponderebbe dei danni con i propri amministratori e con polizze fideiussorie che garantiscono interventi immediati senza attingere alle tasse dei tranesi. Anche le penali contrattuali, giudicate da alcuni irrisorie, vengono difese come strumenti di controllo formale mai esistiti in cinquant'anni, che non escludono affatto il risarcimento dei danni ambientali pesanti.
6. Il mistero del Terzo Lotto: La frattura e la chiusura provvisoria - Perché il Terzo Lotto non viene chiuso definitivamente con i detriti? L'inchiesta svela un dettaglio tecnico fondamentale, e questo sarebbe uno scoop, "la discarica è vuota per metà e presenta una frattura accertata su una parete". Bottaro spiega che non è possibile una "chiusura tombale" immediata per ragioni di stabilità e bonifica strutturale. La priorità è stata la chiusura definitiva dei primi due lotti e la messa in sicurezza provvisoria del terzo. Chi verrà dopo dovrà occuparsi della riparazione della falla; solo allora si potrà decidere come riempire il vuoto residuo, smentendo ogni sospetto di voler riaprire il sito a nuovi conferimenti di rifiuti non autorizzati.
7. Monitoraggio e futuro: Dal percolato al business del biogas - Sul fronte della vigilanza, il Sindaco assicura che il monitoraggio è "perennemente sotto controllo" e persino superiore alle prescrizioni ufficiali. Nonostante i costi elevatissimi, i campionamenti proseguono per garantire la massima trasparenza. Guardando avanti, Bottaro lancia una sfida produttiva: trasformare il sito in un polo fotovoltaico. L'idea è quella di coprire i lotti con pannelli solari per produrre energia pulita, trasformando un luogo deturpato in un'occasione di guadagno e valorizzazione aziendale, includendo progetti per il riuso dei materiali e l'efficientamento degli impianti.
8. La garanzia della Regione e il "Salvadanaio" per il successore - L'intervista si chiude con un colpo di scena contabile. Bottaro rivela l'esistenza di un accordo scritto con la Regione: i fondi già spesi per la messa in sicurezza non dovranno essere restituiti se il Comune non riuscirà a rivalersi sui responsabili dell'inquinamento. Questo documento, unito a un "tesoretto" di milioni accantonati prudentemente, costituisce la vera eredità lasciata alla città. Il Sindaco respinge l'idea della "cambiale in bianco", affermando di aver compiuto un "miracolo" lasciando un bilancio solido e una discarica che non è più un'emergenza.
L'inchiesta potrebbe finire anche qui, ma non sarebbe corretto non approfondirsi su evidenti "rovesci della medaglia" che riguardano eccezioni di carattere tecnico e contabile - Malgrado le ampie assicurazioni fornite dal Sindaco, non possiamo non considerare l'aspro dibattito pubblico che ha fatto emergere criticità sostanziali che hanno messo in discussione la narrazione di una "chiusura del cerchio" priva di rischi. Un dibattito che ha avviato questa inchiesta successiva all'atto amministrativo del Consiglio Comunale del 03/2026 con la quale è stato deliberato lo schema di contratto tra il Comune di Trani e la società AMIU S.p.A. per regolare la fase finale della discarica in località "Puro Vecchio", un accordo che ha stabilito la continuità gestionale che ha affidato ad AMIU le operazioni di chiusura definitiva e post-gestione dei lotti I, II e III, in stretta conformità con l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) 473/2023.
L'analisi dell'intervista rilasciata dal Sindaco Bottaro - Incrociando le dichiarazioni rilasciate dal Primo Cittadino e i documenti ufficiali (in particolare lo schema di contratto tra Comune e AMIU già citato e i verbali del Consiglio Comunale), emerge un quadro in cui, riteniamo. che le affermazioni del Sindaco risultino formalmente congruenti con i dati numerici e burocratici, ma presentino altresì forti incongruenze o omissioni sostanziali riguardo le reali ricadute economiche sui cittadini e sulla sicurezza finanziaria futura, il tutto le rassicurazioni politiche si scontrano con la complessità tecnica e contabile della gestione. Il Sindaco utilizza una retorica rassicurante che i contratti, pur confermando nelle cifre, smentiscono nella ripartizione del rischio.
Ci sono tre punti chiave dell'intervista che non tornano:
Punto 1. Il "Salvadanaio" da 10 milioni vs. La compensazione contabile (il deconto)
Punto 2. L'azzardo dei 13,2 milioni di crediti dell'ATO
Punto 3. I 3 milioni spariti nel passato e le Tasse dei cittadini
Ritornando alle eccezioni precedenti, queste si sono concentrate innanzitutto sulla veridicità dei bilanci. Alcune analisi tecniche avevano evidenziato come il fondo vincolato destinato alla post-gestione trentennale fosse stato progressivamente eroso per coprire spese correnti o anticipazioni urgenti, compromettendone la reale disponibilità liquida. In questo senso, il debito verso la società partecipata non risulterebbe formalmente iscritto nel bilancio comunale, creando una rappresentazione contabile dell'Ente che potrebbe non corrispondere alla realtà economico-finanziaria.
Inoltre sotto il profilo delle responsabilità storiche, diverse voci critiche hanno sottolineato come le sentenze della magistratura abbiano già accertato l'insussistenza di ipotesi di disastro ambientale per determinati periodi del passato, smentendo di fatto le ricostruzioni del Sindaco che tendono ad attribuire colpe generiche a chi ha amministrato prima del 2015. Si è eccepito, inoltre ed in precedenza, che l'attuale gestione avrebbe utilizzato risorse vincolate senza la contestuale copertura dei debiti corrispondenti, spostando di fatto il rischio di un ammanco milionario sulle future amministrazioni, rimanendo aperto il tema della trasparenza dei dati e contestando l'assenza di un monitoraggio permanente realmente indipendente e accessibile in tempo reale alla cittadinanza. La preoccupazione diffusa è che, dietro la definizione di "salvadanaio", si celi un meccanismo di anticipazioni regionali e compensazioni interne che non garantirebbe la tenuta del sistema per i prossimi trent'anni. Se le azioni legali per il recupero dei crediti verso i comuni morosi dovessero fallire, il timore è che l'intero peso economico della post-gestione, questo sì eccepisce, finisca per ricadere inevitabilmente sulla fiscalità locale, smentendo la promessa di una città libera da "cambiali" ambientali.
IL DUBBIO DEL GIORNO DOPO Alla luce di questo labirinto di cifre, sentenze e "salvadanaio" più o meno blindati, una domanda resta sospesa sul futuro di Palazzo di Città: il successore di Amedeo Bottaro potrà davvero dormire sonni tranquilli? Che si tratti di Galiano, Guarriello, Marinaro, Branà o Mercorio, chiunque erediterà la fascia tricolore dovrà fare i conti con la realtà di Puro Vecchio e per dormire dovrà prendere una camomilla serale perchè sulla questione discarica, i candidati potranno dormire sereni solo confidando nel "tesoretto" lasciato in dote, o al contrario dovranno passare le notti a controllare che quel porcellino di ceramica, citato metaforicamente da Amedeo Bottaro, contenga monete sonanti e non solo polvere e carta bollata. La risposta, come sempre, la daranno i bilanci (e l'aria) dei prossimi trent'anni. Scusate il disturbo, ma trattenere il respiro e non scrivere di tutto questo sarebbe stato davvero difficile per i prossimi trent'anni.
Ripercorriamo in otto punti essenziali dell'intervista/inchiesta al Sindaco Amedeo Bottaro e le conseguenziali eccezioni tecniche e contabili emerse
1. L'eredità del 2015: Tra emergenza sanitaria e rischi penali - Il racconto parte da un momento drammatico, quello dell'insediamento di Bottaro. Il Sindaco ricorda con nitidezza la solitudine di quei giorni, quando la discarica era stata chiusa d'autorità e il peso della responsabilità non era solo amministrativo, ma direttamente penale. In un Comune paralizzato dal blocco della Corte dei Conti, dove persino i servizi essenziali come le mense venivano sospesi per mancanza di fondi, la missione primaria è stata districare una matassa burocratica durata dodici anni. L'ottenimento dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) viene descritto, dal Primo Cittadino, come lo spartiacque tra un passato di emergenza perenne e un presente di legalità definita, un risultato ottenuto mentre "decorrevano responsabilità personali gravissime".
2. Il giallo dei conti: La sparizione dei fondi post-gestione - Uno dei punti più caldi dell'inchiesta riguarda la "verità sui conti". Bottaro svela come, per anni, il fondo di chiusura e post-gestione sia stato un'entità opaca. L'amministrazione ha scoperto l'assenza di circa 3 milioni di euro, che la vecchia gestione di AMIU avrebbe utilizzato impropriamente per la spesa ordinaria anziché per gli accantonamenti obbligatori. A questo si aggiungeva il caos documentale sulle somme detenute dall'ATO, che apparivano come "fantasma" nei bilanci comunali. Il Sindaco rivendica di aver imposto una ricostituzione fedele e puntuale del fondo, obbligando l'azienda a un piano di rientro attraverso i propri utili, operando una bonifica contabile parallela a quella ambientale.
3. La guerra dei crediti: La sfida ai Comuni conferitori - Sul piatto ci sono 13 milioni di euro che AMIU deve ancora incassare dai comuni che per anni hanno sversato a Trani. Bottaro, nell'intervista, respinge l'accusa di aver basato la sicurezza della città su "crediti fantasma". L'inchiesta tuttavia mette in luce una lista di debitori — tra cui i comuni limitrofi — che il Sindaco definisce "soggetti facilmente solvibili" poiché non in dissesto. La riscossione è già una realtà in diversi casi, confermando la bontà di un iter che richiederà tempo ma che, secondo Bottaro, non metterà mai a rischio la tenuta finanziaria del contratto, avendo già accantonato liquidità sufficiente per non far gravare i costi sui cittadini.
4. L'etica del "Buon Padre di Famiglia": Austerità per la salute - Di fronte alle critiche per i mancati investimenti in servizi cittadini, Bottaro oppone una visione etica dell'amministrazione. Ammette di aver sottratto risorse alla spesa corrente — sacrificando feste e manutenzioni — per "blindare" la discarica. È la filosofia del buon padre di famiglia , ha detto, che riempie il salvadanaio per le emergenze anziché spendere nel superfluo. Per il Sindaco, la salute pubblica è un dovere morale che viene "prima del vil denaro", e la solidità economico-finanziaria dell'ente è il presupposto senza il quale non si può promettere nulla per il futuro della città.
5. Lo scudo AMIU: Responsabilità tecnica e clausole penali - Un passaggio cruciale riguarda il ruolo di AMIU come gestore unico. Il Sindaco chiarisce che la convenzione non serve a nascondere responsabilità politiche, ma a individuare un responsabile giuridico certo secondo il principio "chi inquina paga". In questo modo, l'azienda risponderebbe dei danni con i propri amministratori e con polizze fideiussorie che garantiscono interventi immediati senza attingere alle tasse dei tranesi. Anche le penali contrattuali, giudicate da alcuni irrisorie, vengono difese come strumenti di controllo formale mai esistiti in cinquant'anni, che non escludono affatto il risarcimento dei danni ambientali pesanti.
6. Il mistero del Terzo Lotto: La frattura e la chiusura provvisoria - Perché il Terzo Lotto non viene chiuso definitivamente con i detriti? L'inchiesta svela un dettaglio tecnico fondamentale, e questo sarebbe uno scoop, "la discarica è vuota per metà e presenta una frattura accertata su una parete". Bottaro spiega che non è possibile una "chiusura tombale" immediata per ragioni di stabilità e bonifica strutturale. La priorità è stata la chiusura definitiva dei primi due lotti e la messa in sicurezza provvisoria del terzo. Chi verrà dopo dovrà occuparsi della riparazione della falla; solo allora si potrà decidere come riempire il vuoto residuo, smentendo ogni sospetto di voler riaprire il sito a nuovi conferimenti di rifiuti non autorizzati.
7. Monitoraggio e futuro: Dal percolato al business del biogas - Sul fronte della vigilanza, il Sindaco assicura che il monitoraggio è "perennemente sotto controllo" e persino superiore alle prescrizioni ufficiali. Nonostante i costi elevatissimi, i campionamenti proseguono per garantire la massima trasparenza. Guardando avanti, Bottaro lancia una sfida produttiva: trasformare il sito in un polo fotovoltaico. L'idea è quella di coprire i lotti con pannelli solari per produrre energia pulita, trasformando un luogo deturpato in un'occasione di guadagno e valorizzazione aziendale, includendo progetti per il riuso dei materiali e l'efficientamento degli impianti.
8. La garanzia della Regione e il "Salvadanaio" per il successore - L'intervista si chiude con un colpo di scena contabile. Bottaro rivela l'esistenza di un accordo scritto con la Regione: i fondi già spesi per la messa in sicurezza non dovranno essere restituiti se il Comune non riuscirà a rivalersi sui responsabili dell'inquinamento. Questo documento, unito a un "tesoretto" di milioni accantonati prudentemente, costituisce la vera eredità lasciata alla città. Il Sindaco respinge l'idea della "cambiale in bianco", affermando di aver compiuto un "miracolo" lasciando un bilancio solido e una discarica che non è più un'emergenza.
L'inchiesta potrebbe finire anche qui, ma non sarebbe corretto non approfondirsi su evidenti "rovesci della medaglia" che riguardano eccezioni di carattere tecnico e contabile - Malgrado le ampie assicurazioni fornite dal Sindaco, non possiamo non considerare l'aspro dibattito pubblico che ha fatto emergere criticità sostanziali che hanno messo in discussione la narrazione di una "chiusura del cerchio" priva di rischi. Un dibattito che ha avviato questa inchiesta successiva all'atto amministrativo del Consiglio Comunale del 03/2026 con la quale è stato deliberato lo schema di contratto tra il Comune di Trani e la società AMIU S.p.A. per regolare la fase finale della discarica in località "Puro Vecchio", un accordo che ha stabilito la continuità gestionale che ha affidato ad AMIU le operazioni di chiusura definitiva e post-gestione dei lotti I, II e III, in stretta conformità con l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) 473/2023.
L'analisi dell'intervista rilasciata dal Sindaco Bottaro - Incrociando le dichiarazioni rilasciate dal Primo Cittadino e i documenti ufficiali (in particolare lo schema di contratto tra Comune e AMIU già citato e i verbali del Consiglio Comunale), emerge un quadro in cui, riteniamo. che le affermazioni del Sindaco risultino formalmente congruenti con i dati numerici e burocratici, ma presentino altresì forti incongruenze o omissioni sostanziali riguardo le reali ricadute economiche sui cittadini e sulla sicurezza finanziaria futura, il tutto le rassicurazioni politiche si scontrano con la complessità tecnica e contabile della gestione. Il Sindaco utilizza una retorica rassicurante che i contratti, pur confermando nelle cifre, smentiscono nella ripartizione del rischio.
Ci sono tre punti chiave dell'intervista che non tornano:
Punto 1. Il "Salvadanaio" da 10 milioni vs. La compensazione contabile (il deconto)
- Cosa dice il Sindaco. Nell'intervista, il Sindaco rivendica di aver prudenzialmente "tolto dal bilancio 3 milioni... accantonati" e "ulteriori 2 milioni e 4", per un totale di circa 10 milioni di euro sottratti alla spesa corrente per creare un "salvadanaio" a tutela della città. Afferma che il suo successore sarà fortunato a poter "rompere quel salvadanaio" e usare le risorse se non serviranno per la discarica.
- La realtà dei documenti: Questa dichiarazione è fuorviante e incongruente con le clausole contrattuali. Lo schema di contratto stabilisce che gli oltre 10,19 milioni di euro spesi da AMIU dal 2016 per l'emergenza (MiSE) rappresentano un debito del Comune. Quel "salvadanaio" non è un tesoretto libero per il futuro sindaco: l'Articolo 4 stabilisce esplicitamente che i lavori di chiusura definitiva del III lotto (costo stimato 9,8 milioni) saranno pagati con le risorse del bilancio del Comune "a deconto del ristoro delle anticipazioni disposte da AMIU".
Punto 2. L'azzardo dei 13,2 milioni di crediti dell'ATO
- Cosa dice il Sindaco: Alla domanda sul rischio di legare la post-gestione a cause legali contro il disciolto Consorzio ATO e i Comuni morosi, il Sindaco minimizza. Dichiara di non essere preoccupato perché i Comuni conferitori (come Andria, Barletta, Bisceglie) "non sono comuni in difficoltà" ma "soggetti facilmente solvibili" e che Molfetta e Barletta hanno già versato delle somme.
- La realtà dei documenti: L'ottimismo del Sindaco si scontra con la rigidità del contratto. Il piano per i 30 anni di post-gestione costa 23.505.117,47 euro. Sul conto AMIU ci sono solo 9,5 milioni reali. Il contratto affida ufficialmente ad AMIU l'obbligo di esperire "ogni azione ragione ed iniziativa finalizzata all'acquisizione" dei restanti 13.257.110,80 euro facendo causa sia alla gestione commissariale del disciolto Consorzio ATO BA/1, sia ai Comuni.
Punto 3. I 3 milioni spariti nel passato e le Tasse dei cittadini
- Cosa dice il Sindaco: Il Sindaco ribadisce che prima del 2015 la passata gestione di AMIU aveva speso 3 milioni del fondo vincolato per la spesa corrente. Rassicura che AMIU sta restituendo i soldi a rate e che questo "non peserà assolutamente sulle tasche dei cittadini tranesi".
- La realtà dei documenti: Le cifre corrispondono agli atti: il contratto riporta un residuo di 687.166,41 euro ancora da reintegrare da parte di AMIU per i prelievi ante 2014, pagati a rate da 30.000 euro al mese. Tuttavia, l'affermazione che i cittadini non paghino nulla è incongruente con la natura societaria dell'azienda. Essendo AMIU una società in house providing partecipata al 100% dal Comune di Trani, i suoi utili derivano essenzialmente dalla TARI pagata dai cittadini; come evidenziato anche in Consiglio Comunale dall'opposizione, sono di fatto i contribuenti a ripianare il buco attraverso l'aumento o il mancato ribasso della tassazione.
Ritornando alle eccezioni precedenti, queste si sono concentrate innanzitutto sulla veridicità dei bilanci. Alcune analisi tecniche avevano evidenziato come il fondo vincolato destinato alla post-gestione trentennale fosse stato progressivamente eroso per coprire spese correnti o anticipazioni urgenti, compromettendone la reale disponibilità liquida. In questo senso, il debito verso la società partecipata non risulterebbe formalmente iscritto nel bilancio comunale, creando una rappresentazione contabile dell'Ente che potrebbe non corrispondere alla realtà economico-finanziaria.
Inoltre sotto il profilo delle responsabilità storiche, diverse voci critiche hanno sottolineato come le sentenze della magistratura abbiano già accertato l'insussistenza di ipotesi di disastro ambientale per determinati periodi del passato, smentendo di fatto le ricostruzioni del Sindaco che tendono ad attribuire colpe generiche a chi ha amministrato prima del 2015. Si è eccepito, inoltre ed in precedenza, che l'attuale gestione avrebbe utilizzato risorse vincolate senza la contestuale copertura dei debiti corrispondenti, spostando di fatto il rischio di un ammanco milionario sulle future amministrazioni, rimanendo aperto il tema della trasparenza dei dati e contestando l'assenza di un monitoraggio permanente realmente indipendente e accessibile in tempo reale alla cittadinanza. La preoccupazione diffusa è che, dietro la definizione di "salvadanaio", si celi un meccanismo di anticipazioni regionali e compensazioni interne che non garantirebbe la tenuta del sistema per i prossimi trent'anni. Se le azioni legali per il recupero dei crediti verso i comuni morosi dovessero fallire, il timore è che l'intero peso economico della post-gestione, questo sì eccepisce, finisca per ricadere inevitabilmente sulla fiscalità locale, smentendo la promessa di una città libera da "cambiali" ambientali.
IL DUBBIO DEL GIORNO DOPO Alla luce di questo labirinto di cifre, sentenze e "salvadanaio" più o meno blindati, una domanda resta sospesa sul futuro di Palazzo di Città: il successore di Amedeo Bottaro potrà davvero dormire sonni tranquilli? Che si tratti di Galiano, Guarriello, Marinaro, Branà o Mercorio, chiunque erediterà la fascia tricolore dovrà fare i conti con la realtà di Puro Vecchio e per dormire dovrà prendere una camomilla serale perchè sulla questione discarica, i candidati potranno dormire sereni solo confidando nel "tesoretto" lasciato in dote, o al contrario dovranno passare le notti a controllare che quel porcellino di ceramica, citato metaforicamente da Amedeo Bottaro, contenga monete sonanti e non solo polvere e carta bollata. La risposta, come sempre, la daranno i bilanci (e l'aria) dei prossimi trent'anni. Scusate il disturbo, ma trattenere il respiro e non scrivere di tutto questo sarebbe stato davvero difficile per i prossimi trent'anni.

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