
Speciale
“La scelta giusta” all’IISS Moro – Cosmai di Trani con Sigfrido Ranucci e Renato Nitti
La cultura della legalità secondo il giornalista Sigfrido Ranucci e il Procuratore Capo di Trani Renato Nitti
Trani - martedì 5 maggio 2026
07.30
Ci sono persone che fanno scelte coraggiose nella vita, mettendo la giustizia e il bene comune al di sopra dei propri interessi personali: lo ha ricordato il sindaco Amedeo Bottaro nella mattina di ieri, nell'indirizzo di saluti fatto durante l'incontro con il giornalista, scrittore e conduttore Sigrifrido Ranucci e il Procuratore Capo della Procura presso il Tribunale di Trani Renato Nitti, avvenuto all'interno dell'auditorium dell'IISS Moro – Cosmai sotto la direzione del preside Roberto Diana. Un evento di grande levatura a cui hanno assistito, tra gli altri, anche l'assessora alle culture della città di Trani Lucia De Mari e l'assessora regionale Debora Ciliento, che ha sottolineato l'importanza di fare una scelta nella propria vita; le scelte che gli adulti fanno hanno ripercussioni e sono un esempio per le giovani generazioni.
Il prof. avv. Francesco Francioso ha moderato il dibattito con i due relatori, ricordando grandi nomi della legalità e della giustizia, da Peppino Impastato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, passando per Aldo Moro. Il professore ha sottolineato l'importanza dei ruoli di giornalista e di magistrato: l'uno detiene il potere sull'informazione e l'altro il potere giudiziario. Il procuratore Renato Nitti vive ormai da tempo sotto scorta e ha messo al servizio dello Stato la propria professionalità e le sue competenze, ereditando una Procura che, come ha ricordato il prof. Francioso, usciva devastata dai gravissimi reati messi in atto proprio da alcuni dei Sostituti Procuratori e che hanno gettato un'ombra sulla Procura di Trani. Oggi, anche grazie al lavoro svolto dal Procuratore Capo, la Procura tranese è uscita a testa alta da quelle vicende che tanto scossero il mondo giudiziario e l'opinione pubblica, sconvolta e delusa dal fatto che un presidio di legalità come una Procura fosse ostaggio di magistrati che avevano in qualche modo tradito la propria missione.
Sigfrido Ranucci ha tenuto una vera e propria lectio magistralis sulla legalità, spiegando con disarmante semplicità quali sono le insidie che si nascondono oggi dietro la divulgazione delle notizie. Mantenere un'informazione che sia giusta e corretta, oggi, non è cosa semplice; ricorda diverse notizie false, diventate virali sul web e riprese anche dalle testate giornalistiche, ma fa riferimento anche all'uso dei nostri dati da parte delle grandi compagnie, come Meta e Amazon. Proprio i dati personali sono oggetto di grande tutela al livello giuridico e giudiziario; come vengono utilizzati i nostri dati? Quali interessi vi sono dietro l'acquisizione e l'uso degli stessi? Questi sono interrogativi a cui è abbastanza difficile dare una risposta.
Ranucci ha risposto ad alcune domande ai microfoni di Traniviva.
D: Quanto è importante la cultura della legalità tra i ragazzi?
R: È importantissima perché da là bisogna cominciare; è la futura classe dirigente, anche per evitare che qualcuno un domani diventi, magari, ministro e voglia far passare la dose minima delle tangenti come se fosse la normalità. Non lo è: una tangente pagata sono soldi sottratti alla sanità, al welfare e alla sicurezza.
D: Come risponde a chi le dice di divulgare fake news?
R: Che la storia dice esattamente il contrario. I tribunali di tutta Italia, in tanti anni, dicono che abbiamo sempre detto la verità. Sono stato accusato di aver dato una notizia non verificata: in realtà ho detto che stavamo verificando la notizia, cosa completamente diversa. È ovvio che c'è stata una strumentalizzazione politica, non da parte mia, però io vado per la mia strada e continuo a fare giornalismo d'inchiesta. Mi dispiace che ci si ricordi di Report e si intervenga solo in questi casi e non in tutte quelle altre occasioni in cui Report ha portato dei cambiamenti importanti. La storia del garante non ha insegnato nulla.
Il prof. avv. Francesco Francioso ha moderato il dibattito con i due relatori, ricordando grandi nomi della legalità e della giustizia, da Peppino Impastato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, passando per Aldo Moro. Il professore ha sottolineato l'importanza dei ruoli di giornalista e di magistrato: l'uno detiene il potere sull'informazione e l'altro il potere giudiziario. Il procuratore Renato Nitti vive ormai da tempo sotto scorta e ha messo al servizio dello Stato la propria professionalità e le sue competenze, ereditando una Procura che, come ha ricordato il prof. Francioso, usciva devastata dai gravissimi reati messi in atto proprio da alcuni dei Sostituti Procuratori e che hanno gettato un'ombra sulla Procura di Trani. Oggi, anche grazie al lavoro svolto dal Procuratore Capo, la Procura tranese è uscita a testa alta da quelle vicende che tanto scossero il mondo giudiziario e l'opinione pubblica, sconvolta e delusa dal fatto che un presidio di legalità come una Procura fosse ostaggio di magistrati che avevano in qualche modo tradito la propria missione.
Sigfrido Ranucci ha tenuto una vera e propria lectio magistralis sulla legalità, spiegando con disarmante semplicità quali sono le insidie che si nascondono oggi dietro la divulgazione delle notizie. Mantenere un'informazione che sia giusta e corretta, oggi, non è cosa semplice; ricorda diverse notizie false, diventate virali sul web e riprese anche dalle testate giornalistiche, ma fa riferimento anche all'uso dei nostri dati da parte delle grandi compagnie, come Meta e Amazon. Proprio i dati personali sono oggetto di grande tutela al livello giuridico e giudiziario; come vengono utilizzati i nostri dati? Quali interessi vi sono dietro l'acquisizione e l'uso degli stessi? Questi sono interrogativi a cui è abbastanza difficile dare una risposta.
Ranucci ha risposto ad alcune domande ai microfoni di Traniviva.
D: Quanto è importante la cultura della legalità tra i ragazzi?
R: È importantissima perché da là bisogna cominciare; è la futura classe dirigente, anche per evitare che qualcuno un domani diventi, magari, ministro e voglia far passare la dose minima delle tangenti come se fosse la normalità. Non lo è: una tangente pagata sono soldi sottratti alla sanità, al welfare e alla sicurezza.
D: Come risponde a chi le dice di divulgare fake news?
R: Che la storia dice esattamente il contrario. I tribunali di tutta Italia, in tanti anni, dicono che abbiamo sempre detto la verità. Sono stato accusato di aver dato una notizia non verificata: in realtà ho detto che stavamo verificando la notizia, cosa completamente diversa. È ovvio che c'è stata una strumentalizzazione politica, non da parte mia, però io vado per la mia strada e continuo a fare giornalismo d'inchiesta. Mi dispiace che ci si ricordi di Report e si intervenga solo in questi casi e non in tutte quelle altre occasioni in cui Report ha portato dei cambiamenti importanti. La storia del garante non ha insegnato nulla.

















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