“Custodire voci e volti umani”: il messaggio dell’Arcivescovo D’Ascenzo per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
Nel messaggio il richiamo al valore sacro della persona e l'invito a un uso consapevole delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale: “La comunicazione non perda mai il volto umano”
Un testo dal forte valore spirituale e sociale, che si inserisce pienamente nel dibattito contemporaneo sul senso della comunicazione, sull'impatto delle nuove tecnologie e sul rischio crescente di smarrire l'umanità nelle relazioni quotidiane. L'arcivescovo invita anzitutto a leggere direttamente il messaggio del Pontefice, definendolo breve ma profondamente significativo, soprattutto per la centralità attribuita alla dignità della persona. Il cuore della riflessione ruota attorno a due elementi essenziali dell'essere umano: la voce e il volto. Secondo mons. D'Ascenzo, essi rappresentano l'identità irripetibile di ogni persona e costituiscono il fondamento autentico di ogni relazione. In un tempo segnato da guerre, violenze, emarginazione e indifferenza, il rischio più grande è quello di perdere la capacità di riconoscere l'altro nella sua unicità e nel suo valore umano.
L'analisi proposta nel messaggio si allarga poi al mondo della comunicazione digitale e dell'intelligenza artificiale. L'arcivescovo evidenzia come Papa Leone XIV affronti il tema senza demonizzare il progresso tecnologico, ma invitando ad abitarlo con spirito critico e responsabilità. Il pericolo, infatti, non sarebbe rappresentato dalla tecnologia in sé, quanto dalla possibilità che essa sostituisca alcune delle dimensioni più profonde dell'essere umano: il pensiero, la creatività, l'empatia, la capacità di costruire relazioni vere e di vivere responsabilmente il rapporto con gli altri e con Dio.
Particolarmente significativa appare la sottolineatura della "sacralità" del volto e della voce, considerati doni di Dio e segni concreti della dignità umana. In questo passaggio emerge uno dei messaggi più forti del documento: la comunicazione non può ridursi a flusso di informazioni o a semplice tecnologia, ma deve restare uno spazio di incontro autentico tra persone.
Le conclusioni del messaggio conducono quindi verso una visione della comunicazione come servizio alla verità, alla relazione e alla comunità. Mons. D'Ascenzo richiama tutti – operatori dell'informazione, istituzioni, educatori e cittadini – alla responsabilità di custodire l'umanità nelle parole, nei gesti e nelle modalità con cui ci si relaziona, soprattutto nell'epoca digitale. Nel finale del suo intervento, l'arcivescovo rivolge anche un sentito ringraziamento all'équipe diocesana per la comunicazione e a tutti gli operatori dell'informazione del territorio, riconoscendo il loro impegno quotidiano nel raccontare la vita della Chiesa e della comunità. Il messaggio consegnato alla diocesi non appare soltanto come una riflessione religiosa, ma come un invito rivolto all'intera società: recuperare il valore della persona, custodire le relazioni autentiche e impedire che velocità, superficialità e tecnologia cancellino il volto umano della comunicazione.
Questo il messaggio integrale di mons. Leonardo D'Ascenzo
CUSTODIRE VOCI E VOLTI UMANI Messaggio in occasione della LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali Carissime e Carissimi, nell'approssimarsi della LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che sarà celebrata domenica 17 maggio 2026, nella Solennità dell'Ascensione del Signore, desidero affidarvi il messaggio del Santo Padre consegnatoci il 24 gennaio nella memoria di San Francesco di Sales per tale Giornata. Innanzitutto, mi permetto di rivolgervi un invito: di prendere in mano il messaggio del Papa e leggerlo. Non è lungo, appena due pagine! Colpisce è il titolo: "Custodire voci e volti umani". È l'orizzonte che Leone XIV ci indica come prioritario, in un tempo in cui "le voci" e i "volti" di tantissimi, ma proprio tantissimi, tra bambini, uomini, donne, anziani, sembrano aver perso valore e dignità soprattutto se si pensa ai diversi teatri di guerra in atto nel nostro mondo. È l'orizzonte che spesso smarriamo nelle nostre relazioni, e prima ancora nella nostra mente e cuore, nelle quali dimentichiamo l'altro, soprassediamo al compito di guardare negli occhi chi è accanto a noi, consegnandoci così all'indifferenza e alla irrilevanza. È l'orizzonte che si fonda su una verità profonda e ineludibile, direi incontrovertibile, che il Papa richiama all'inizio del suo messaggio: «Il volto e la voce sono tratti unici, distintivi, di ogni persona; manifestano la propria irripetibile identità e sono l'elemento costitutivo di ogni incontro. (…) Volto e voci sono sacri. Ci sono donati da Dio che ci ha creati a sua immagine somiglianza chiamandoci alla vita con la Parola che egli stesso ci ha rivolto». Urge recuperare la sacralità di ogni voce e volto o, per dirlo in altre parole, il valore della dignità di ogni essere umano; e farlo affiorare nelle relazioni personali, nella vita sociale, nella vita politica, nei rapporti tra i popoli. Ma è anche l'orizzonte che va custodito e a cui va attribuito il primato dinanzi al dilagare delle tecnologie digitali. Colpisce il fatto che il Papa in questo messaggio si misuri con profondità di pensiero, dedicandovi la quasi totalità dello spazio, con le frontiere sempre più dilatantesi dell'intelligenza artificiale, con due atteggiamenti: quello di essere presenti in questo mondo, ma in atteggiamento "critico" al fine di evitare che alle nuove "macchine" vengano attribuite le competenze umane più fondamentali: la capacità di pensiero; di creatività; di empatia; di tessere relazioni vive, reali, profonde e autentiche; di responsabilità, cooperazione e educazione; ma soprattutto di alimentare la nostra relazione con Dio, sorgente della nostra umanità: «Abbiamo bisogno – conclude Leone XIV – che il volto e la voce tornino a dire la persona. Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell'uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica». Colgo l'occasione per rivolgere il mio sentito grazie e caloroso saluto ai componenti dell'Equipe diocesana per la Comunicazione, e a tutti gli operatori della comunicazione che operano nel territorio della nostra Arcidiocesi. So che amate la nostra Chiesa e siete impegnati a raccontarla! Vi benedico di cuore! Trani, domenica 17 maggio 2026, Solennità dell'Ascensione del Signore Leonardo D'Ascenzo Arcivescovo