Debiti fuori bilancio per lavori pubblici di "somma urgenza", è davvero così?

La denuncia del consigliere Tommaso Laurora (Pd)

martedì 25 novembre 2014 10.06
«Tutto quello che riguarda le normali manutenzioni ordinarie e straordinarie di un qualsiasi comune d'Italia, a Trani diventa di "somma urgenza", una situazione, cioè, prossima al disastro ed al pericolo imminente e imprevedibile». In città, dunque, sembrerebbe che la maggior parte dei lavori pubblici siano considerati di somma urgenza. È davvero così?

Alla domanda ha cercato di rispondere il consigliere comunale Tommaso Laurora (Pd). «Le norme sui lavori pubblici disciplinano i lavori in economia disponendo che, per lavori di importo superiore a 40.000 euro e fino a 200.000 euro, l'affidamento mediante cottimo fiduciario deve avvenire nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento e previa consultazione di almeno cinque operatori, individuati sulla base di indagini di mercato. Le norme stabiliscono anche, che per lavori di importo inferiore a 40.000 euro, è consentito l'affidamento diretto da parte del Responsabile Unico del Procedimento e del dirigente area tecnica. È intuibile per il profano ed è chiaro ed evidente per gli addetti ai lavori, che non è ammesso il frazionamento artificioso per ricondurre l'importo dei lavori sotto la soglia dei 40.000 euro per facilitare gli affidamenti diretti».

Il consigliere ricorda, inoltre, che nell'ultima seduta di Consiglio comunale una risicata maggioranza ha approvato una serie di debiti fuori bilancio per lavori pubblici, dichiarati prima di piccola entità e poi addirittura tali da dover "interrompere il pubblico servizio", per sistemare bagni, intonaci e condizionatori per alleviare la calura estiva. «Ma trenta anni fa – chiede ironico Laurora - non lavorava nessuno per la calura estiva?».

«Accade così che alcune imprese risultino accreditate per risolvere situazioni prossime al disastro. Una in particolare ha ottenuto una dozzina di affidamenti diretti per un ammontare complessivo di poco oltre 150.000 euro oltre IVA, per un totale di circa 180.000 euro. Ovviamente questa impresa ha lavorato ed è giusto che venga pagata. Tuttavia, rendere ogni lavoro di "somma urgenza" può comportare la probabile elusione delle generali modalità di affidamento dei lavori di sola urgenza, basate sui principi di trasparenza, rotazione e parità di trattamento.

«Non è un caso se la legge oggi ha introdotto controlli "politici" più stringenti sulle modalità di affidamento della "somma urgenza". In sostanza il Consiglio comunale ha il compito di accertare la veridicità delle necessità per la rimozione dello stato di pregiudizio alla pubblica incolumità. È evidente che sarà compito degli amministratori pubblici più attenti verificare se le procedure che interessano il Consiglio comunale verranno attivate nei tempi previsti dalla legge e se per esse sussisteranno realmente i requisiti della "somma urgenza». «Ne vedremo delle belle», conclude Laurora.