Depuratori e mare inquinato, parte il countdown per la stagione estiva a Trani

Legambiente interroga i responsabili dei lavori al depuratore

giovedì 16 gennaio 2014 10.18
Mancano solo 157 giorni all'inizio dell'estate ed è già tempo di countdown per valutare cosa ci attende nella prossima stagione balneare.

«Ci preme sapere – scrive il presidente di Legambiente Trani Pierluigi Colangelo - in tempi non sospetti, e quindi in pieno inverno qual è l'attuale qualità delle acque marine e cosa ci riserverà la prossima stagione balneare. Ci preme sapere qual è lo stato dell'arte dei lavori di adeguamento del depuratore di Trani e di tutti gli altri depuratori (Barletta, Bisceglie, Andria, Corato) del territorio circostante, accomunati dal sequestro giudiziario perché mal funzionanti».

Nella concitata ed ecologicamente preoccupante estate 2013 la qualità delle acque marine è stata valutata in modo apparentemente discordante dalla campagna di monitoraggio della Goletta Verde (Legambiente) e dalla fin troppo rassicurante campagna di monitoraggio delle acque di balneazione dell'ARPA-Puglia.

«Ebbene, siamo stanchi di sentirci dire in ogni estate di avere un atteggiamento allarmistico e provocatorio nei confronti di istituzioni regionali, enti ed amministrazioni locali. Nell'abbacinante estate tranese dai riverberi musical-giudiziari non bisogna mai intralciare i manovratori che si adoperano per dare lustro al festoso turismo della Perla dell'Adriatico. Pertanto, a scanso di equivoci, affrontiamo la questione inqui-depuratore in inverno per analizzare, a bocce ferme, cosa ci aspetterà la prossima estate. Siamo consapevoli che una dignitosa qualità delle acque marine estive si debba ricercare sin dal lontano periodo invernale affinché, con il sopraggiungere dei tepori primaverili, non ci si risvegli di soprassalto con la consapevolezza che ancora una volta è troppo tardi».

Mare inquinato
Le anomale concentrazioni di batteri fecali nelle acque marine non sono solo una consuetudine estiva. Lo diventano solo ed unicamente perché nella bella stagione si effettuano le analisi. In inverno il mare malato non guarisce. Sembra guarito semplicemente perché nessuno ne misura la febbre. I dati biochimici dell'estate 2013 erano inquietanti e drammatici se valutati unitamente alla continuità geografica con cui vennero rilevati tra Barletta, Trani e Bisceglie. Non potremmo mai ipotizzare che le eccezionali concentrazioni di Enterococchi e di Escherichia Coli, testimonianti un mare fortemente inquinato con concentrazioni rispettivamente maggiori di 400 UFC/100 ml e maggiori di 1000 UFC/100 ml, siano misteriosamente scomparse.

«Gli interrogativi emergenziali sulle schiume galleggianti – prosegue Legambiente - sulla melma del fondale, sulle dermatiti, sull'alga tossica, si moltiplicano esponenzialmente in estate solo perché nella bella stagione ci accorgiamo da vicino della presenza del mare sino a lasciarci contaminare, nel bene o nel male, dalle rinfrescanti acque costiere. Riteniamo che sia un sacrosanto diritto di tutti i cittadini comprendere se i lavori di adeguamento siano in corso; se saranno imminenti; se saranno completati entro la fine della primavera 2014. Ci preme sapere, inoltre, se l'adeguamento sia in corso anche per i depuratori delle città circostanti che, volere o volare, riversano le acque reflue trattate o mal-trattate nelle acque marine sottocosta. Le stesse acque marine di balneazione entro cui sguazziamo solitamente negli afosi giorni estivi».

«Siamo stanchi – conclude Colangelo - di affrontare la diatriba solo nel breve e concitato periodo estivo. Vogliamo scuotere i responsabili: amministratori, dirigenti, tecnici, che nelle varie fasi dell'adeguamento funzionale con differenti livelli di responsabilità sono impegnati nella procedura di potenziamento dei depuratori. Gli stessi soggetti che tra pochi mesi dovranno dar conto ai pressanti interrogativi dei cittadini. Ci sembra assurdo che nel terzo millennio siano così tanti e stranamente concentrati nella BAT (sette depuratori su dieci) gli impianti mal funzionanti e mal gestiti. Aggiungiamo che, dal punto di vista strettamente formale e giuridico, la Legambiente sta valutando l'ipotesi di costituzione di parte civile nei procedimenti penali che vedono coinvolti molteplici soggetti ed istituzioni per la mala gestione degli impianti di depurazione».