Di Gregorio: «Trani è il paese della cuccagna»

«Se il centrodestra governa la città, la colpa non è dell'opposizione»

martedì 29 dicembre 2009
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E' veramente incredibile, se non curioso, come a Trani possa continuare a succedere di tutto; anche che qualche amministratore (attuale o ex) spari a zero contro i suoi ex sodali di "tavola rotonda". 
Succede anche che l'amministrazione, dopo aver oscurato le vicende del Consiglio comunale con la mancata diretta radio o tv, in modo da evitare di far vedere ai cittadini i propri "capolavori", continui a imperversare strapazzando l'Amet a proprio piacimento. 
Ma non va nemmeno dimenticata la consulenza legale (non si è mai capito per quale rilevante scopo) affidata a un attuale assessore per una cospicua retribuzione e successivamente revocata o ancora la previsione di una spesa di 8 milioni di euro per far traslocare la sede dell'Amet in un altro immobile in periferia.
Ma nemmeno tutto questo basta. 
Sulla vicenda della cessione dell'appetibile ramo utenze dell'Amet a Elgasud si è aggiunta - almeno secondo quanto riportato dagli organi di stampa - la ciliegina sulla torta del parere pro veritate che l'amministrazione o i "manager" dell'Amet intendono chiedere a un avvocato per sapere se per la vendita sia necessaria o meno un provvedimento del Consiglio comunale. E così – incredibile ma vero - si spenderanno altri soldi pubblici per il parere legale di un avvocato, piuttosto che lasciare decidere, con serenità e trasparenza, al Consiglio comunale.
Nell'assise un importante esponente della maggioranza di centrodestra ha parlato, riferendosi al sindaco, di "governo oligarchico" e di "pensiero unico che gestisce la città di Trani". Altri consiglieri di maggioranza, sembra, abbiano scritto una lettera con la quale sfiduciavano due assessori (uno poi diventato poi effettivamente ex). Eppure nonostante tanto rumore poi, alla fine, non è successo nulla: tutti i consiglieri, anche quelli "ribelli", hanno sempre votato tutti i provvedimenti della maggioranza. 
Ebbene è paradossale che in questa città accada che anche le liti all'interno della maggioranza diventino motivo per attaccare l'opposizione. Qualcuno dimentica che siamo ancora in un sistema democratico dove contano i numeri. 
Un dato è certo: se la maggioranza di centrodestra continua a governare questa città, nonostante un'evidente negligenza amministrativa, la colpa non è certo dell'opposizione. 
Ma siamo a Trani, e l'importante sono il bel presepe, il tappeto e le lucine in piazza Libertà. Peccato sia costato solo 19 mila euro».
Michele di Gregorio capogruppo consiliare Verdi Trani