Diaspora nel Pd, Negrogno dissente
L'esponente di FdS: «Viva le persone libere, abbasso gli Dei». Scrive l'esponente di Federazione della Sinistra
mercoledì 26 ottobre 2011
10.01
La diaspora di una parte del Pd verso Operamolla (posizione per altro già conosciuta da tempo) scatena le prime reazioni ufficiali.
Il primo ad intervenire nel dibattito è Rino Negrogno (Federazione della Sinistra): «Vorrei capire - scrive Negrogno - perché si definisce grande schieramento quello composto da Sinistra e Libertà, Italia dei Valori, Verdi, Socialisti ed Udc e costruito intorno ad Ugo Operamolla mentre si definisce comitato elettorale ad personam quello intorno a Fabrizio Ferrante.
Vorrei capire in base a quale legge immutabile ed universale il candidato Operamolla è sinonimo di unità mentre Ferrante di divisione. Vorrei capire la differenza oggettiva (oltre quello che vedo e cioè un comunicato con uno spreco di ex et Deus ex machina che, come farebbe l'amico Berlusconi, scendono in campo ed arditamente, ex cathedra stabiliscono regole) tra un comitato e uno schieramento. Vorrei capire se i grandi schieramenti si fondano su idee condivise o speranze di vittoria.
Vorrei capire se chi vive in un grande schieramento è il depositario del bene mentre le minoranze incarnano il male. Perché se così fosse cominciamo bene e siamo non a metà ma alla fine dell'opera. Vorrei capire, scevro per un attimo di convinzioni e preconcetti, con animo sereno, libero come sono sempre, la differenza e la divisione. Certo di essere io a non comprendere. Viva l'unità tra persone con le stesse idee, la libertà ed abbasso gli dei».
Il primo ad intervenire nel dibattito è Rino Negrogno (Federazione della Sinistra): «Vorrei capire - scrive Negrogno - perché si definisce grande schieramento quello composto da Sinistra e Libertà, Italia dei Valori, Verdi, Socialisti ed Udc e costruito intorno ad Ugo Operamolla mentre si definisce comitato elettorale ad personam quello intorno a Fabrizio Ferrante.
Vorrei capire in base a quale legge immutabile ed universale il candidato Operamolla è sinonimo di unità mentre Ferrante di divisione. Vorrei capire la differenza oggettiva (oltre quello che vedo e cioè un comunicato con uno spreco di ex et Deus ex machina che, come farebbe l'amico Berlusconi, scendono in campo ed arditamente, ex cathedra stabiliscono regole) tra un comitato e uno schieramento. Vorrei capire se i grandi schieramenti si fondano su idee condivise o speranze di vittoria.
Vorrei capire se chi vive in un grande schieramento è il depositario del bene mentre le minoranze incarnano il male. Perché se così fosse cominciamo bene e siamo non a metà ma alla fine dell'opera. Vorrei capire, scevro per un attimo di convinzioni e preconcetti, con animo sereno, libero come sono sempre, la differenza e la divisione. Certo di essere io a non comprendere. Viva l'unità tra persone con le stesse idee, la libertà ed abbasso gli dei».