Dimissioni non valide, Riserbato resta in carica?

Ennesimo colpo di scena, Ferrante e Susca in Prefettura per informarsi

mercoledì 31 dicembre 2014 9.52
A cura di Vincenzo Membola
Potrebbe infittirsi la trama dello scenario politico tranese, scosso da una decina di giorni dall'inchiesta sul cosiddetto "Sistema Trani". Infatti, la decisione del Tribunale del Riesame di Bari di mantenere ai domiciliari il sindaco Luigi Riserbato e le successive dimissioni di quest'ultimo sembravano aver dato un'importante svolta alla complicata situazione governativa cittadina. Le dimissioni, sempre nella mattinata di ieri, di otto consiglieri, parevano essere un altro passo verso le elezioni anticipate.

Invece, non tutto può essere dato per certo: entrambe le metodologie dimissionarie presenterebbero dei sottili vizi di forma. Tanto, però, potrebbe bastare per trasformare il delicato momento politico in una baraonda giudiziaria senza problemi. Mentre per gli otto consiglieri, le dimissioni non appaiono così traballanti, perplessità aleggerebbero attorno alla conferma del passo indietro del primo cittadino, anche in virtù della sua condizione di detenzione domiciliare.

Proprio per sincerarsi dello stato delle cose, come segnalato sui social dallo stesso presidente del consiglio comunale, nella giornata di ieri Fabrizio Ferrante e il segretario generale, Donato Susca, si sarebbero recati in Prefettura per accertarsi dello stato delle cose. Purtroppo, in determinate occasioni, sia il Comune che la Prefettura fungono da passacarte: tutte le decisioni finiscono nelle mani del Ministero dell'Interno. Sarà, quindi, da Roma che arriverà la decisione sulla validità o meno dell'atto consegnato poco più di ventiquattr'ore fa da dal legale di Riserbato a Palazzo di Città.

Se i vizi di forma risultassero insormontabili, l'amministrazione rimarrebbe in piedi: in tal caso, i consiglieri dimissionari sarebbero tagliati fuori e si procederebbe alla normale surroga. Un ennesimo dato incerto che va a complicare il già non semplice decisione dei restanti consiglieri rimasti in carica. L'anno nuovo porterà giudizio?