Disastro ambientale discarica Amiu, l'inizio del dibattito in aula slitta al 15 aprile
Diciannove gli imputati tra ex amministratori comunali e responsabili della partecipata tranese
mercoledì 10 aprile 2019
15.42
L'effettivo inizio del dibattimento sul disastro ambientale della discarica Amiu di Trani slitta al lunedì prossimo 15 Aprile. E' quanto stabilito stamattina non appena chiamata la prima udienza. A presiedere il collegio del Tribunale di Trani non sarà più Giulia Pavese ma Marina Chiddo, a causa del carico di lavoro già presente sul ruolo del collegio presieduto dalla Pavese.
Nei giorni scorsi la dr.ssa Chiddo aveva depositato al presidente del Tribunale di Trani istanza di astensione dal processo, che però è stata respinta da Antonio De Luce. Diciannove gli imputati per il disastro ambientale - ritenuto fonte di pericolo concreto per la pubblica incolumità - che nel 2015 portò anche al sequestro dell'impianto di Contrada Puro Vecchio. Tra loro diversi ex amministratori e responsabili Amiu nonché ex amministratori comunali.
Con la richiesta di rinvio a giudizio la Procura contestò, a vario titolo e a seconda delle rispettive presunte responsabilità, i reati di disastro ambientale aggravato, omissione di atti di ufficio, gestione continuata di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, emissioni non autorizzate in atmosfera, inosservanza alle prescrizioni del Decreto Legislativo n. 152/2006. Nel processo sono già costituiti parti civili il Ministero dell'Ambiente ed il Comune di Trani, difeso dall'avvocato Giuseppe Maralfa.
Nei giorni scorsi la dr.ssa Chiddo aveva depositato al presidente del Tribunale di Trani istanza di astensione dal processo, che però è stata respinta da Antonio De Luce. Diciannove gli imputati per il disastro ambientale - ritenuto fonte di pericolo concreto per la pubblica incolumità - che nel 2015 portò anche al sequestro dell'impianto di Contrada Puro Vecchio. Tra loro diversi ex amministratori e responsabili Amiu nonché ex amministratori comunali.
Con la richiesta di rinvio a giudizio la Procura contestò, a vario titolo e a seconda delle rispettive presunte responsabilità, i reati di disastro ambientale aggravato, omissione di atti di ufficio, gestione continuata di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, emissioni non autorizzate in atmosfera, inosservanza alle prescrizioni del Decreto Legislativo n. 152/2006. Nel processo sono già costituiti parti civili il Ministero dell'Ambiente ed il Comune di Trani, difeso dall'avvocato Giuseppe Maralfa.