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Credito d’imposta sul gasolio agricolo: sollievo per le aziende pugliesi tra rincari e semine

Via libera del Governo alla misura sostenuta da Coldiretti

Boccata d'ossigeno per i campi e le stalle pugliesi con la conferma del credito d'imposta sul gasolio agricolo, esteso dalla pesca anche alle aziende agricole, una misura, nata da una proposta di Coldiretti, che sostiene le semine primaverili e garantisce la continuità dell'annata agraria. Un provvedimento importante, per il quale Coldiretti ringrazia la premier, Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, per aver dato il via libera alla richiesta avanzata assieme al ministro dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida.

A causa della guerra i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,45 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario, un balzo record che aveva portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni.

I prezzi del carburante agricolo sono aumentati del 70% dallo scoppio della guerra, determinando un forte incremento dei costi orari delle lavorazioni meccaniche, con il rischio concreto di interruzioni delle arature nelle zone cerealicole – incalza Coldiretti Puglia –. L'impennata dei prezzi si ripercuote inoltre sull'irrigazione di ogni coltura, sul riscaldamento e sulla gestione energetica di stalle e serre, aggravando significativamente il bilancio operativo delle aziende agricole pugliesi.

In Puglia l'agricoltura rappresenta un settore strategico ma anche energivoro, con le aziende agricole che consumano ogni anno circa 0,15 Mtep di energia, perlopiù sotto forma di gasolio per la meccanizzazione agricola. Complessivamente ciò corrisponde a un consumo annuo di 80–140 milioni di litri di gasolio. Un aumento del prezzo del carburante di 30 centesimi al litro comporta per le aziende agricole pugliesi circa 25 milioni di euro di costi aggiuntivi solo per il carburante.

Il caro gasolio, unito ai rincari dei fertilizzanti (l'urea ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra), rischia, infatti, di bloccare l'annata agraria proprio alla vigilia delle semine primaverili. In questa fase l'uso delle macchine agricole è indispensabile per le operazioni di preparazione dei terreni e l'agricoltura italiana non può permettersi di far restare i trattori nei capannoni.

Secondo un'analisi di Coldiretti su dati del Ministero dell'Ambiente, nel 2025 le vendite di gasolio agricolo sono state pari a 2,2 miliardi di litri. Si stima che circa il 90% sia destinato all'agricoltura e la restante parte per la pesca.
L'aumento dei costi di produzione rischia di far sentire i suoi effetti sui prezzi al consumo, anche se va sottolineato come gli incrementi delle quotazioni nei campi corrispondano in realtà, il più delle volte, a pochi centesimi al chilo
  • Coldiretti
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