Don Mario Pellegrino, un nuovo incarico in Brasile che racconta il volto missionario della nostra Chiesa
Un nuovo servizio pastorale che rinnova il volto missionario della Diocesi di Trani Barletta Bisceglie
domenica 8 febbraio 2026
La comunicazione diffusa dall'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie annuncia un passaggio significativo nel cammino pastorale di don Mario Pellegrino, sacerdote fidei donum impegnato da anni nella diocesi brasiliana di Pinheiro. Dal 4 febbraio, come lui stesso ha scritto in un messaggio rivolto all'Arcivescovo, ai confratelli e ai fedeli, don Mario ha iniziato il suo servizio nella parrocchia di San Giuseppe, sempre nella città di Pinheiro, dove resterà fino al previsto rientro in Italia a metà del prossimo anno.
Il suo racconto, semplice e diretto, restituisce il senso profondo della missione: un ministero vissuto accanto alle comunità più fragili, alle famiglie dei villaggi, a chi è ricco della presenza di Dio ma povero dei diritti essenziali. In sette anni a Mirinzal, don Mario ha accompagnato la crescita spirituale e sociale della popolazione, lasciando opere concrete come la nuova Chiesa Matrice e una intensa settimana missionaria che ha coinvolto centinaia di laici e diversi sacerdoti.
La notizia del suo trasferimento non è solo un aggiornamento biografico., è un'occasione per riflettere sul significato della missionarietà oggi, dentro e fuori i confini della nostra diocesi trova sintesi in tre punti focali:
1. La missione come presenza nelle periferie: il racconto di don Mario mostra una Chiesa che non teme di abitare le periferie geografiche e umane.
Villaggi isolati, famiglie prive dei diritti fondamentali, malati da visitare casa per casa: è lì che la missione diventa testimonianza concreta.
2. La missione come costruzione di comunità La nuova Chiesa Matrice non è solo un edificio: è un segno di radicamento, un luogo che dà identità e dignità a una comunità, la settimana missionaria, con 350 laici coinvolti, racconta una Chiesa che si muove insieme, che evangelizza camminando.
3. La missione come legame tra Chiese sorelle - Il fidei donum è un dono reciproco: un sacerdote che parte, una diocesi che accoglie, una comunità che sostiene con la preghiera. Il messaggio di don Mario, che chiede di pregare per lui, ricorda che la missione non è mai un'avventura solitaria.
Il nuovo incarico di don Mario arriva in un momento in cui la Chiesa locale è chiamata a vivere con discernimento anche le sfide del territorio, come testimoniano altri contenuti pubblicati sulla stessa pagina dell'Arcidiocesi, tra cui l'invito a prepararsi al voto con responsabilità e coscienza. La missione, allora, non è solo "partire": è anche guardare il proprio territorio con occhi evangelici, riconoscere le fragilità, accompagnare i processi, costruire comunità. Il servizio di don Mario in Brasile diventa così uno specchio che rimanda a noi: una Chiesa che sa donare è una Chiesa che sa anche interrogarsi, crescere, rinnovarsi.
Domenica 8 febbraio, durante la celebrazione eucaristica, don Mario sarà presentato ufficialmente alla nuova comunità di San Giuseppe. Il suo messaggio, colmo di gratitudine e fiducia, è un invito a sentirci parte di una storia più grande: quella di una Chiesa che vive la missione come stile, come responsabilità e come dono. Un abbraccio che attraversa l'oceano, e che unisce due comunità nella stessa fede e nella stessa speranza.
Il post dell' Arcidiocesi di Trani Barletta Bisceglie
Il suo racconto, semplice e diretto, restituisce il senso profondo della missione: un ministero vissuto accanto alle comunità più fragili, alle famiglie dei villaggi, a chi è ricco della presenza di Dio ma povero dei diritti essenziali. In sette anni a Mirinzal, don Mario ha accompagnato la crescita spirituale e sociale della popolazione, lasciando opere concrete come la nuova Chiesa Matrice e una intensa settimana missionaria che ha coinvolto centinaia di laici e diversi sacerdoti.
La notizia del suo trasferimento non è solo un aggiornamento biografico., è un'occasione per riflettere sul significato della missionarietà oggi, dentro e fuori i confini della nostra diocesi trova sintesi in tre punti focali:
1. La missione come presenza nelle periferie: il racconto di don Mario mostra una Chiesa che non teme di abitare le periferie geografiche e umane.
Villaggi isolati, famiglie prive dei diritti fondamentali, malati da visitare casa per casa: è lì che la missione diventa testimonianza concreta.
2. La missione come costruzione di comunità La nuova Chiesa Matrice non è solo un edificio: è un segno di radicamento, un luogo che dà identità e dignità a una comunità, la settimana missionaria, con 350 laici coinvolti, racconta una Chiesa che si muove insieme, che evangelizza camminando.
3. La missione come legame tra Chiese sorelle - Il fidei donum è un dono reciproco: un sacerdote che parte, una diocesi che accoglie, una comunità che sostiene con la preghiera. Il messaggio di don Mario, che chiede di pregare per lui, ricorda che la missione non è mai un'avventura solitaria.
Il nuovo incarico di don Mario arriva in un momento in cui la Chiesa locale è chiamata a vivere con discernimento anche le sfide del territorio, come testimoniano altri contenuti pubblicati sulla stessa pagina dell'Arcidiocesi, tra cui l'invito a prepararsi al voto con responsabilità e coscienza. La missione, allora, non è solo "partire": è anche guardare il proprio territorio con occhi evangelici, riconoscere le fragilità, accompagnare i processi, costruire comunità. Il servizio di don Mario in Brasile diventa così uno specchio che rimanda a noi: una Chiesa che sa donare è una Chiesa che sa anche interrogarsi, crescere, rinnovarsi.
Domenica 8 febbraio, durante la celebrazione eucaristica, don Mario sarà presentato ufficialmente alla nuova comunità di San Giuseppe. Il suo messaggio, colmo di gratitudine e fiducia, è un invito a sentirci parte di una storia più grande: quella di una Chiesa che vive la missione come stile, come responsabilità e come dono. Un abbraccio che attraversa l'oceano, e che unisce due comunità nella stessa fede e nella stessa speranza.
Il post dell' Arcidiocesi di Trani Barletta Bisceglie