Don Mimì di Martino, memoria viva a cinquant’anni dalla scomparsa: il ricordo di Don Mauro Sarni

"A lui, parroco della mia adolescenza, devo la mia vocazione sacerdotale."

giovedì 26 febbraio 2026
A cinquant'anni dalla morte di don Mimì di Martino, la comunità di Trani si prepara a ricordare una figura sacerdotale che ha segnato profondamente la vita religiosa ed educativa della città. Con lui nacque lo scoutismo a Trani, esperienza che ha formato generazioni di ragazzi alla responsabilità, al servizio e alla fede. Nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 26 febbraio 1976, sarà celebrata una messa in suo suffragio giovedì 26 febbraio alle ore 19.00 nella chiesa di Santa Chiara, parrocchia alla quale ha dedicato anni di instancabile ministero. Pubblichiamo di seguito il ricordo affidato alle parole di don Mauro Sarni, testimonianza di affetto e gratitudine verso un sacerdote che ha lasciato un segno indelebile nella comunità tranese.
  • BUON PASTORE, SACERDOTE VERO "Il suo ricordo è in benedizione". Così la liturgia cristiana ricorda i nostri cari, i cui nomi sono scritti nel cielo. Ricordando don Mimì di Martino (50 anni dalla sua morte, il 26 febbraio 1976), non possiamo non ricordare la sua bontà d'animo e il suo dolce sorriso. Bontà che si manifestava anche nei piccoli gesti di carità e di amore verso tutti. Ad immagine di Cristo Buon Pastore, il nostro caro don Mimì ha saputo irradiare e testimoniare, a piccoli e grandi, una paternità vera e sincera, tale da lasciare nei cuori di tanti un ricordo profondo. Con la sua disponibilità senza misura, cercava sempre di accontentare tutti, non sapeva dire di no a nessuno. Nel suo ministero sacerdotale ha saputo guidare giovani, ragazzi e ragazze nella via della consacrazione e del sacerdozio, quale guida spirituale e maestro di vita interiore. Gli anni del suo parrocato in Santa Chiara lo hanno visto all'opera nella comunità cristiana dando tutto sé stesso, nonostante la malattia lo avesse visitato. Il giorno del Signore, la domenica, per noi bambini, ragazzi e giovani era la festa del cuore, tanto attesa e desiderata. Tra messa del fanciullo, catechismo, giochi, cineforum, zecchino d'oro etc, mattina, pomeriggio e sera, si viveva l'esperienza della comunità oratoriana nello stile di don Bosco. Era il cuore di don Mimì che accoglieva tutti, non tanto le strutture parrocchiali. La sua presenza tra noi, da mattino a sera, quale pastore, vigile ed amorevole e premuroso, era garanzia di una paternità vera e sincera. Con stile semplice, umile, schietto e disinvolto ma con naturalezza, ha saputo infondere nei cuori di molti e di quanti lo hanno conosciuto da vicino, l'immagine più vera e autentica di Cristo, Buon Pastore. A lui, parroco della mia adolescenza, devo la mia vocazione sacerdotale. Il ricordo delle sue virtù sia per tutti noi guida ed esempio. d. Mauro Sarni