Di Leo: «Duc 2023-2025 approvato in Consiglio senza conoscere le strategie future di Amet e Amiu»
Il commento del consigliere comunale leghista
giovedì 9 marzo 2023
10.14
Anche il Documento unico di Programmazione 2023-2025 è stato approvato dal Consiglio Comunale senza conoscere le strategie future dell'Amet e dell'Amiu, senza conoscere gli obiettivi che le 2 aziende intendono raggiungere nel futuro.
Entrando nel merito della triste questione Amet e della frettolosa adesione alla convenzione Consip non posso che riportare il sentimento dei cittadini tutti di indignazione per aver tolto all'Amet il servizio di pubblica illuminazione per la quale nel 1908 fu costituita.
Una delle poche aziende pubbliche a totale partecipazione comunale presente sul territorio.
La scelta delle partecipate da parte dei nostri antenati nel 1908 nasceva per poter potenziare l'economia locale, dando lavoro alle attività del territorio e sviluppandone l'indotto.
Con l'esternalizzazione di tali servizi tutto ciò verrà meno in quanto la società affidataria non comprerà certamente il materiale occorrente per la pubblica illuminazione sul territorio.
Stesso discorso vale nel momento in cui si deciderà di togliere all'Amet il servizio parcheggi e la darsena.
Fu un referendum cittadino che portò alla municipalizzazione del servizio per una gestione pubblica dello stesso.
Oggi, un atto unilaterale del Sindaco, supportato dal Dirigente Puzziferri, sta portando alla gestione da parte di privati di un servizio così importante per la città, sulla base di un presunto e non meglio dimostrato effettivo risparmio per le casse comunali.
Infatti, nella valutazione dell'economicità del servizio desumibile dalla tabella riepilogativa si ipotizza un valore di riscatto degli impianti della pubblica di proprietà di Amet, di € 3.800.000,00 comprensiva di iva, non supportata da alcun documento ufficiale.
Chi avrà fatto quella valutazione?
Il valore di riscatto degli impianti non è supportato da documenti ufficiali. Pertanto, qualora il valore di mercato degli impianti della pubblica fosse più alto, il risparmio ipotizzato non sarebbe più quello indicato nel documento di circa 4 milioni di Euro in 9 anni.
Dalle interviste rilasciate dal Sindaco è emerso che l'Amet interpellata avrebbe risposto di non essere in grado di gestire l'efficientamento degli impianti e la gestione del servizio, unitamente alla vendita dell'energia, alle condizioni di cui alla convenzione Consip cioè in soli 6 mesi.
Tutti sanno che Amet non vende energia e quindi, Amet, coerentemente ha risposto al socio unico, Comune di Trani, che non poteva replicare l'offerta della City Green.
Con riferimento all'efficientamento si fa presente che Amet non ha mai stipulato con il socio unico, un contratto pluriennale.
L'unico contratto pluriennale della durata di 3 anni risale al 2007/2009 a firma del Commissario Trovato.
Da allora in poi si è sempre andati in proroga, firmando contratti annuali a posteriori, a chiusura di anno, che non hanno mai consentito ad Amet una programmazione di efficientamento.
Solo con la stipula di un contratto pluriennale, come avvenuto con Amiu, Amet avrebbe potuto programmare un efficientamento con i dovuti investimenti finanziati da Istituti di credito.
Per non parlare delle politiche del personale mai affrontate che hanno visto la società passare da 22 operai nel 2008 a 6 operai nel 2023.
Insomma, un disegno volto ad impoverire l'Amet e conseguentemente la sua Città.
Si aggiunge che anche la mancata programmazione della vendita degli utenti della maggior tutela non ha consentito di vendere ad un prezzo di mercato simile a quello conseguito da una società come Amet nel nord Italia che, per lo stesso numero di utenti, ha incassato 6 milioni di Euro.
Incapacità oppure stiamo parlando di un disegno preordinato ad affossare Amet?
Nelle interviste rilasciate in occasione della presentazione dell'affidamento alla società privata stranamente non si sente più parlare di Amet che non può più essere affidataria in house dei servizi.
Il Sindaco ha semplicemente motivato sostenendo che Amet non era in grado di poter eseguire il servizio alle condizioni della Convenzione.
Insomma, tante contraddizioni per un risparmio probabilmente irrisorio e per una soluzione che non tiene conto dell'indotto generato dal servizio se svolto da Amet».
Entrando nel merito della triste questione Amet e della frettolosa adesione alla convenzione Consip non posso che riportare il sentimento dei cittadini tutti di indignazione per aver tolto all'Amet il servizio di pubblica illuminazione per la quale nel 1908 fu costituita.
Una delle poche aziende pubbliche a totale partecipazione comunale presente sul territorio.
La scelta delle partecipate da parte dei nostri antenati nel 1908 nasceva per poter potenziare l'economia locale, dando lavoro alle attività del territorio e sviluppandone l'indotto.
Con l'esternalizzazione di tali servizi tutto ciò verrà meno in quanto la società affidataria non comprerà certamente il materiale occorrente per la pubblica illuminazione sul territorio.
Stesso discorso vale nel momento in cui si deciderà di togliere all'Amet il servizio parcheggi e la darsena.
Fu un referendum cittadino che portò alla municipalizzazione del servizio per una gestione pubblica dello stesso.
Oggi, un atto unilaterale del Sindaco, supportato dal Dirigente Puzziferri, sta portando alla gestione da parte di privati di un servizio così importante per la città, sulla base di un presunto e non meglio dimostrato effettivo risparmio per le casse comunali.
Infatti, nella valutazione dell'economicità del servizio desumibile dalla tabella riepilogativa si ipotizza un valore di riscatto degli impianti della pubblica di proprietà di Amet, di € 3.800.000,00 comprensiva di iva, non supportata da alcun documento ufficiale.
Chi avrà fatto quella valutazione?
Il valore di riscatto degli impianti non è supportato da documenti ufficiali. Pertanto, qualora il valore di mercato degli impianti della pubblica fosse più alto, il risparmio ipotizzato non sarebbe più quello indicato nel documento di circa 4 milioni di Euro in 9 anni.
Dalle interviste rilasciate dal Sindaco è emerso che l'Amet interpellata avrebbe risposto di non essere in grado di gestire l'efficientamento degli impianti e la gestione del servizio, unitamente alla vendita dell'energia, alle condizioni di cui alla convenzione Consip cioè in soli 6 mesi.
Tutti sanno che Amet non vende energia e quindi, Amet, coerentemente ha risposto al socio unico, Comune di Trani, che non poteva replicare l'offerta della City Green.
Con riferimento all'efficientamento si fa presente che Amet non ha mai stipulato con il socio unico, un contratto pluriennale.
L'unico contratto pluriennale della durata di 3 anni risale al 2007/2009 a firma del Commissario Trovato.
Da allora in poi si è sempre andati in proroga, firmando contratti annuali a posteriori, a chiusura di anno, che non hanno mai consentito ad Amet una programmazione di efficientamento.
Solo con la stipula di un contratto pluriennale, come avvenuto con Amiu, Amet avrebbe potuto programmare un efficientamento con i dovuti investimenti finanziati da Istituti di credito.
Per non parlare delle politiche del personale mai affrontate che hanno visto la società passare da 22 operai nel 2008 a 6 operai nel 2023.
Insomma, un disegno volto ad impoverire l'Amet e conseguentemente la sua Città.
Si aggiunge che anche la mancata programmazione della vendita degli utenti della maggior tutela non ha consentito di vendere ad un prezzo di mercato simile a quello conseguito da una società come Amet nel nord Italia che, per lo stesso numero di utenti, ha incassato 6 milioni di Euro.
Incapacità oppure stiamo parlando di un disegno preordinato ad affossare Amet?
Nelle interviste rilasciate in occasione della presentazione dell'affidamento alla società privata stranamente non si sente più parlare di Amet che non può più essere affidataria in house dei servizi.
Il Sindaco ha semplicemente motivato sostenendo che Amet non era in grado di poter eseguire il servizio alle condizioni della Convenzione.
Insomma, tante contraddizioni per un risparmio probabilmente irrisorio e per una soluzione che non tiene conto dell'indotto generato dal servizio se svolto da Amet».