Emanuel, «uno dei miei migliori studenti»
Il razzismo fa breccia anche in un ambiente di zona franca: la scuola
lunedì 25 febbraio 2019
11.30
Mi ha molto colpito e lasciato sgomento l'episodio di quel maestro che ha messo in un angolo l'alunno di colore additandolo al resto della classe e proferendo quella turpe frase: "Guardate quant'è brutto". Se l'accaduto è vero, come sembra che sia vista la sospensione del docente, è davvero un segnale inquietante perché certifica che quel clima d'odio e di razzismo bello e buono, anzi, brutto e cattivo, sta facendo breccia anche in un ambiente che dovrebbe essere una zona franca da questo punto di vista, in quanto laboratorio educativo e d'esempio.
L'episodio mi ha richiamato alla mente gli anni in cui anche io come docente ebbi come alunno un ragazzo di colore. Di origini camerunesi ed adottato da una coppia italiana. Si chiama Emanuel ed ora si è trasferito a Roma con la sua famiglia che a sua volta aveva adottato anche gli altri due fratellini minori. Ricordo che a differenza dei protagonisti del turpe episodio, nacque tra il sottoscritto un bellissimo rapporto come tra padre e figlio. Io lo additavo alla classe sì. Ma come esempio di ragazzo corretto, leale, col senso del dovere e con una proprietà di linguaggio italiano superiore a quello dei suoi compagni.
L'episodio mi ha richiamato alla mente gli anni in cui anche io come docente ebbi come alunno un ragazzo di colore. Di origini camerunesi ed adottato da una coppia italiana. Si chiama Emanuel ed ora si è trasferito a Roma con la sua famiglia che a sua volta aveva adottato anche gli altri due fratellini minori. Ricordo che a differenza dei protagonisti del turpe episodio, nacque tra il sottoscritto un bellissimo rapporto come tra padre e figlio. Io lo additavo alla classe sì. Ma come esempio di ragazzo corretto, leale, col senso del dovere e con una proprietà di linguaggio italiano superiore a quello dei suoi compagni.