Fondaco dei Longobardi, incerto il destino del palazzo
L'edificio rimane puntellato. Ma la ristrutturazione langue
mercoledì 11 novembre 2015
2.53
Era stato aperto l'ultima volta lo scorso dicembre, quando la passata amministrazione decise di risistemarlo per rendere fruibile il passaggio tra porto e piazza Longobardi, dove fu installata un centro ricreativo per bambini legato alle tematiche natalizie. Da allora, nessuna notizia ufficiale per il Fondaco dei Longobardi, più qualche problema di troppo. Nel mese di aprile, il commissario Iaculli aveva ordinato la chiusura del tratto di strada adiacente al palazzo, ritenuto in cattive condizioni e vicino al crollo. Successive verifiche hanno scongiurato questo rischio, facendo riprendere la viabilità in quel punto ma non risolvendo i problemi.
Il palazzo è da anni al centro di una complessa fase di ristrutturazione, all'interno della quale due differenti proprietari privati, insieme al Comune, proprietario di due locali al piano terra, e all'Asp "Vittorio Emanuele II", a cui appartiene tutto il primo piano, stanno cercando un accordo che consenta il ripristino dell'utilizzo dello stabile. Le due parti pubbliche hanno le mani bloccate, per problemi simili: l'ex casa di riposo vorrebbe vendere la proprietà, considerata fuori dal proprio raggio di interesse, per ricavare fondi da investire nel recupero e potenziamento della struttura dei Cappuccini; il Comune, invece, non ha una liquidità da investire sui propri spazi. La non facile copertura dei costi anche da parte dei privati ha dato luogo alla presente situazione di impasse, che non ha punti di svolta vicini.
Nonostante siano stati scongiurati pericoli imminenti, negli ultimi due anni palazzo e fondaco hanno dato più di un grattacapo alla zona, con vicini preoccupati che le infiltrazioni presenti ai piani superiori possano intaccare gli edifici attigui. Va considerato, inoltre, come il perdurare di questa situazione bloccata influisca, di mese in mese, sulla valutazione economica delle proprietà. Un eventuale problema con la conservazione dell'immobile potrebbe costare caro a chi sull'alienazione di questi possedimenti contava. Si attende ancora di conoscere le intenzioni della nuova amministrazione sulla situazione, la quale ancora non si è espressa in alcuna maniera. L'avvicinarsi della fine dell'anno porterà il fondaco anche quest'anno ad un'inattesa resurrezione?
Il palazzo è da anni al centro di una complessa fase di ristrutturazione, all'interno della quale due differenti proprietari privati, insieme al Comune, proprietario di due locali al piano terra, e all'Asp "Vittorio Emanuele II", a cui appartiene tutto il primo piano, stanno cercando un accordo che consenta il ripristino dell'utilizzo dello stabile. Le due parti pubbliche hanno le mani bloccate, per problemi simili: l'ex casa di riposo vorrebbe vendere la proprietà, considerata fuori dal proprio raggio di interesse, per ricavare fondi da investire nel recupero e potenziamento della struttura dei Cappuccini; il Comune, invece, non ha una liquidità da investire sui propri spazi. La non facile copertura dei costi anche da parte dei privati ha dato luogo alla presente situazione di impasse, che non ha punti di svolta vicini.
Nonostante siano stati scongiurati pericoli imminenti, negli ultimi due anni palazzo e fondaco hanno dato più di un grattacapo alla zona, con vicini preoccupati che le infiltrazioni presenti ai piani superiori possano intaccare gli edifici attigui. Va considerato, inoltre, come il perdurare di questa situazione bloccata influisca, di mese in mese, sulla valutazione economica delle proprietà. Un eventuale problema con la conservazione dell'immobile potrebbe costare caro a chi sull'alienazione di questi possedimenti contava. Si attende ancora di conoscere le intenzioni della nuova amministrazione sulla situazione, la quale ancora non si è espressa in alcuna maniera. L'avvicinarsi della fine dell'anno porterà il fondaco anche quest'anno ad un'inattesa resurrezione?