Fortino, Amet e contratto di quartiere: tutti gli esposti di Trani#aCapo

Procacci: «Scandaloso il silenzio delle altre forze politiche»

sabato 1 ottobre 2016 12.34
Ex chiesa di Sant'Antuono, crediti Amet e oneri del Contratto di Quartiere 2 sono stati i temi toccati dal Movimento Trani#aCapo durante la conferenza di questa mattina con la stampa. A prendere la parola è stato il leader del movimento, Antonio Procacci: «Ieri mattina sono stati depositati tre esposti alla procura della Repubblica. Questione oneri del contratto di quartiere 2, questione tutti arretrati dell'ex chiesa di Sant'Antuono e questione crediti Amet. Abbiamo agito sempre in un certo modo. Ogni volta che abbiamo riscontrato problematiche abbiamo informato l'amministrazione comunale, inviato note e in assenza di risposte abbiamo posto le stesse questioni in consiglio comunale. Ovvio anche in commissione. Dopo ciò rendiamo pubbliche le nostre denunce usando anche i profili social. Quando prendiamo atto che non riceviamo risposte e riceviamo insulti non ci resta che denunciare agli organi competenti, procura della Repubblica e Corte dei Conti. Questo è l'iter che abbiamo seguito su tutti i temi. Pensiamo che l'ultimo atto sia l'estrema ratio alla quale però ci siamo visti costretti a giungere per rispondere alla strafottenza amministrativa».

Primo argomento affrontato è stato quello relativo alle Lampare: «Entriamo nel merito della chiesa di Sant'Antuono, la chiamiamo chiesa perché anche il vescovo attualmente in carica ha dichiarato che non è mai stata sconsacrata. È la situazione più torbida sin dal principio. Sulla questione fitti possono minacciare tutte le querele che vogliono ma le carte dicono le nostre stesse cose. Questo signore che occupa l'immobile è dimostrato che non ha voluto pagare in questi anni e a dirlo è stato il commissario Iaculli. Denunciano lei? Noi vogliamo sapere chi ha concesso il rinnovo nel 2012 ad un azienda morosa. Abbiamo chiesto alla procura di verificarlo. Non bisognava nè concedere rinnovo nè transazione. Ad oggi la transazione non è stata ancora firmata ma minacciano querela. C'è la questione dei lavori per il lastrico solare. La cifra è congrua, tecnicamente si può scomputare. Ma chi ha autorizzato quei lavori? Da contratto non c'è scritto da alcuna parte che l'azienda dovesse fare lavori del genere. Chi mai può aver autorizzato un provato a fare lavori straordinari su un immobile comunale e vincolata dalla soprintendenza. Ma la soprintendenza ha mai autorizzato l'apertura del ristorante? Non c è mai stato alcun nulla osta.Legambiente negli anni scorsi ha presentato una serie di esposti che sono caduti nel vuoto. Non c'è mai stato seguito».

Secondo argomento, Amet: «Che amet avesse crediti lo sapevano tutti ma che ci fossero clienti con 90 mensilità non pagate e senza alcuna riduzione di fornitura elettrica è assurdo. Noi ci aspettavamo che anche il sindaco il giorno dopo si presentasse da Amet e dicesse: da qui non esce nessuno finchè non saprò il responsabile. In consiglio soltanto Raffaella Merra si è detta scandalizzata dai dati pubblicati da noi. Nessun altro ha detto nulla e speriamo dica qualcosa la procura della Repubblica».

Anche Aldo Procacci è intervenuto sulla vicenda: «Per Quale motivo alla gente comune si abbassa subito la Potenza della fornitura e poi si procede a staccare la corrente e poi quando ci sono cifre esorbitanti ci ritroviamo dinanzi ad intoccabili che stanno maturando debiti assurdi? Nel 2018 rischiamo di perdere tutti i clienti. L'azienda sarà ridimensionata terribilmente. L'amministrazione deve farci sapere cosa sta facendo per questa azienda, perché è tutto fermo».

Sulla questione Contratto di Quartiere, Antonio Procecci ha dichiarato: «Quando l'amministrazione ha dato mandato di fare causa alle ditte coinvolte Manna e Scaringi e quando abbiamo letto che si lavorava per una transazione con azienda Graziano, siamo stati in silenzio perché abbiamo pensato che la cosa più importante fosse recuperare i soldi. Poi però non possiamo prenderci in giro, se ci viene detto che c è una scadenza e al 30 giugno il pagamento scopriamo che è stato parziale perché la ditta Graziano diceva che c era stato un conto sbagliato. Il sindaco è venuto in consiglio comunale dicendoci che avremmo dovuto finire di raccontare sciocchezze alla gente. L'articolo 3 dell'atto di dilazione dice che viene Pattuito che l'omesso adempimento anche di uno solo dei termini di pagamento comporterà immediata revoca del permesso a costruire e diritto per il comune di Trani di richiedere tutto il dovuto. Se il sindaco vuole possiamo fornirgli tutti i documenti che vuole. Al momento non ci risulta sia arrivato un euro nelle casse del comune».

Mariagrazia Cinquepalmi ha aggiunto: «Siamo certi che delle polizze fidejussorie create dalle aziende in quanto l'Ivas ha diffuso un comunicato nel quale diceva di non sottoscrivere più polizze con la Gable Insurance che ha sede nel Lichtenstein e guarda caso è la società con la quale le aziende coinvolte hanno sottoscritto una polizza. Noi non abbiamo niente contro impresa graziano ma vogliamo il rispetto delle regole. Avrebbero dovuto pagare questi soldi anni fa. Bottaro bene ha fatto a firmare atto di dilazione, ma ora basta. Avevano obblighi che non hanno rispettato. Bisogna rispettare atto di dilazione che loro hanno firmato. Richiamiamo responsabilità dei dirigenti comunali, chiederemo conto a tutti. Lunedì andremo alla Corte dei conti segnalando anche i dipendenti comunali che non fanno il proprio dovere dopo di che vogliamo che sia fatta piena luce».

Antonio Procacci ha poi concluso: «Bottaro sta dimostrando di essere forte con i deboli e debole con i forti. Sta prendendo in giro i cittadini. Ora la procura dovrà fare chiarezza! Ci lascia basiti vedere che le altre forze politiche stiano zitti dinanzi queste denunce. E' scandaloso».