«Sei mesi di governo del centrosinistra: è questo il nuovo che avanza?»

Tomasicchio punta il dito contro l'operato della giunta Bottaro

giovedì 31 dicembre 2015 15.09
Per l'ex candidato sindaco del centrodestra, Emanuele Tomasicchio, non ci sono dubbi: «Sei mesi dopo l'elezione di Bottaro, non c'è stato il nuovo annunciato». Mentre il provvedimento d'urgenza con il quale si è dato il via libera alla ricapitalizzazione dell'Amiu sarebbe la prova che - dice - «siamo di fronte a un'armata Brancaleone che ti convoca d'urgenza il 28 dicembre e poi rimanda di tre mesi l'attuazione».

Tomasicchio, nella conferenza convocata l'ultimo giorno dell'anno, non risparmia critiche all'amministrazione Bottaro e all'operato dei primi sei mesi di governo. «Quella che doveva essere la giunta delle competenze è la giunta delle incompetenze», dice senza mezzi termini. Gli esempi, a detta dell'avvocato, sarebbero tanti. Cita, tra i tanti casi, quello della bandiera francese esposta sul balcone di Palazzo Palmieri dopo le stragi di Parigi del 13 novembre («Non si può esibire la bandiera a mezz'asta di uno Stato straniero senza una delibera del Consiglio dei ministri», ha ribadito) o il bando di gara per le luminarie firmato da un assessore («Dalla Bassanini in poi i bandi di gara sono atti di competenza dei dirigenti», ha sottolineato), per arrivare all'ordinanza di chiusura al traffico di piazza Libertà. «C'è un'ordinanza del sindaco anziché del dirigente del settore polizia municipale», dice. «Mi chiedo come possa gente nemmeno in grado di fare le ordinanze di chiusura al traffico, occuparsi della ricapitalizzazione dell'Amiu?».

C'è poi il caso della delibera sugli assestamenti di bilancio del 30 novembre, dichiarata immediatamente esecutiva «senza avere il numero sufficiente di consiglieri per votare l'immediata esecutività». Ma il problema fondamentale è la questione Amiu per Tomasicchio. «Negli anni scorsi si sono fatte solo proroghe dei contratti di servizi - sottolinea - e i provvedimenti successivi di nuove proroghe non sono stati decisi a contratto scaduto dopo mesi. Peraltro l'ultimo contratto di servizio è stato approvato a ottobre scorso in giunta, anziché in Consiglio comunale. Doveva essere il commissario prefettizio ad approvare il contratto di servizio. L'amministrazione non poteva fare una proroga - ribadisce - del contratto di servizio, ma al limite un nuovo contratto per motivi di straordinaria urgenza. Mancano inoltre la motivazione dell'affidamento in house all'Amiu e il parere revisori dei conti. Mi chiedo come abbiano fatto a pagare l'Amiu senza contratto? Questo - rimarca - diventa un debito fuori bilancio».

Passando, poi, alla questione ricapitalizzazione della società comunale, Tomasicchio dice senza mezzi termini che «l'emendamento alla delibera portata in Consiglio è un aborto giuridico». La doppia opzione (ricapitalizzazione/liquidazione) contenuta nella delibera originaria è stata sostituita da un'unica opzione, ma con 90 giorni di tempo per il parere dei revisori dei conti e altri adempimenti; mentre non era possibile procedere con un atto di indirizzo politico per una questione del genere. «Il Comune ha sottoscritto - prosegue - un contratto servizio con l'Amiu per servizi per i quali non è autorizzata, come la raccolta di amianto, carogne e carcasse animali». Tornado alla ricapitalizzazione, invece, «non essendo avvenuta nei 30 giorni dall'emersione del buco, non si può più fare (l'ha detto anche la consigliera Maria Grazia Cinquepalmi)», dice. «Quindi al momento la società sarebbe sciolta. Mi chiedo, a questo punto, con chi il Comune ha sottoscritto il contratto di servizio? Già il 18 settembre revisori del Comune denunciavano la situazione, invitando a prendere le necessarie determinazioni». Secondo Tomasicchio all'origine di tutto «ci sarebbe l'inadeguatezza della classe politica, anche nella scelta dei dirigenti». A chi gli chiede se si stia avvicinando alle posizione del movimento di Trani#aCapo, l'esponente di opposizione risponde che «arriverà comunque un momento in cui si voterà non per appartenenza, ma in riferimento a ogni singola questione. È - conclude - un problema di coscienza».