«Il 118 è a rischio di tilt»

Il vicecapogruppo Pdl in Regione lancia un pericoloso allarme. Analizzate le condizioni in cui operano medici, infermieri e soccorritori

lunedì 14 gennaio 2013 21.36
«E' emergenza per la medicina delle emergenze affidata al servizio del 118». Lo dice il vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Massimo Cassano che ha incontrato una delegazione di medici e di personale adibito ai soccorsi in Puglia e in particolare in Provincia di Bari.

Cassano spiega: «Si tratta di una protesta sacrosanta da parte di soccorritori costretti a prestare la propria fondamentale opera al servizio della comunità in condizioni di forte sacrificio e precarietà. Le Asl stanno utilizzando in maniera inappropriata le risorse e appaiono sempre più incapaci di tutelare sia i cittadini quanto i medici, gli infermieri ed i soccorritori. Oltretutto l'assessore regionale alla sanità, Ettore Attolini, e con lui i manager delle Asl e delle aziende ospedaliere, fingono di non comprendere come in seguito ad uno scriteriato piano di rientro e di riordino, il servizio del 118 appare uno dei pochi superstiti a garantire continuità assistenziale con il territorio».

Il politico barese va oltre: «Si è costretti ad assistere ad un progetto per l'assistenza ai pazienti con infarto acuto del miocardio (progetto Ima) senza un'adeguata disponibilità di personale, esponendo così i pazienti a rischi per la salute ed il 118, già in cronica carenza di personale, a rischio di tilt. Molte delle postazioni non hanno infermieri in turno indispensabili per garantire il trattamento di questi pazienti. Inoltre, non è stata prevista alcuna sostituzione per l'equipaggio del 118 impegnato nel trasporto secondario per garantire il servizio istituzionale ordinario per i casi di emergenza. E' il caso di dire: giù le mani dalla medicina delle emergenze-urgenze e indagini su sperperi e abusi. Non si può continuare ad affidare l'assistenza a personale precario che da anni attende di essere stabilizzato e nel frattempo agisce sotto il peso di un'attività che non conosce turni di riposo, tra altro espressamente previsti dalla legge. Personale costretto a spostarsi a bordo di mezzi non adeguati, di ambulanze fuorilegge perché senza infermieri a bordo. Tutto questo con il silenzio assenso delle Asl e della Regione. Ripetiamo: c'è qualcosa di peggio di una sanità ai minimi termini, qual è quella pugliese, e le condizioni in cui operano al 118 ne sono la dimostrazione».