Il centrodestra occupa l'aula del Consiglio regionale
Riserbato è a Trani e si prepara per l’incontro con Attolini. Sottolineata la piena autonomia del comitato L328
lunedì 4 marzo 2013
13.13
I consiglieri regionali dei gruppi di centrodestra (Pdl e I Pugliesi) hanno occupato l'aula consiliare per protesta nei confronti del presidente Vendola. «Il presidente della Regione deve dire con chiarezza e in tempi brevi se intende optare per il Parlamento o concludere la consiliatura regionale». Lo ha detto il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, spiegando le motivazioni dell'occupazione. «L'iniziativa è stata presa dei vertici di Pdl e del movimento I Pugliesi per lanciare un messaggio forte al presidente Vendola, invitandolo ad avere un comportamento rispettoso delle istituzioni e dei cittadini pugliesi. Si tratta di un'iniziativa adottata con urgenza – ha aggiunto il capogruppo Pdl – ed è aperta anche al contributo degli altri partiti. L'occupazione si protrarrà fino a giovedi' 7 marzo alle 19. Anche in questo caso dimostriamo il nostro senso di responsabilità, non intendendo con l'iniziativa odierna paralizzare l'attività istituzionale».
Il barometro della politica regionale segna dunque burrasca, mentre a Trani si affilano le armi in vista dell'incontro di domani con Ettore Attolini. Il sindaco Riserbato, dopo che è stato annullato l'incontro odierno convocato da Ventola, studia le mosse per aprire una trattativa proficua con la Regione. «La base di partenza, per quanto mi riguarda, deve essere il deliberato di Consiglio comunale che approvammo a gennaio del 2012. Se il comitato L328 ha altre proposte che ben vengano, l'intento comune è di ottenere il massimo possibile in una partita che è solo all'inizio».
Il sindaco ha preso atto della richiesta di Sinistra e Libertà di convincere il comitato L328 ad abbandonare il salone dell'ospedale ma sottolinea come il comitato sia un'entità ben distinta dal Comune: «Il comitato gode di autonomia, ho riportato ai vertici l'invito di Sel ma non ho voce in capitolo sulle decisioni che i manifestanti intendono adottare. Il comitato, ripeto, è autonomo e apolitico, pertanto decide in totale libertà».
Il barometro della politica regionale segna dunque burrasca, mentre a Trani si affilano le armi in vista dell'incontro di domani con Ettore Attolini. Il sindaco Riserbato, dopo che è stato annullato l'incontro odierno convocato da Ventola, studia le mosse per aprire una trattativa proficua con la Regione. «La base di partenza, per quanto mi riguarda, deve essere il deliberato di Consiglio comunale che approvammo a gennaio del 2012. Se il comitato L328 ha altre proposte che ben vengano, l'intento comune è di ottenere il massimo possibile in una partita che è solo all'inizio».
Il sindaco ha preso atto della richiesta di Sinistra e Libertà di convincere il comitato L328 ad abbandonare il salone dell'ospedale ma sottolinea come il comitato sia un'entità ben distinta dal Comune: «Il comitato gode di autonomia, ho riportato ai vertici l'invito di Sel ma non ho voce in capitolo sulle decisioni che i manifestanti intendono adottare. Il comitato, ripeto, è autonomo e apolitico, pertanto decide in totale libertà».
«Considerare i due plessi di Trani e Bisceglie come una unica realtà territoriale ospedaliera come è stato in questi anni, portando tutti i reparti chirurgici a Trani. Costruire il nuovo ospedale all'incrocio delle provinciali Trani-Corato e Andria-Bisceglie». Sono questi i due punti cruciali approvati all'unanimità dal Consiglio comunale di Trani nella seduta monotematica del 29 gennaio del 2012. «Il piano di riordino prospettato – era scritto in quel deliberato - è, a parere unanime del Consiglio, una chiusura mascherata dell'ospedale di Trani. Non si tratta di un riordino ma di uno smembramento scientifico di tutti i reparti base e specialistici presenti di cui usufruirebbero, rafforzandosi, gli ospedali vicini a cominciare da Bisceglie. La promessa della direzione generale di trasformare la struttura di Trani in una casa della salute deve essere esplicitata elencando tutti i servizi offerti alla popolazione i tempi di realizzazione. La sua apertura deve coincidere con la chiusura dei reparti. In mancanza di queste garanzie, il Consiglio comunale considera la chiusura dell'ospedale uno scippo perpetrato alla città di Trani che favorisce solo le città vicine, in primis Bisceglie».