L'Editoriale: scusate il disturbo. Il referendum che tutti fingono di ignorare, ma che può cambiare la partita delle Amministrative di Trani

Come voteranno i candidati a Sindaco? Tra codici di sistema e ambizioni di Palazzo, l'azzardo referendario che scrive il prologo delle Amministrative

martedì 17 marzo 2026 9.15
A cura di Tonino Lacalamita
C'è un'aria densa, a Trani, in queste settimane di vigilia. Non è ancora l'afa elettorale di maggio, ma un presagio che si consuma tra i velluti dei convegni giuridici e il caffè amaro delle segreterie politiche. Il Referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo, con il suo apparato di tecnicismi su CSM e separazione delle carriere, sta smettendo i panni della consultazione dottrinale per indossare l'armatura del duello politico.

A Trani, città dal palato fine e di tradizione giuridica acclarata, sede di tribunale e dunque naturalmente sensibile ai temi del diritto, anche un quesito di alta ingegneria costituzionale (in molti ancora non l'hanno capito) diventa il pretesto per contarsi. Nelle sale dove si moltiplicano gli incontri sulle ragioni del "Sì" e del "No", l'eco della riforma Nordio sfuma rapidamente nel brusio delle comunali. I giuristi spiegano, ma i candidati interpretano: chi riuscirà a mobilitare la città a marzo, avrà già messo una mano sulla maniglia del Palazzo di Città a maggio.

Come voteranno i sei candidati a Sindaco?
Il referendum non è un voto isolato, è il primo vero "stress test" per le personalità che si contendono la fascia tricolore. Per il candidato dell'area di centrodestra , il dott. Angelo Guarriello, voterà SI, il referendum è il vento nelle vele. Una vittoria del "Sì" consacrerebbe Guarriello come l'ambasciatore locale di una stagione di riforme, legando la sua figura a una narrazione di coerenza nazionale. Il rischio? Restare impigliato se l'elettorato dovesse scegliere l'indifferenza. Il prof. Marco Galiano (Centrosinistra), voterà NO, per lui, il voto è il bastione della resistenza su una riforma che a suo avviso divide, Galiano punta a raccogliere quel voto d'opinione riflessivo che vede nella riforma un azzardo. Un'affermazione del "No" trasformerebbe la sua corsa in una missione di "equilibrio e prudenza", offrendogli il fianco per attaccare la narrazione del cambiamento a ogni costo.

In ambito civico la prof.ssa Angela Mercorio (Civica), voterà SI. Unica donna in campo, la prof. probabilmente guarda al referendum con la distanza di chi mette al centro la cura quotidiana della città. Per lei, la consultazione referendaria, crediamo, possa essere la prova del nove: se l'astensione sarà alta, potrà rivendicare che la gente, stanca dei "massimi sistemi", chiede subito strade pulite, controllo, dignità e visione urbana. Il suo impatto civico sarà misurato sulla capacità di trasformare il disincanto verso Roma in consenso verso Trani. L' avv. Giacomo Marinaro (Civico), voterà NO, lo farà a titolo personale non avendo dato indicazioni in tal senso alla sua coalizione lasciata libera di orientarsi trattandosi di un referendum costituzionale. Marinaro che gioca in queste amministrative la carta della esperienza competente, tenterà di decriptare il referendum per i cittadini, accreditandosi come il candidato "tecnico" che non si fa dettare l'agenda dai simboli, ha avuto il coraggio di prenderne le distanze, pronto a capitalizzare l'eventuale distacco tra i problemi reali e i dogmi dei partiti.

L'avv. Alessandro Moscatelli (Civico), voterà SI, in un dibattito che rischia di farsi polarizzante, si posiziona come il rifugio per l'elettore in cerca di equilibrio. Il suo successo dipenderà dalla capacità di intercettare chi, stanco dello scontro ideologico e delle meline di palazzo, chiede che la politica torni a essere mediazione pragmatica lontana dalle prebende. L' avv. Sebastiano De Feudis (Indipendente), voterà NO, è l'outsider di qualità di queste amministrative ed è colui che denuncia la distanza tra il palazzi e la strada. Per De Feudis l'esito del referendum potrà essere il pretesto perfetto per scagliare la retorica della concretezza contro una politica nazionale percepita come astratta e autoreferenziale nel solco di una sua narrazione, quella della politica locale , che non ha fatto sconti a nessuno.

Il Vero Verdetto del referendum? Sarà la partecipazione
Al di là del merito — la nascita di due CSM, l'Alta Corte disciplinare, la fine del correntismo — il dato che toglie il sonno alla politica locale è l'affluenza, se da un lato un'astensione alta racconterebbe di una Trani sfiduciata e stanca terreno fertile per le macchine elettorali, un'affluenza alta, di contro, segnalerebbe un'inquietudine vibrante che a maggio potrebbe ribaltare ogni pronostico basato su consensi elettivi precedenti.

I temi della giustizia sono solo lo spartito su cui si sta improvvisando la sinfonia delle comunali. Il referendum di marzo non assegnerà la fascia tricolore, ma deciderà chi inizierà la volata finale con il petto in fuori e chi dovrà passare le prossime settimane a giustificare un risultato nazionale che la città potrebbe aver già punito. Assistere, in questi giorni, a questo fervore referendario che maschera l'ansia da prestazione per le comunali regala una visione quasi teatrale.

La sensazione è che la politica tranese stia affrontando il voto sulla Giustizia come quel marito che, non avendo il coraggio di discutere del bilancio familiare, si accanisce con puntiglio accademico sulla disposizione dei sottaceti nella dispensa. Si parla di CSM, di Alta Corte e di carriere separate, ma lo sguardo dei sei contendenti è fisso altrove, oltre la siepe del quesito referendario. Il rischio, per tutti, è di presentarsi alle urne di marzo convinti di partecipare a un raffinato simposio di giurisprudenza, per poi accorgersi troppo tardi che la città li sta già aspettando fuori dal seggio, con il metro in mano, pronta a prendere le misure per il vestito da cerimonia di maggio. O, più probabilmente, per il loro funerale politico. A Trani la politica è un'arte del dettaglio, e il dettaglio, quest'anno, ha il colore verde di una scheda referendaria. La primavera non sboccia a maggio: è già fiorita, aspra e bellissima, nei gazebo di marzo.