Il sindacato polizia penitenziaria richiede uno screening generale Covid nel carcere di Trani

La necessità si unisce ad altre criticità sollevate alla Azienda Sanitaria Locale

venerdì 21 gennaio 2022 10.03
A seguito delle notizie pubblicate circa l'assenza del coronavirus tra i detenuti nel carcere di Trani, riscontrato però soltanto in agenti della polizia penitenziaria, il SAPPE, Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria, ha richiesto in più occasioni uno screening generale da ripetersi periodicamente proprio per evitare cattive sorprese e una eventuale diffusione senza controllo del contagio.

"Il carcere non è un supermercato o un ristorante -dichiara il segretario nazionale del sindacato Federico Pilagatti- crediamo sia necessario sapere come circola effettivamente il virus".

"È sempre più urgente provvedere all'organizzazione di una maggiore assistenza sanitaria da parte dell'ASL per quanto riguarda i detenuti psichiatrici", aggiunge Pilagatti: "Il nostro lavoro preoccuparci di gestire la sicurezza e il rispetto delle leggi all'interno del carcere e non supplire le carenze dell'azienda sanitaria locale".

L'auspicio per il sindacato è che il carcere di Trani possa ritornare ad essere "la casa di vetro", immagine ultimamente offuscata da episodi molto gravi determinati anche dalla assenza di controlli dell'amministrazione penitenziaria anche perché vi lavorano poliziotti molto professionali e preparati, costretti in questo frangente del covid a confrontarsi con carichi di lavoro massacranti soprattutto a causa della carenza di uomini dopo l'apertura della sezione blu (voluto dal PRAP a Bari, Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria) e visto lo stato del reparto semilibertà fatiscente e in condizioni igieniche sanitarie inaccettabili, che offendono la dignità di chi vi lavora e la privacy di chi è detenuto.