Inchiesta sul fotovoltaico, ci sono ben 24 indagati

Tra i reati contestati associazione per delinquere, truffa e falso. Tutti i nomi

mercoledì 15 ottobre 2014 18.11
Si chiude con 24 indagati l'inchiesta sugli impianti fotovoltaici sorti nelle contrade De Cuneo, Santa Chiara e Santa Perpetua.

A vario titolo il sostituto procuratore della Repubblica di Trani Michele Ruggiero contesta i reati di associazione per delinquere, corruzione, falso, truffa aggravata, violazione del Decreto Legislativo n.387/2003 in tema di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, lottizzazione abusiva ed illeciti amministrativi.

Tra gli indagati l'ex dirigente dell'ufficio tecnico di Trani. A corromperlo sarebbero stati, secondo l'accusa, promotori e sviluppatori degli impianti finiti nel mirino della Procura. Diverse le persone accusate di corruzione. Un trentanovenne sarebbe stato il promotore e l'organizzatore di un'associazione per delinquere. Il fine sarebbe stato quello di "commettere un indeterminato numero di reati di falso ideologico e truffa aggravata in modo da far conseguire a distinte società titolari di altrettanti impianti fotovoltaici di potenza nominale inferiore ad un megawatt localizzati su particelle contigue erogazioni pubbliche": gli incentivi statali previsti dal Conto Energia.

Le tangenti sarebbero consistite negli onorari per alcune consulenze legali sulla fattibilità dei progetti affidate all'avvocatessa-convivente dell'ex dirigente dell'ufficio tecnico di Trani cui sarebbero stato promesse anche ricche "royalties"per circa novecentomila euro. A dicembre 2012 scattarono diversi arresti ed il sequestro di ingenti beni. Ora la parola passa alla difesa degli indagati per fornire elementi che tentino di evitare la richiesta di rinvio a giudizio.

Coinvolti, dunque, progettisti ed amministratori di imprese di Trani, Minervino Murge e Bolzano operanti nel settore delle energie rinnovabili.

Secondo quanto ipotizzò in occasione degli arresti il pubblico ministero Michele Ruggiero, gli impianti fotovoltaici erano formalmente frazionati ed appartenenti a società distinte ma di fatto sarebbero stati riconducibili ad un unico centro d'interessi. Ciò per eludere la Autorizzazione Unica Regionale, obbligatoria per le produzioni fotovoltaiche superiori ad un megawatt, e ricorrere alla DIA che avrebbe potuto rilasciare l'Ufficio Tecnico di Trani

La parcellizzazione avrebbe peraltro consentito l'accesso ai lauti benefici pubblici previsti dal cosiddetto Conto Energia.