"La Darsena torni ad essere fonte di reddito", il Pd duro contro l'Amministrazione

Amoruso: «Dietro questa indifferenza cosa si nasconde?»

giovedì 26 giugno 2014 7.26
"È sempre stata una risorsa per la nostra città e dovrebbe tornare ad esserlo", così il segretario cittadino del Pd, Nicola Amoruso scrive in riferimento alla Darsena comunale, che in questo periodo non sta certo vivendo una situazione "felice". «La Darsena comunale di Trani - dice Amoruso - è nata negli anni 1985 da una felice intuizione dell'Amministrazione dell'epoca. Fin dall'inizio, l'Amministrazione predispose una guardiania armata h 24 per garantire la sicurezza delle prime imbarcazioni e dei primi pontili, dato che all'epoca la zona portuale risultava poco frequentata e poco sicura. Inoltre la nomina di un consigliere delegato alla Darsena diede impulso al suo sviluppo e la Darsena fu sempre più ampliata, tanto da portare la capienza dagli iniziali 50 posti agli attuali 460 posti barca.

Questo sviluppo ha contribuito alla rinascita della zona portuale: infatti grazie a quella struttura ed al suo successivo sviluppo, molti privati hanno colto l'opportunità di investire nella zona per realizzare attività commerciali dirette ad intercettare il flusso turistico in aumento verso la nostra Città. Si deve ricordare inoltre che in quel periodo l'Amministrazione comunale, avendo provveduto ad accendere molti mutui per vari investimenti, non poteva far fronte ad ulteriori mutui per acquistare i pontili galleggianti necessari alla Darsena; si fece pertanto ricorso ai cosiddetti contratti di leasing che, anche se maggiormente onerosi, consentirono di proseguire nella realizzazione e nello sviluppo della Darsena comunale.

Tuttavia i canoni di leasing, il personale addetto e le altre spese della Darsena vennero ben presto coperte integralmente dai canoni di ormeggio versati dai diportisti. Anzi, negli anni '91-'92, la gestione della Darsena giunse a fruttare alle casse comunali circa 850 milioni di lire l'anno. Poiché in quel periodo la contabilità dei Comuni prevedeva l'obbligo di recuperare almeno il 36% del costo dei servizi pubblici a domanda individuale e poiché tra questi servizi rientravano le mense scolastiche, le strutture sportive e gli asili (ossia strutture generalmente passive per le casse comunali), la Ragioneria Generale del Comune di Trani riuscì a pareggiare integralmente i conti di quei servizi, proprio grazie alle entrate prodotte dalla Darsena comunale.

In quel periodo inoltre, gran parte dei lavori e delle manutenzioni della struttura venivano eseguite in economia grazie alla generosa disponibilità di tutti i dipendenti e dei marinai addetti ai pontili. Oggi assistiamo invece ad una spaventosa inversione di tendenza: a fianco di una decadenza sempre più evidente delle strutture, assistiamo anche ad una diminuzione dei servizi offerti, sia in quantità che in qualità. Basti pensare che la guardiania armata, inizialmente prevista in via continuativa per tutti i giorni dell'anno, si è ormai ridotta alle sole ore notturne. A ciò si aggiunga lo stato fatiscente e indecoroso dei servizi igienici ed il pietoso stato della piattaforma galleggiante, mentre oggi i porti turistici attraggono i diportisti proprio attraverso la qualità dei servizi offerti.

Il tutto senza dimenticare che da anni Trani non partecipa più ad alcuna delle grosse manifestazioni nautiche, quali ad esempio la Venezia-Montecarlo, il Giro d'Italia a Vela, i campionati di off shore, ecc., che in passato avevano contribuito a far conoscere la nostra Città in tutto il mondo nautico e non solo. Oggi quindi assistiamo ad un continuo degrado e, pur in presenza di una grave situazione economia, l'Amministrazione ha pensato di chiedere un aumento delle tariffe della Darsena addirittura del 20%. Tutto ciò è ingiustificato ed ingiustificabile: gli sprechi e la cattiva gestione di questo servizio non possono ricadere sui cittadini.

Come è possibile - conclude il segretario del Pd - che un servizio un tempo fonte di reddito per il Comune, oggi sia diventato solo un peso per le casse comunali? Come si fa a non comprendere che la Darsena comunale può tornare ad essere una risorsa per lo sviluppo del turismo a Trani? Come è possibile assistere impassibili all'abbandono del nostro Porto da parte di molti diportisti che preferiscono i più attrezzati porti limitrofi (quali Bisceglie, Molfetta, e Giovinazzo)? Non vorremmo che, come spesso è successo (o sta succedendo) in altri ambiti, dietro tanta indifferenza ci sia il preciso disegno di aprire la strada all'ingresso di qualche privato interessato a gestire con profitto questo servizio, a discapito del patrimonio della nostra Città e dell'interesse dei cittadini tranesi».