La Festa della Pace a Trani unisce i cittadini e le tre grandi confessioni cristiane
La marcia di ieri è stata un’occasione per stare insieme, confrontarsi e far sentire la voce di chi vuole un mondo in pace
lunedì 2 febbraio 2026
10.00
Ieri Trani è stata testimone di un abbraccio forte e potente: è quello delle centinaia di persone scese in piazza in occasione della Festa della Pace unitaria ed ecumenica. La marcia, partita dalla chiesa "Pienovangelo" in via Papa Giovanni XXIII, è proseguita per le strade cittadine e concludendosi nella Cattedrale di Trani, dove le tante persone festanti, intonando canti inneggianti alla pace, si sono ritrovate per una benedizione da parte dei tre rappresentati delle confessioni cristiane – quella cattolica con il Vescovo Mons. Leonardo D'Ascenzo, quella evangelica, rappresentata dal Pastore Gigi Sciascia e quella ortodossa, con il Padre Ioan Diaconu.
"La pace non può essere costruita percorrendo la via della guerra; perché la pace si costruisce soltanto con la pace" ha affermato durante la benedizione Mons Leonardo D'Ascenzo alle persone presenti, rivolgendosi soprattutto ai tanti giovani e giovanissimi, che rappresentano un futuro di speranza. Anche il Pastore della chiesa "Pienovangelo" ha espresso un messaggio di unita, ricordando che la chiesa evangelica è presente da cinquant'anni a Trani ma che, per la prima volta, "vive un'esperienza di amicizia, unità e fratellanza con la visione condivisa di promuovere, manifestare e inneggiare alla pace." Ha inoltre messo in luce l'importanza dell'incontro con la chiesa cattolica e ortodossa: "Per me questo segnerà una data storica, sottolineando che questo non è un evento ma è frutto di un cammino che ci ha portato a conoscerci, a rispettarci, ad apprezzarci e, oggi, a sancire questa collaborazione, di cammino condiviso" – in un ulteriore passaggio, il pastore si è augurato che Trani possa essere il fulcro di un risveglio cristiano. Ha concluso la festa il saluto di Padre Joan Diaconu affermando l'importanza della pace, non solo in occasione di giornate come quella di ieri, ma sempre, anche attraverso i piccoli comportamenti quotidiani.
Un ruolo molto importante, riconosciuto proprio dalle tre autorità religiose cittadine, è stato quello della coordinatrice dell'Azione Cattolica di Trani Maria Antonietta Di Gravina: la mente di tutto ciò che è avvenuto nella giornata di ieri. Ai microfoni di Trani Viva ha risposto ad alcune domande.
D: La pace è questo valore così importante ma che sembra che si sia perduto; qual è il significato di questa marcia stamattina?
R: Il significato dell'intera festa, il momento del mese della pace è proprio dell'Azione Cattolica; è un momento del nostro cammino formativo dei giovani, dei giovanissimi e degli adulti. Noi abbiamo voluto sempre dare un segno concreto e tangibile di questi discorsi che affrontiamo, perché la teoria è importante ma la pratica lo è ancora di più. Quindi, per quest'anno, la città di Trani ha pensato a questo: rendere una viva testimonianza di pace facendo partecipare tutti i settori dell'azione cattolica ma anche tutte le parrocchie della città, anche quelle che non hanno l'Azione Cattolica e soprattutto i fratelli delle altre confessioni religiose quindi, anche gli ortodossi e gli evangelici della città, con cui già da qualche tempo abbiamo iniziato un bellissimo dialogo costruttivo e fruttifero.
D: Qual è l'importanza fondamentale che si riscontra in questa comunione fra evangelici ortodossi e cattolici?
R: Ritrovare l'unità. Noi nasciamo insieme e, ahimè, per le vicende della storia che si perdono nei secoli ci siamo distaccati, ma il fulcro è Gesù: è ciò che ci unisce e ciò che ci deve far ritrovare. Per questo, abbiamo concluso la giornata di oggi col segno della luce: questa lampada che vorremmo venga utilizzata nelle varie occasioni di incontro perché, ripeto, i nostri cammini si sono allontanati ma non si sono distaccati e, quindi, io personalmente - ma tutte le comunità - a quanto pare anche il Vescovo, il Pastore Gigi e il Padre Giovanni vogliono questo: ritrovare spesso e volentieri occasioni di incontro per dei temi importanti. Come facciamo a parlare di pace se [le persone] non vedono la pace a partire dai cristiani? Come possiamo parlare di unità e di solidarietà vera se non si dialoga? Noi vogliamo fare la nostra parte sia come Azione Cattolica ma come città di Trani in generale.
"La pace non può essere costruita percorrendo la via della guerra; perché la pace si costruisce soltanto con la pace" ha affermato durante la benedizione Mons Leonardo D'Ascenzo alle persone presenti, rivolgendosi soprattutto ai tanti giovani e giovanissimi, che rappresentano un futuro di speranza. Anche il Pastore della chiesa "Pienovangelo" ha espresso un messaggio di unita, ricordando che la chiesa evangelica è presente da cinquant'anni a Trani ma che, per la prima volta, "vive un'esperienza di amicizia, unità e fratellanza con la visione condivisa di promuovere, manifestare e inneggiare alla pace." Ha inoltre messo in luce l'importanza dell'incontro con la chiesa cattolica e ortodossa: "Per me questo segnerà una data storica, sottolineando che questo non è un evento ma è frutto di un cammino che ci ha portato a conoscerci, a rispettarci, ad apprezzarci e, oggi, a sancire questa collaborazione, di cammino condiviso" – in un ulteriore passaggio, il pastore si è augurato che Trani possa essere il fulcro di un risveglio cristiano. Ha concluso la festa il saluto di Padre Joan Diaconu affermando l'importanza della pace, non solo in occasione di giornate come quella di ieri, ma sempre, anche attraverso i piccoli comportamenti quotidiani.
Un ruolo molto importante, riconosciuto proprio dalle tre autorità religiose cittadine, è stato quello della coordinatrice dell'Azione Cattolica di Trani Maria Antonietta Di Gravina: la mente di tutto ciò che è avvenuto nella giornata di ieri. Ai microfoni di Trani Viva ha risposto ad alcune domande.
D: La pace è questo valore così importante ma che sembra che si sia perduto; qual è il significato di questa marcia stamattina?
R: Il significato dell'intera festa, il momento del mese della pace è proprio dell'Azione Cattolica; è un momento del nostro cammino formativo dei giovani, dei giovanissimi e degli adulti. Noi abbiamo voluto sempre dare un segno concreto e tangibile di questi discorsi che affrontiamo, perché la teoria è importante ma la pratica lo è ancora di più. Quindi, per quest'anno, la città di Trani ha pensato a questo: rendere una viva testimonianza di pace facendo partecipare tutti i settori dell'azione cattolica ma anche tutte le parrocchie della città, anche quelle che non hanno l'Azione Cattolica e soprattutto i fratelli delle altre confessioni religiose quindi, anche gli ortodossi e gli evangelici della città, con cui già da qualche tempo abbiamo iniziato un bellissimo dialogo costruttivo e fruttifero.
D: Qual è l'importanza fondamentale che si riscontra in questa comunione fra evangelici ortodossi e cattolici?
R: Ritrovare l'unità. Noi nasciamo insieme e, ahimè, per le vicende della storia che si perdono nei secoli ci siamo distaccati, ma il fulcro è Gesù: è ciò che ci unisce e ciò che ci deve far ritrovare. Per questo, abbiamo concluso la giornata di oggi col segno della luce: questa lampada che vorremmo venga utilizzata nelle varie occasioni di incontro perché, ripeto, i nostri cammini si sono allontanati ma non si sono distaccati e, quindi, io personalmente - ma tutte le comunità - a quanto pare anche il Vescovo, il Pastore Gigi e il Padre Giovanni vogliono questo: ritrovare spesso e volentieri occasioni di incontro per dei temi importanti. Come facciamo a parlare di pace se [le persone] non vedono la pace a partire dai cristiani? Come possiamo parlare di unità e di solidarietà vera se non si dialoga? Noi vogliamo fare la nostra parte sia come Azione Cattolica ma come città di Trani in generale.