«La mattanza di cani randagi poteva essere evitata»
L’associazione animalista guidata da Merra punta l’indice sull’amministrazione. Confermata la tesi dell'aggressione da parte di un branco o di un cinghiale
martedì 8 gennaio 2013
21.10
«L'increscioso episodio verificatosi in via Duchessa d'Andria poteva essere evitato se le numerose quanto infruttuose segnalazioni all'amministrazione fossero state prese in seria considerazione». A dirlo è Raffaella Merra, responsabile dell'associazione animalista Leidaa, tra le prime a raggiungere il luogo dove sono state rinvenute le carcasse di due cani randagi meticci.
Il medico veterinario chiamato sul posto ha escluso che la morte dei due animali sia dovuta a colpi da arma da fuoco, confermata invece la tesi dell'aggressione da parte di un branco di altri cani affamati oppure di un cinghiale inferocito.
«Il fenomeno del randagismo incontrollato – spiega Merra - continua a sfuggire all'attenzione degli enti preposti come la Asl ed il Comune e viene solo arginato dall'opera instancabile dei numerosi volontari delle associazioni animaliste. Tutti i randagi del territorio comunale come tutti i cani dovrebbero essere censiti e chippati, cosi facendo non ci sarebbe difficoltà a rintracciare i proprietari anche in situazioni di emergenza. La legge prevede pesanti sanzioni per gli inadempienti, ma se gli inadempienti sono gli organi istituzionali preposti? E se un branco di cani affamati dovesse aggredire una persona? Su chi dovremmo scaricare la responsabilità?».
Il medico veterinario chiamato sul posto ha escluso che la morte dei due animali sia dovuta a colpi da arma da fuoco, confermata invece la tesi dell'aggressione da parte di un branco di altri cani affamati oppure di un cinghiale inferocito.
«Il fenomeno del randagismo incontrollato – spiega Merra - continua a sfuggire all'attenzione degli enti preposti come la Asl ed il Comune e viene solo arginato dall'opera instancabile dei numerosi volontari delle associazioni animaliste. Tutti i randagi del territorio comunale come tutti i cani dovrebbero essere censiti e chippati, cosi facendo non ci sarebbe difficoltà a rintracciare i proprietari anche in situazioni di emergenza. La legge prevede pesanti sanzioni per gli inadempienti, ma se gli inadempienti sono gli organi istituzionali preposti? E se un branco di cani affamati dovesse aggredire una persona? Su chi dovremmo scaricare la responsabilità?».