La storia sul palco del Mimesis di Trani: “Mussolini – Ultima notte a Dongo”

Il monologo di Marco Curci interroga la memoria collettiva in un evento patrocinato da UNESCO e Società Dante Alighieri.

giovedì 28 maggio 2026
Il Teatro Mimesis di Trani si conferma un punto di riferimento per il teatro d'impegno civile e culturale della città. Sabato 23 maggio, lo spazio di via Pietro Palagano ha registrato una attenta partecipazione di pubblico per il doppio appuntamento con "Mussolini – Ultima notte a Dongo", uno spettacolo monologico intenso e coraggioso che ha saputo dosare con rigore rigore storico ed emozione.

Un equilibrio perfetto tra storia e umanità
Tratto dall'omonimo libro di Enza Piccolo e riadattato dall'autrice stessa insieme a Rosa Centola e Marco Curci, lo spettacolo si è misurato con uno dei nodi più complessi e irrisolti della coscienza italiana. La forza della messinscena risiede nel perfetto equilibrio drammaturgico: un'indagine profonda che si accosta alla figura di Mussolini senza mai indulgere nella retorica o nel giudizio precostituito, evitando tanto l'assoluzione quanto la condanna sommaria.

Sul palco, Marco Curci — unico interprete in scena e coregista — ha offerto una prova attoriale di , sdoppiandosi su due piani narrativi paralleli: Il piano storico: un Mussolini demitizzato, colto nella sua fragilità più terrena e oscenamente umana durante la reclusione a Dongo, nella notte che precede la sua fucilazione, mentre tenta di capire dove tutto sia andato storto. Il piano contemporaneo: la figura di Marco La Fata, un giovane barbiere che scopre che il nonno era il depositario delle memorie del dittatore, diventando così un testimone suo malgrado. Il punto di contatto tra queste due epoche risiede nel celebre monito del dittatore: «Io non ho creato il fascismo. L'ho tratto dall'inconscio degli italiani». Una riflessione che sposta l'asse del discorso dall'analisi politica a una più intima e condivisa responsabilità collettiva.

Una rete culturale per il territorio
L'accoglienza del Teatro Mimesis, caratterizzata dalla consueta cura del dettaglio, ha amplificato il valore di una serata dal forte respiro civile. Grazie alle importanti sinergie e collaborazioni attivate — che hanno visto il coinvolgimento della Società Dante Alighieri, dell'Associazione Mogli Medici Italiani e del Club UNESCO — l'evento ha travalicato i confini della semplice rappresentazione teatrale, trasformandosi in un'importante occasione di confronto e dibattito per tutta la comunità. Uno spettacolo di circa un'ora che, come sottolineato dagli stessi autori, non ha voluto impartire lezioni, ma ha lanciato un invito a stare "a tu per tu con la memoria", affrontandola con correttezza e spirito critico per evitare che l'indifferenza ci renda complici degli orrori del presente.