Liceo classico, situazione difficile anche in via Stendardi
La scuola sembrerebbe appartenere agli anni '30
martedì 4 novembre 2014
10.57
Il liceo classico e delle scienze umane, Francesco De Sanctis di Trani, ancora si trova a dover affrontare non pochi problemi. Boom di iscrizioni e le aule non bastano per tutti. Gli studenti, contrari alla decisione dei doppi turni, avevano organizzato una mobilitazione, durata due giorni, per bloccare il regolare corso delle lezioni, chiedendo così alle istituzioni di ricercare una soluzione alternativa.
Ancora oggi però gli studenti non trovano pace. La sede centrale è ormai stracolma e così 6 classi, per un totale di 150 studenti, sono state trasferite presso la sede distaccata in via Stendardi. Anche questa struttura, però, non può essere definita una punta di diamante. Nessuna biblioteca, nessuna sala multimediale, nessun laboratorio di fisica-chimica e ancora, la palestra è inagibile. La scuola sembrerebbe, a tutti gli effetti, una struttura degli anni '30.
A lamentarsi non sono solo gli studenti ma anche i genitori: «Che la struttura in via Tasselgardo fosse incipiente - ha dichiarato un genitore, Porzia Roselli - si sapeva da maggio, ma come mai le istituzioni non hanno attrezzato adeguatamente la sede di via Stendardi in modo da non discriminare gli alunni che sarebbero andati lì? Questi ragazzi sono fortemente penalizzati, e oltre a disapprovare il modo in cui è stata gestita la situazione non si comprende perché non si possa effettuare una turnazione che chiediamo a gran voce. È giusto che il sacrificio debba essere chiesto a tutti i 700 alunni».
Ancora oggi però gli studenti non trovano pace. La sede centrale è ormai stracolma e così 6 classi, per un totale di 150 studenti, sono state trasferite presso la sede distaccata in via Stendardi. Anche questa struttura, però, non può essere definita una punta di diamante. Nessuna biblioteca, nessuna sala multimediale, nessun laboratorio di fisica-chimica e ancora, la palestra è inagibile. La scuola sembrerebbe, a tutti gli effetti, una struttura degli anni '30.
A lamentarsi non sono solo gli studenti ma anche i genitori: «Che la struttura in via Tasselgardo fosse incipiente - ha dichiarato un genitore, Porzia Roselli - si sapeva da maggio, ma come mai le istituzioni non hanno attrezzato adeguatamente la sede di via Stendardi in modo da non discriminare gli alunni che sarebbero andati lì? Questi ragazzi sono fortemente penalizzati, e oltre a disapprovare il modo in cui è stata gestita la situazione non si comprende perché non si possa effettuare una turnazione che chiediamo a gran voce. È giusto che il sacrificio debba essere chiesto a tutti i 700 alunni».