Lista Florio: «I familiari del sindaco chiedano scusa alla città»
I tre consiglieri del gruppo intervengono sull'aggressione a Lima
martedì 9 febbraio 2016
12.42
Sul caso dell'aggressione subita dal consigliere comunale, Raimondo Lima, da parte di familiari del sindaco Amedeo Bottaro, intervengono anche i consiglieri della Lista Florio (Antonio Florio, Raffaella Merra e Nicola Lapi), dopo aver appreso la notizia dagli organi di stampa.
«Questo è solo l'ultimo episodio - commentano - di un "clima infame" che si respira ormai in città, iniziato con le offese verbali (tranesi "bevuti di cervello" e contestatori "idioti") e sfociato nell'aggressione fisica. Tutti gli episodi hanno come comun denominatore scelte opinabili della amministrazione che "casualmente" ha visto beneficiati parenti più o meno prossimi di amministratori, in particolare del sindaco. Stigmatizziamo fermamente - proseguono - questo modo di condurre la lotta politica e, in particolar modo, riteniamo gravissimo che un consigliere comunale non possa esprimere il proprio dissenso, peraltro espresso in modo assolutamente civile, senza dover temere per la propria incolumità. Siamo arrivati alla "intimidazione ambientale" che è prodromica di quella cultura mafiosa che, a parole, tutti vogliono combattere ma che, nei fatti, molti utilizzano per coprire le proprie magagne».
«Ci aspettiamo che il sindaco e i suoi irruenti familiari - proseguono - chiedano pubblicamente scusa alla città, prima che al consigliere aggredito, per l'increscioso episodio che li ha visti protagonisti. Senza tacere che, come noi, potrebbe aver letto la notizia anche qualche esponente delle forze dell'ordine o della Procura della Repubblica che potrebbe - concludono - voler vederci chiaro in ordine al tali casuali quanto sospetti favoritismi.
«Questo è solo l'ultimo episodio - commentano - di un "clima infame" che si respira ormai in città, iniziato con le offese verbali (tranesi "bevuti di cervello" e contestatori "idioti") e sfociato nell'aggressione fisica. Tutti gli episodi hanno come comun denominatore scelte opinabili della amministrazione che "casualmente" ha visto beneficiati parenti più o meno prossimi di amministratori, in particolare del sindaco. Stigmatizziamo fermamente - proseguono - questo modo di condurre la lotta politica e, in particolar modo, riteniamo gravissimo che un consigliere comunale non possa esprimere il proprio dissenso, peraltro espresso in modo assolutamente civile, senza dover temere per la propria incolumità. Siamo arrivati alla "intimidazione ambientale" che è prodromica di quella cultura mafiosa che, a parole, tutti vogliono combattere ma che, nei fatti, molti utilizzano per coprire le proprie magagne».
«Ci aspettiamo che il sindaco e i suoi irruenti familiari - proseguono - chiedano pubblicamente scusa alla città, prima che al consigliere aggredito, per l'increscioso episodio che li ha visti protagonisti. Senza tacere che, come noi, potrebbe aver letto la notizia anche qualche esponente delle forze dell'ordine o della Procura della Repubblica che potrebbe - concludono - voler vederci chiaro in ordine al tali casuali quanto sospetti favoritismi.