Liste d'attesa, dopo la denuncia pubblica sbloccata una prenotazione per ortopanoramica
Il cittadino: «Non restate in silenzio»
martedì 24 marzo 2026
8.13
Una denuncia pubblica che diventa soluzione concreta, ma anche simbolo di un disagio diffuso. È quanto accaduto a Trani, dove un cittadino, Raffaele Paradiso, è riuscito a ottenere in tempi rapidi una prestazione sanitaria - un'ortopanoramica - dopo aver segnalato pubblicamente l'impossibilità di prenotare tramite il CUP.
La vicenda prende avvio il 19 marzo 2026, con la pubblicazione di un articolo su questa testata dal titolo «Nessuna data per l'ortopanoramica a Trani: scatta la segnalazione al Cup». Un caso che, secondo il protagonista, non rappresenterebbe un episodio isolato, ma una criticità condivisa da molti cittadini alle prese con liste d'attesa bloccate o indisponibili.
«Ho deciso di non subire più in silenzio – racconta Paradiso – e di rendere pubblica la situazione, pubblicando anche una diffida ufficiale su una testata locale». Una scelta che avrebbe prodotto effetti immediati: «Oggi ho ricevuto una telefonata che mi anticipava la prestazione presso un centro radiologico convenzionato».
Al centro della questione, il tema delle agende chiuse nei centri unici di prenotazione. Il cittadino richiama il Decreto Legislativo 124/1998, secondo cui le strutture sanitarie non possono sospendere le prenotazioni: «Se vi dicono che non c'è posto e non accettano richieste, stanno commettendo un illecito».
Non manca, nella sua testimonianza, una critica al trattamento ricevuto: «Oltre ai tempi di attesa, spesso si aggiungono atteggiamenti poco rispettosi da parte di chi dovrebbe garantire un servizio pubblico essenziale».
Da qui l'appello: fare rete, segnalare, non rassegnarsi. «Se i canali ordinari falliscono, bisogna far emergere i problemi: scrivere ai giornali, utilizzare la PEC, coinvolgere associazioni. Solo rendendo pubbliche queste situazioni si può ottenere attenzione e risposte».
Un episodio che riaccende i riflettori su un nodo irrisolto del sistema sanitario locale: quello delle liste d'attesa e dell'accesso alle prestazioni. Una questione che, come dimostra questo caso, può trovare soluzione solo quando il disagio individuale diventa voce collettiva.
La vicenda prende avvio il 19 marzo 2026, con la pubblicazione di un articolo su questa testata dal titolo «Nessuna data per l'ortopanoramica a Trani: scatta la segnalazione al Cup». Un caso che, secondo il protagonista, non rappresenterebbe un episodio isolato, ma una criticità condivisa da molti cittadini alle prese con liste d'attesa bloccate o indisponibili.
«Ho deciso di non subire più in silenzio – racconta Paradiso – e di rendere pubblica la situazione, pubblicando anche una diffida ufficiale su una testata locale». Una scelta che avrebbe prodotto effetti immediati: «Oggi ho ricevuto una telefonata che mi anticipava la prestazione presso un centro radiologico convenzionato».
Al centro della questione, il tema delle agende chiuse nei centri unici di prenotazione. Il cittadino richiama il Decreto Legislativo 124/1998, secondo cui le strutture sanitarie non possono sospendere le prenotazioni: «Se vi dicono che non c'è posto e non accettano richieste, stanno commettendo un illecito».
Non manca, nella sua testimonianza, una critica al trattamento ricevuto: «Oltre ai tempi di attesa, spesso si aggiungono atteggiamenti poco rispettosi da parte di chi dovrebbe garantire un servizio pubblico essenziale».
Da qui l'appello: fare rete, segnalare, non rassegnarsi. «Se i canali ordinari falliscono, bisogna far emergere i problemi: scrivere ai giornali, utilizzare la PEC, coinvolgere associazioni. Solo rendendo pubbliche queste situazioni si può ottenere attenzione e risposte».
Un episodio che riaccende i riflettori su un nodo irrisolto del sistema sanitario locale: quello delle liste d'attesa e dell'accesso alle prestazioni. Una questione che, come dimostra questo caso, può trovare soluzione solo quando il disagio individuale diventa voce collettiva.