Mortalità imprese, dati allarmanti nella Bat: nel primo semestre 23 chiusure

Il settore che sembra meno colpito dalla crisi è quello del commercio su area pubblica

sabato 11 ottobre 2014 7.13
A cura di Luigi Lupo
È un momento davvero buio per le imprese. La situazione di crisi, oltre che essere avvertita sulla pelle di imprenditori e operatori del settore, viene certificata anche dai dati dell'Osservatorio di Confesercenti sulla natimortalità delle imprese. E il bilancio tra aperture e chiusure di attività dedite al commercio al dettaglio o al turismo - relativo ai primi otto mesi dell'anno - offre spunti negativi.

In tutta Italia così come nella Bat. Provincia in cui - come fa sapere il direttore del Cat Confesercenti provinciale, Mario Landriscina - il saldo nel primo semestre 2014 è negativo di 8 attività essendosi registrate 15 iscrizioni e 23 chiusure. In tutta Italia si sono registrate circa 142 chiusure al giorno a fronte di 80 aperture, facendo emergere un saldo in perdita di circa 17mila attività. Ci sono state 11mila nuove aperture in meno e sembra essersi diffusa una sfiducia negli investitori nei pubblici esercizi o in negozi in vendita.

Il settore che sembra meno colpito dalla crisi è quello del commercio su area pubblica mentre non se la passano certo bene ristoranti, bar e attività di ristorazione, attività che hanno registrato oltre 6mila chiusure. Trend nero anche per edicole e negozi di abbigliamento. Quest'anno in Italia il 39% delle imprese "rosa" iscritte al Registro della Camera di Commercio nel 2011 ha cessato l'attività mentre per le imprese straniere questa percentuale scende al 33,5%.

Per il direttore del Cat la soluzione è nella formazione degli imprenditori: «Si bruciano investimenti e si perde occupazione – commenta Mario Landriscina – serve un piano di tutoraggio allo start-up ed una formazione continua per gli imprenditori. Nella nostra provincia continuano ad operare centinaia di microimprese che hanno bisogno di sostegno concreto sull'innovazione e sullo sviluppo di sistema».