Morte chef Casale, il giudice rinvia ancora: nuove verifiche sulle fotografie
Il Gup dispone l’acquisizione dei file originali delle immagini per chiarire la presenza di operatori sulla strada e la visibilità del limite di velocità
martedì 24 febbraio 2026
13.38
Nessuna parola definitiva, almeno per ora. La vicenda giudiziaria legata alla morte del 27enne chef Raffaele Casale continua a muoversi tra rinvii e approfondimenti. Il giudice dell'udienza preliminare Domenico Zeno ha disposto un nuovo aggiornamento al 1° luglio 2026, scegliendo di non chiudere il procedimento senza prima acquisire ulteriore materiale ritenuto essenziale.
Il punto su cui si concentra l'attenzione è la documentazione fotografica raccolta subito dopo i fatti. Le immagini finora presenti nel fascicolo, solo in formato stampato e poco nitide, dovranno essere recuperate nei file originali. Secondo il giudice, la qualità delle fotografie potrebbe incidere sulla ricostruzione: da un lato per verificare se vi fossero operatori Amiu impegnati nella pulizia della strada dagli aghi di pino, dall'altro per accertare l'effettiva presenza e visibilità del segnale di limite di velocità.
Nel procedimento sono coinvolti un dirigente facente funzioni e un amministratore dell'epoca, chiamati a rispondere di concorso colposo in omicidio stradale per presunte responsabilità legate alla manutenzione del tratto viario. Un impianto accusatorio che, tuttavia, non ha trovato una posizione univoca nemmeno tra le parti: sia la Procura sia le difese hanno chiesto l'assoluzione, ritenendo non sufficientemente provato il nesso di responsabilità.
La decisione di integrare l'istruttoria allunga ulteriormente i tempi, ma punta a fare chiarezza su dettagli ritenuti decisivi. Intanto, per i familiari del giovane chef - costituiti parte offesa - il percorso verso una verità giudiziaria resta ancora in sospeso, a quasi dieci anni da quella tragedia.
Il punto su cui si concentra l'attenzione è la documentazione fotografica raccolta subito dopo i fatti. Le immagini finora presenti nel fascicolo, solo in formato stampato e poco nitide, dovranno essere recuperate nei file originali. Secondo il giudice, la qualità delle fotografie potrebbe incidere sulla ricostruzione: da un lato per verificare se vi fossero operatori Amiu impegnati nella pulizia della strada dagli aghi di pino, dall'altro per accertare l'effettiva presenza e visibilità del segnale di limite di velocità.
Nel procedimento sono coinvolti un dirigente facente funzioni e un amministratore dell'epoca, chiamati a rispondere di concorso colposo in omicidio stradale per presunte responsabilità legate alla manutenzione del tratto viario. Un impianto accusatorio che, tuttavia, non ha trovato una posizione univoca nemmeno tra le parti: sia la Procura sia le difese hanno chiesto l'assoluzione, ritenendo non sufficientemente provato il nesso di responsabilità.
La decisione di integrare l'istruttoria allunga ulteriormente i tempi, ma punta a fare chiarezza su dettagli ritenuti decisivi. Intanto, per i familiari del giovane chef - costituiti parte offesa - il percorso verso una verità giudiziaria resta ancora in sospeso, a quasi dieci anni da quella tragedia.