Morte di Zanni, il CAD: «Potenziare l'inclusione sociale e la sicurezza»

A disposizione dell'Amministrazione, il centro d'ascolto

martedì 22 settembre 2015 11.30
Il Centro di ascolto del disagio, provinciale e cittadino, nello stigmatizzare il tragico episodio di cronaca verificatosi sabato notte sul porto di Trani, si schiera al fianco dell'Amministrazione Comunale, del sindaco Amedeo Bottaro e di tutti i cittadini, e si rende disponibile a collaborare affinchè il disagio sociale non prenda il sopravvento e si manifesti nel peggiore dei modi.

Il coordinatore regionale, Giuseppe Farano e il presidente della provincia BAT della sede di Trani del CAD, Luigi Cirillo, nell'esprimere il più sentito cordoglio alla famiglia del ragazzo, vittima dell'insano gesto, evidenziano quanto sia necessario, in questo momento in cui la cronaca ci costringe a confrontarci con il malessere dei giovani, prevenire e curare il disagio sociale. «Disagio che spesso nasce da una libertà eccessiva e mal gestita e che si manifesta con forme estreme come la solitudine e gli atti di bullismo e di violenza. Piaghe sociali che vanno arginate e debellate attraverso l'ascolto e l'educazione in quanto trattasi di un "male di vivere" che va letto, interpretato e compreso. Ecco perché accanto a una maggiore sicurezza del territorio, si deve iniziare a pensare a forme di collaborazione tra le istituzioni e gli organi preposti. Di qui la disponibilità del CAD che ha per oggetto, informare, promuovere, assistere, tutelare, rappresentare e difendere sul territorio nazionale e locale gli interessi individuali e collettivi degli utenti. Non va dimenticato che il disagio apre le porte al reclutamento della criminalità organizzata. Le nuove dipendenze sono spesso la porta del disagio sociale».

Il CAD continuerà ad organizzare sul territorio iniziative culturali, artistiche, scientifiche, studi e ricerche, corsi e seminari per coloro che, emarginati per condizioni soggettive, intendono procurarsi il reinserimento nel contesto sociale, arricchendo la propria conoscenza personale. «Va potenziata la cultura dell'inclusione e l'interazione tra tutte le componenti della comunità educante senza tralasciare sorveglianza, sicurezza e regole più rigide – concludono nella nota -. Il CAD si apre al territorio e resta a disposizione delle istituzioni locali e di tutti i cittadini affinchè a prevalere sia sempre il buon senso e il rispetto».