Nota stampa di Angela Mercorio che denuncia a Trani l'ostruzionismo dei rivali: «Non si vince così, dovreste vergognarvi»

Esclusione al tavolo dei tecnici: è scontro aperto, ora necessario chiarire

mercoledì 29 aprile 2026 7.49
A cura di Tonino Lacalamita
Quello che doveva essere un momento di confronto programmatico sulle visioni urbanistiche e professionali , si è trasformato nel primo vero "terremoto" politico della campagna elettorale 2026. L'assenza di Angela Mercorio, candidata sindaca del movimento civico "Rispettiamo Trani", a un tavolo che ha visto riuniti Giacomo Marinaro, Marco Galiano, Angelo Guarriello e Vito Branà, sta innescando una reazione a catena che merita di essere chiarita dai diretti interessati.

La Ricostruzione dei Fatti - La redazione ha ricevuto nella tarda serata di ieri la seguente nota stampa di Angela Mercorio:
"Tavolo Professionisti Ingegneri e Architetti: il caso dell'esclusione della candidata Mercorio: Mancanza di trasparenza o scelta deliberata?"

Si apprende con sconcerto dell'avvenuto incontro del tavolo tecnico-politico dedicato ai professionisti ingegneri e architetti, svoltosi alla presenza dei candidati Marinaro, Galiano, Guarriello e Branà. Un'assise che avrebbe dovuto rappresentare l'intera categoria, ma che ha visto l'ingiustificata ed eclatante esclusione della sola candidata Mercorio. Stando alle ricostruzioni, il candidato Marinaro avrebbe inviato una comunicazione ufficiale via PEC per richiedere l'incontro, iniziativa alla quale gli altri candidati presenti si sono prontamente accodati. Nonostante la natura collegiale e professionale del tavolo, la Mercorio è risultata essere l'unica figura esclusa dal confronto, nonostante i medesimi requisiti e la medesima legittimazione alla partecipazione. "È inaccettabile che un tavolo di confronto professionale si trasformi in un club privato. Se la partecipazione è stata sollecitata tramite canali ufficiali, non si comprende come mai l'invito o l'estensione del confronto non abbia seguito criteri di equità e inclusione per tutti i profili in campo." L'esclusione della Mercorio solleva interrogativi urgenti sulla metodologia di convocazione e sulla volontà di mantenere un dialogo democratico e plurale. Se il criterio è stato l'invio della PEC da parte di Marinaro, resta da chiarire perché il coordinamento del tavolo non abbia ritenuto doveroso, per correttezza istituzionale, coinvolgere l'intera rosa dei candidati, evitando una spaccatura che danneggia l'immagine dell'intera categoria dei professionisti. Si richiede pertanto un chiarimento immediato da parte degli organizzatori e del candidato Marinaro in merito alle modalità di gestione delle convocazioni. La comunità degli ingegneri e degli architetti merita una rappresentanza che sia frutto di un confronto aperto, e non di dinamiche di esclusione che sanno di vecchia politica.

Secondo quanto dichiarato l'incontro sarebbe nato su iniziativa di Giacomo Marinaro, che avrebbe inviato una richiesta formale via PEC agli ordini professionali. A questa iniziativa si sarebbero poi uniti gli altri candidati della coalizione di centrosinistra e centrodestra. Il paradosso risiede nella natura dell'incontro: una seduta collettiva che, pur essendo stata sollecitata da una parte politica, ha finito per assumere i connotati di un'assise istituzionale tra la categoria dei tecnici e i futuri amministratori. Tuttavia, la Mercorio è risultata l'unica esclusa dalla rosa dei convocati.

Lo sfogo social: «Basta buone maniere» - La nota stampa è stata poi rincarata della candidata che in un video postato sulla pagina social della Mercorio, diventato virale, registrato durante il rientro da una trasferta lavorativa a Roma, ha abbandonato il consueto aplomb istituzionale per lanciare accuse pesantissime ai suoi competitor: "Mi fa specie come mai soltanto io non sia stata informata. Vorrei dire ai miei colleghi candidati che non è facendo ostruzionismo che vincerete più facilmente. Dovreste soltanto vergognarvi."
La docente tranese ha poi rincarato la dose, annunciando una nuova fase della sua campagna: una comunicazione "senza filtri" per denunciare dinamiche politiche che ha definito opache e appartenenti a una "vecchia politica" che il suo movimento civico intende scardinare: "Vedete, ora le buone maniere di Angela Mercorio verranno messe un attimino da parte e inizierò senza filtri, come ho fatto fino ad ora, a rendere pubbliche alcune dinamiche che si stanno verificando in questi giorni e le renderò pubbliche a tutta la cittadinanza."

Un'accusa fondata? - Da un punto di vista giornalistico e di equità democratica, le lamentele della Mercorio sollevano interrogativi legittimi, vanno velocemente chiariti i seguenti punti:

  1. Criteri di Inclusione: Se l'incontro era nato come iniziativa privata di un candidato (Marinaro), la presenza degli altri tre (Galiano, Guarriello e Branà) trasforma l'evento in un dibattito pubblico de facto. In tale scenario, l'esclusione di una candidata ufficialmente in corsa appare difficilmente giustificabile come "svista".
  2. Il Ruolo degli Ordini: Resta da chiarire la posizione degli Ordini Professionali. Sebbene siano enti che accolgono istanze, la gestione di un tavolo così squilibrato rischia di apparire come un avallo indiretto a una parte della competizione, danneggiando l'immagine di neutralità che tali istituzioni dovrebbero garantire.
La "soddisfazione" espressa sui social da Marinaro e Guarriello dopo l'incontro stride con il silenzio assordante rispetto alla mancata convocazione della loro competitor. Il caso sollevato dalla Mercorio non sembra essere francamente essere un semplice "vittimismo da campagna elettorale", ma una critica puntuale a una gestione dei rapporti istituzionali che appare, allo stato attuale, escludente. Se il fine era un confronto sulla città, privarlo di una voce civica rappresentativa limita il diritto dei cittadini (e dei professionisti) a una visione completa delle alternative possibili. Al momento, il silenzio dei "quattro" e degli Ordini pesa quanto le parole della candidata. La palla passa ora agli organizzatori per un chiarimento che possa ristabilire un piano di confronto equo e trasparente. Scusate il disturbo, ma siamo in campagna elettorale.