Nuova Giunta, gli umori dell'opposizione sulle nomine
La parola a Corrado (Ncd), De Laurentis (Pd) e Santorsola (Sel)
giovedì 3 luglio 2014
7.13
Non ha ancora compiuto la prima settimana di vita la seconda Giunta nominata da Riserbato che già cominciano a trapelare possibilità di una vita breve, con una maggioranza ristretta e bizzosa che dovrà affrontare il problema revisori e due bilanci (consuntivo 2013 e previsionale 2014) nelle settimane che condurranno alla seduta del Consiglio Comunale del 25 luglio.
Nel frattempo, l'opposizione si organizza e prepara l'offensiva contro un governo troppo attento alle poltrone e poco alla città. In particolare, ecco cosa ne pensano tre dei principali protagonisti delle critiche verso Palazzo di Città delle ultime settimane.
Il capogruppo del Partito Democratico, Mimmo De Laurentis non è fiducioso: «Non è certo mia intenzione formulare un giudizio a priori, ma avrei preferito vedere delle nomine tecniche o quantomeno sganciate dai classici giochi di potere della maggioranza, che si ritrova ora risicata e probabilmente con la vita breve. Siamo arrivati al punto in cui a un consigliere equivale un assessore, cosa ovviamente non accettabile. Ovviamente, come cittadino mi auguro di sbagliarmi e di avere davanti, invece, tre anni positivi».
Anche l'esponente del Nuovo Centro-Destra, Beppe Corrado, scuote la testa: «Faccio ancora i miei auguri alla nuova squadra, al cui interno siedono diversi amici che sono certo siano armati delle migliori intenzioni. Però non posso non rinnovare anche il mio giudizio negativo su questa amministrazione, anche in vista di un dibattito acceso su un Bilancio da stravolgere. Una maggioranza non può sopravvivere solo previo accordo su nomine e poltrone, di certo non è questa la rivoluzione annunciata e che mi aspettavo da Riserbato».
Più cauto e riflessivo invece Mimmo Santorsola, massima espressione di Sinistra Ecologia e Libertà in questo momento e (si dice) candidato alle prossime primarie per la scelta del sindaco, supportato appunto dal movimento del presidente Vendola. Il consigliere preferisce attendere ancora qualche giorno prima di esprimersi in maniera compiuta sull'argomento, mentre sui social network condivide le riflessioni interne a Sel, che valutano la nuova Giunta come un "accanimento terapeutico", preannunciando una sfiducia, sperando che i voti siano sufficienti a "staccare la spina".
Nel frattempo, l'opposizione si organizza e prepara l'offensiva contro un governo troppo attento alle poltrone e poco alla città. In particolare, ecco cosa ne pensano tre dei principali protagonisti delle critiche verso Palazzo di Città delle ultime settimane.
Il capogruppo del Partito Democratico, Mimmo De Laurentis non è fiducioso: «Non è certo mia intenzione formulare un giudizio a priori, ma avrei preferito vedere delle nomine tecniche o quantomeno sganciate dai classici giochi di potere della maggioranza, che si ritrova ora risicata e probabilmente con la vita breve. Siamo arrivati al punto in cui a un consigliere equivale un assessore, cosa ovviamente non accettabile. Ovviamente, come cittadino mi auguro di sbagliarmi e di avere davanti, invece, tre anni positivi».
Anche l'esponente del Nuovo Centro-Destra, Beppe Corrado, scuote la testa: «Faccio ancora i miei auguri alla nuova squadra, al cui interno siedono diversi amici che sono certo siano armati delle migliori intenzioni. Però non posso non rinnovare anche il mio giudizio negativo su questa amministrazione, anche in vista di un dibattito acceso su un Bilancio da stravolgere. Una maggioranza non può sopravvivere solo previo accordo su nomine e poltrone, di certo non è questa la rivoluzione annunciata e che mi aspettavo da Riserbato».
Più cauto e riflessivo invece Mimmo Santorsola, massima espressione di Sinistra Ecologia e Libertà in questo momento e (si dice) candidato alle prossime primarie per la scelta del sindaco, supportato appunto dal movimento del presidente Vendola. Il consigliere preferisce attendere ancora qualche giorno prima di esprimersi in maniera compiuta sull'argomento, mentre sui social network condivide le riflessioni interne a Sel, che valutano la nuova Giunta come un "accanimento terapeutico", preannunciando una sfiducia, sperando che i voti siano sufficienti a "staccare la spina".