Nuova Giunta, saranno garantite le "quote rosa"?
La legge Delrio prevede delle proporzioni non inferiori al 40%, Riserbato atteso alla riprova aritmetica
giovedì 12 giugno 2014
7.25
Sono ore importanti queste, per la vita politica tranese. Dopo la decisione del sindaco di azzerare la giunta comunale, che ormai risale ad oltre una settimana fa, sembrerebbe che si possa finalmente arrivare ad una quadratura del nuovo gruppo. C'è però un incognita ed è quella legata alle cosiddette "quote rosa".
Si tratta infatti di scelte difficili, ma un dato è certo: non potrà mancare l'inserimento di figure femminili. Un elemento di cui Riserbato non potrà non tenere conto è quello che si ricava dalle legge 56/2014, meglio conosciuta come legge Delrio, che dispone in materia di città metropolitane, province, sulle unioni e fusioni di comuni. In particolare, sulla parità dei sessi, così recita: «Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40% con arrotondamento aritmetico». Il provvedimento, si legge, vale per le giunte che si devono formare al rinnovo del consiglio.
La legge, approvata il 7 aprile scorso, si inserisce a pieno titolo nel quadro delle politiche delle pari opportunità, sancita già nel Testo Unico degli Enti Locali nell'articolo 46, comma 2: «Il sindaco e il presidente della provincia nominano, nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi, i componenti della Giunta, tra cui un vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva alla elezione».
La garanzia contenuta nella norma costituisce espressione della volontà del legislatore di ottenere un riequilibrio della rappresentanza politica dei due sessi, in attuazione delle finalità perseguite dall'articolo 51, comma 1, della Costituzione. I nomi che son venuti fuori negli ultimi giorni sono tanti, i più diversi, da Raffaella Merra a Raffaella Di Lernia, da Nicoletta Curci ad una probabile riconferma di Rosa Uva, ma per il momento l'unica certezza è che non sarà possibile una ridistribuzione delle deleghe tra i "vecchi" assessori, qualcuno sarà costretto a lasciare spazio alle donne. Una bella sfida per il primo cittadino: chissà la nomina di figure femminili possa davvero portare ad una svolta della stasi politica che da tempo si registra nostra città.
Si tratta infatti di scelte difficili, ma un dato è certo: non potrà mancare l'inserimento di figure femminili. Un elemento di cui Riserbato non potrà non tenere conto è quello che si ricava dalle legge 56/2014, meglio conosciuta come legge Delrio, che dispone in materia di città metropolitane, province, sulle unioni e fusioni di comuni. In particolare, sulla parità dei sessi, così recita: «Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40% con arrotondamento aritmetico». Il provvedimento, si legge, vale per le giunte che si devono formare al rinnovo del consiglio.
La legge, approvata il 7 aprile scorso, si inserisce a pieno titolo nel quadro delle politiche delle pari opportunità, sancita già nel Testo Unico degli Enti Locali nell'articolo 46, comma 2: «Il sindaco e il presidente della provincia nominano, nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi, i componenti della Giunta, tra cui un vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva alla elezione».
La garanzia contenuta nella norma costituisce espressione della volontà del legislatore di ottenere un riequilibrio della rappresentanza politica dei due sessi, in attuazione delle finalità perseguite dall'articolo 51, comma 1, della Costituzione. I nomi che son venuti fuori negli ultimi giorni sono tanti, i più diversi, da Raffaella Merra a Raffaella Di Lernia, da Nicoletta Curci ad una probabile riconferma di Rosa Uva, ma per il momento l'unica certezza è che non sarà possibile una ridistribuzione delle deleghe tra i "vecchi" assessori, qualcuno sarà costretto a lasciare spazio alle donne. Una bella sfida per il primo cittadino: chissà la nomina di figure femminili possa davvero portare ad una svolta della stasi politica che da tempo si registra nostra città.