Oer, dopo il rogo si guarda oltre e si pensa al mare

L'associazione vorrebbe occuparsi anche di soccorso in acqua. Fra le idee, quella di controllare la spiagge

domenica 12 maggio 2013
A cura di Biagio Fanelli
Quindici mesi fa il rogo – ancora impunito – che distrusse buona parte del parco mezzi. Schienda dritta, buona volontà e generosità collettiva hanno permesso agli Operatori emergenza radio di riorganizzarsi e di tornare a svolgere quel ruolo fondamentale per la comunità tranese.

A distanza di 15 mesi, l'associazione progetta il suo futuro. Nel corso della gionata per la sicurezza in mare, organizzata dalla sezione di Trani di Lega navale, i rappresentanti degli Operatori emergenza radio hanno annunciato la presentazione di un progetto che andrebbe a completare il quadro del piano di protezione civile comunale. L'idea è semplice: costituire il nucleo di sommozzatori di soccorso marittimo a supporto delle esigenze della città e delle Istituzioni con l'obiettivo di aiutare, oltre che per via terra, in via eccezionale, anche chi si trova in difficoltà nel mare. Il nucleo di sommozzatorisarebbe costituito da volontari e contemplerebbe nel suo organico dei tecnici subacquei e bagnini, coadiuvati da istruttori subacquei, in grado di poter operare, in affiancamento e supporto, nella ricerca e nel recupero di attrezzature, di materiali e di persone disperse nell'acqua, oltre che avere una preparazione in grado di intervenire a supporto dell'infortunato.

Fra le idee in fase di elaborazione, il controllo delle spiagge libere e non, attraverso un monitoraggio terra-mare nei periodi definiti da bollino rosso ed in stretta collaborazione con le Forze dell'ordine e gli altri organi preposti.

Affinché il progetto possa diventare realtà, si dovrà avviare un percorso non semplicissimo (ma neanche impossibile) per dotare l'associazione di mezzi e materiali. Ma in via Di Vittorio, dopo aver superato il dramma del rogo, nessuno si spaventa più.
Operatori emergenza radio di Trani