Omicidio Zanni, Amoruso (Pd): «Non vanno demonizzate le palestre»

«Gli istruttori insegnano il rispetto delle regole e dell'avversario»

sabato 3 ottobre 2015 7.07
A cura di Maria Scoccimarro
«Tra gli effetti collaterali scaturiti dalla tragedia dell'omicidio Zanni, c'è il rischio di una demonizzazione delle palestre e delle attività che si svolgono al loro interno». A difendere il settore, il consigliere comunale del Partito Democratico, Leo Amoruso. Nel complimentarsi con le Forze dell'Ordine e con l'autorità giudiziaria per aver fatto chiarezza sulle dinamiche raccapriccianti e per aver individuato i responsabili della morte del giovane 34enne tranese, Amoruso risponde a quanti, strumentalizzando le parole del procuratore capo del tribunale di Trani, soprattutto sui social hanno puntato l'indice sulle palestre, ritenute da alcuni luoghi dove coltivare atteggiamenti violenti.

«Non è così. Non ci si può scagliare contro le palestre per un episodio gravissimo e di inaudita violenza gratuita come quello che ha portato all'uccisione di Biagio Zanni. Chi va in palestra non viene certamente educato ad uscire col coltello, ad agire in branco ed a scatenare risse sanguinose per strada. Le palestre sono altro, gli istruttori soprattutto insegnano altro, in primis il rispetto delle regole ed il rispetto dell'avversario che si ha davanti - spiega Amoruso che riconosce allo sport ed alla pratica dell'attività fisica funzioni formative ed educative -. La circostanza che alcuni componenti della baby gang frequentassero palestre cittadine non deve, dunque, portare a demonizzare un settore, quello sportivo, che, al contrario di quanto si dice, svolge un ruolo fondamentale nella nostra società, soprattutto dal punto di vista sociale e del benessere individuale. Basterebbe frequentare le palestre o avere un minimo di conoscenza delle attività che si svolgono all'interno di una società sportiva per comprendere la giusta dimensione delle mie parole».