Pace nel centrosinistra, Negrogno la esclude. Ora e dopo
Le priorità: lavoro, casa e salvaguardia della grandeur di Trani. «La scelta del candidato va fatta in base a quello che egli è, agli ideali che ha»
domenica 18 marzo 2012
12.37
Nei giorni scorsi, il coordinatore cittadino di Sinistra e Libertà, Vincenzo Ferreri aveva suggerito una pace postuma fra i due centrosinistra soprattutto nell'ottica di un secondo turno elettorale. Rino Negrogno, vice segretario della Federazione della Sinistra e candidato al Consiglio comunale nella coalizione che sostiene Fabrizio Ferrante, non ci sta: «Mi perdoni Ferreri, ma non ci sto. Non si può chiedere l'intesa dopo che non si è stati in grado di condividere un percorso comune. Soprattutto dopo tutte le assurdità che Fabrizio Ferrante sta subendo, veri e propri attentati alla libertà ed alla democrazia, il mio voto non ci sarà perché, cari compagni, non ho ancora raggiunto quello stato sublime di atarassia e nemmeno quel sentore della vittoria sicura, sentore che certe alleanze numerose e variegate danno, per potervi cedere con animo imperturbato il mio voto».
Negrogno, si dice poco convinto dagli slogan da campagna elettorale che stanno circolando in questi giorni (un campionario che oscilla dal «non farò» al «non mi votate se»). L'esponente della Federazione della Sinistra è realista: «Non vi dirò quel che non dovete volere per potermi votare e nemmeno quel che non farò se mi votate. Ciò che leggo e vedo mi fa venire in mente una vecchia canzone di Corrado: "Carletto di qua, Carletto di là e questo non si dice e questo non si fa". Alla fine Carletto la fa lo stesso nel letto. Se tizio dice che chi vuole la raccomandazione non deve votarlo vuol dire che ci sarà Caio che invece le raccomandazioni per il voto le fa, altrimenti perché spendere tanto per tanti così spettacolosi manifesti. Credo che le raccomandazioni c'erano, ci sono e ci saranno e sia da Tizio che da Caio chi le vorrà le chiederà. Tutto sommato anche fare una lista dettagliata, un programma meraviglioso non è una garanzia. Si può promettere di tutto nello splendore comiziale di fine primavera. Penso a quel tale, non ancora del tutto scomparso, che le sue promesse elettorali le firmò e non le realizzò comunque. Quindi parlare di programmi è inutile come elencare quel che non si farà».
Secondo Negrogno «la scelta del candidato va fatta in base a quello che egli è, agli ideali che ha, quindi al partito che rappresenta ed ai compagni di viaggio che si sceglie». Negrogno spiega il suo atteggiamento in relazione alle problematiche della città. «Trovare delle soluzioni che favoriscano il lavoro sia insieme ai cittadini che insieme ad esperti dei vari settori produttivi, ha per me priorità assoluta, è la conditio sine qua non per governare una città. Il secondo problema urgente, da risolvere subito è quello relativo alla costruzione di case popolari accessibili anche ai cittadini più sfortunati, cittadini sfortunati che con un lavoro ed una casa smetterebbero di essere tali. Il terzo punto prioritario è la salvaguardia della nostra città dagli assalti ed i tentativi di usurpare quanto possediamo per merito dei nostri padri, per cultura e per storia. Tutti gli altri problemi, come strade, sicurezza, cultura, turismo, eccetera, vengono a seguire direttamente e velocemente anche se penso che risolti i primi tre molti si risolvano, se non automaticamente, velocemente. Ad esempio il problema dell'aumento della criminalità se è vero che si risolve incrementando la presenza delle forze dell'ordine, è anche vero che si riduce creando opportunità di lavoro per il cittadino. Un cittadino che abbia delle certezze garantite da un lavoro sicuro ed una casa, sarà un cittadino sereno che avrà più fiducia in se stesso, nel futuro, nella sua città e nel prossimo».
Negrogno, si dice poco convinto dagli slogan da campagna elettorale che stanno circolando in questi giorni (un campionario che oscilla dal «non farò» al «non mi votate se»). L'esponente della Federazione della Sinistra è realista: «Non vi dirò quel che non dovete volere per potermi votare e nemmeno quel che non farò se mi votate. Ciò che leggo e vedo mi fa venire in mente una vecchia canzone di Corrado: "Carletto di qua, Carletto di là e questo non si dice e questo non si fa". Alla fine Carletto la fa lo stesso nel letto. Se tizio dice che chi vuole la raccomandazione non deve votarlo vuol dire che ci sarà Caio che invece le raccomandazioni per il voto le fa, altrimenti perché spendere tanto per tanti così spettacolosi manifesti. Credo che le raccomandazioni c'erano, ci sono e ci saranno e sia da Tizio che da Caio chi le vorrà le chiederà. Tutto sommato anche fare una lista dettagliata, un programma meraviglioso non è una garanzia. Si può promettere di tutto nello splendore comiziale di fine primavera. Penso a quel tale, non ancora del tutto scomparso, che le sue promesse elettorali le firmò e non le realizzò comunque. Quindi parlare di programmi è inutile come elencare quel che non si farà».
Secondo Negrogno «la scelta del candidato va fatta in base a quello che egli è, agli ideali che ha, quindi al partito che rappresenta ed ai compagni di viaggio che si sceglie». Negrogno spiega il suo atteggiamento in relazione alle problematiche della città. «Trovare delle soluzioni che favoriscano il lavoro sia insieme ai cittadini che insieme ad esperti dei vari settori produttivi, ha per me priorità assoluta, è la conditio sine qua non per governare una città. Il secondo problema urgente, da risolvere subito è quello relativo alla costruzione di case popolari accessibili anche ai cittadini più sfortunati, cittadini sfortunati che con un lavoro ed una casa smetterebbero di essere tali. Il terzo punto prioritario è la salvaguardia della nostra città dagli assalti ed i tentativi di usurpare quanto possediamo per merito dei nostri padri, per cultura e per storia. Tutti gli altri problemi, come strade, sicurezza, cultura, turismo, eccetera, vengono a seguire direttamente e velocemente anche se penso che risolti i primi tre molti si risolvano, se non automaticamente, velocemente. Ad esempio il problema dell'aumento della criminalità se è vero che si risolve incrementando la presenza delle forze dell'ordine, è anche vero che si riduce creando opportunità di lavoro per il cittadino. Un cittadino che abbia delle certezze garantite da un lavoro sicuro ed una casa, sarà un cittadino sereno che avrà più fiducia in se stesso, nel futuro, nella sua città e nel prossimo».