Palazzi di giustizia, archivi al collasso
Riunione questa mattina con i rappresentanti di Comune e Demanio
mercoledì 7 ottobre 2015
15.26
Situazione da collasso per gli archivi giudiziari, dopo l'accorpamento delle sezioni distaccate e dei giudici di pace. Per questo ora il Tribunale di Trani cerca nuovi spazi in cui poter sistemare i fascicoli. E' quanto emerso al termine della conferenza permanente (ex commissione di manutenzione) di questa mattina, a Palazzo Torres, convocata dal presidente Filippo Bortone. Oltre al sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, e ai tecnici di palazzo di città, vi hanno partecipato alcuni funzionari del Demanio.
All'incontro è seguita un'ispezione a Palazzo Gadaleta, sede del Tribunale fallimentare e delle esecuzioni mobiliari e immobiliari, ma utilizzato solo per un terzo. Una parte dell'immobile rimane ancora sotto sequestro su disposizione della Procura, che lo ha fatto eseguire per problemi statici il 6 gennaio 2013. Altri ambienti sono comunque interdetti, in attesa di interventi pesanti di ristrutturazione. Ma il problema immediato sono gli archivi, oggi distribuiti tra i quattro palazzi di giustizia e un deposito esterno. L'unico alleggerimento per il carico di lavoro della sede centrale potrebbe arrivare dal salvataggio dei giudici di pace di Molfetta e Corato.
Il 5 ottobre sono stati riaperti i termini per la formazione dei dipendenti comunali che dovrebbero occuparsi dei due uffici. In questo modo i nuovi procedimenti sarebbero iscritti a Molfetta e Corato, così che nel circondario del Tribunale di Trani si manterrebbero in vita tutte le sedi del Giudice di Pace ad eccezioni di quelli di Minervino Murge e Ruvo di Puglia.
Tra gli altri argomenti all'ordine del giorno, i cambiamenti intervenuti nella gestione dei palazzi di Giustizia in seguito al trasferimento di competenze al ministero di Giustizia. Queste includono anche gli edifici di proprietà comunale, per i quali le spese di gestione passano dagli enti locali al ministero. «Per i palazzi comunali – spiega il presidente Bortone – sarà necessario fare delle convenzioni per la custodia».
All'incontro è seguita un'ispezione a Palazzo Gadaleta, sede del Tribunale fallimentare e delle esecuzioni mobiliari e immobiliari, ma utilizzato solo per un terzo. Una parte dell'immobile rimane ancora sotto sequestro su disposizione della Procura, che lo ha fatto eseguire per problemi statici il 6 gennaio 2013. Altri ambienti sono comunque interdetti, in attesa di interventi pesanti di ristrutturazione. Ma il problema immediato sono gli archivi, oggi distribuiti tra i quattro palazzi di giustizia e un deposito esterno. L'unico alleggerimento per il carico di lavoro della sede centrale potrebbe arrivare dal salvataggio dei giudici di pace di Molfetta e Corato.
Il 5 ottobre sono stati riaperti i termini per la formazione dei dipendenti comunali che dovrebbero occuparsi dei due uffici. In questo modo i nuovi procedimenti sarebbero iscritti a Molfetta e Corato, così che nel circondario del Tribunale di Trani si manterrebbero in vita tutte le sedi del Giudice di Pace ad eccezioni di quelli di Minervino Murge e Ruvo di Puglia.
Tra gli altri argomenti all'ordine del giorno, i cambiamenti intervenuti nella gestione dei palazzi di Giustizia in seguito al trasferimento di competenze al ministero di Giustizia. Queste includono anche gli edifici di proprietà comunale, per i quali le spese di gestione passano dagli enti locali al ministero. «Per i palazzi comunali – spiega il presidente Bortone – sarà necessario fare delle convenzioni per la custodia».