«Palazzo Beltrani? Io non sono affatto contenta»
Intervista esclusiva ad Anna Visconti, moglie di Ivo Scaringi. «Ho vissuto scene mortificanti. Da settembre dovranno essere cambiate molte cose»
lunedì 19 agosto 2013
Palazzo Beltrani: mentre la politica si divide tra chi ne critica l'attuale gestione e propone soluzioni alternative e chi sottolinea il lavoro svolto dalla responsabile, la nostra redazione ha voluto contattare Anna Visconti, vedova di Ivo Scaringi a cui è dedicata la pinacoteca che accoglie un centinaio di opere del pittore tranese generosamente donate dalla famiglia.
Per Anna Visconti il giudizio è negativo: «Non sono affatto contenta di come stanno andando le cose e non credo di essere l'unica a pensare questo. Per motivi che mi sfuggono, il palazzo in cui è ospitata la collezione di mio marito è stato completamente abbandonato a sé stesso. Meritavamo maggiore attenzione, invece da alcuni mesi a questa parte si è presa una pericolosa deriva».
La vedova di Ivo Scaringi spiega il perché del suo giudizio, così severo: «E' mortificante registrare aperture a singhiozzo specialmente nel corso della stagione estiva, quella nella quale si dovrebbe registrare il picco di presenze. Mi è capitato di passare alcune volte e di trovare il palazzo inspiegabilmente chiuso. Quando l'ho trovato aperto ho potuto notare che la saletta video era impraticabile perché mancava la televisione, un vero peccato perché le proiezioni spiegavano il significato delle opere di mio marito, avevano una notevole valenza didattica. Imbarazzante è stato anche notare il registro posto all'ingresso adagiato su una sedia perché mancava persino un tavolino. Dico io: è questa l'immagine che si vuol dare ai visitatori di un palazzo tanto prestigioso?».
La famiglia di Ivo Scaringi per ora non pensa di portar via le opere donate, ma la moglie del pittore è chiara: «O si torna ad una gestione organizzata, così com'era alcuni mesi fa, oppure non possiamo escludere alcuna soluzione. Ben inteso: a noi non interessa né chi debba gestire il palazzo, né come. A noi interessa che il Comune prenda coscienza che questo patrimonio, di tutta la comunità, non può più essere condotto così. Aspettiamo settembre con una certa apprensione: gradiremmo che l'amministrazione ci spieghi cosa intende fare per migliorarne il funzionamento perché così a noi non va assolutamente bene. Il sindaco, a cui ho esternato criticità e perplessità, mi ha dato ampie garanzie in vista della prossima stagione. Confidiamo che mantenga l'impegno assunto».
Per Anna Visconti il giudizio è negativo: «Non sono affatto contenta di come stanno andando le cose e non credo di essere l'unica a pensare questo. Per motivi che mi sfuggono, il palazzo in cui è ospitata la collezione di mio marito è stato completamente abbandonato a sé stesso. Meritavamo maggiore attenzione, invece da alcuni mesi a questa parte si è presa una pericolosa deriva».
La vedova di Ivo Scaringi spiega il perché del suo giudizio, così severo: «E' mortificante registrare aperture a singhiozzo specialmente nel corso della stagione estiva, quella nella quale si dovrebbe registrare il picco di presenze. Mi è capitato di passare alcune volte e di trovare il palazzo inspiegabilmente chiuso. Quando l'ho trovato aperto ho potuto notare che la saletta video era impraticabile perché mancava la televisione, un vero peccato perché le proiezioni spiegavano il significato delle opere di mio marito, avevano una notevole valenza didattica. Imbarazzante è stato anche notare il registro posto all'ingresso adagiato su una sedia perché mancava persino un tavolino. Dico io: è questa l'immagine che si vuol dare ai visitatori di un palazzo tanto prestigioso?».
La famiglia di Ivo Scaringi per ora non pensa di portar via le opere donate, ma la moglie del pittore è chiara: «O si torna ad una gestione organizzata, così com'era alcuni mesi fa, oppure non possiamo escludere alcuna soluzione. Ben inteso: a noi non interessa né chi debba gestire il palazzo, né come. A noi interessa che il Comune prenda coscienza che questo patrimonio, di tutta la comunità, non può più essere condotto così. Aspettiamo settembre con una certa apprensione: gradiremmo che l'amministrazione ci spieghi cosa intende fare per migliorarne il funzionamento perché così a noi non va assolutamente bene. Il sindaco, a cui ho esternato criticità e perplessità, mi ha dato ampie garanzie in vista della prossima stagione. Confidiamo che mantenga l'impegno assunto».