«Palazzo Beltrani, la mia indignazione era ed è giustificata»
La moglie di Ivo Scaringi risponde al sindaco. Ancora tensioni sul palazzo delle arti
mercoledì 21 agosto 2013
17.33
Anna Visconti, moglie di Ivo Scaringi, non ha gradito l'intervento del sindaco, Gigi Riserbato, sulla questione della gestione di questi mesi di palazzo Beltrani.
Stavolta i toni dell'intervento della vedova del pittore sono meno diplomatici: «A parte il dettaglio non poco trascurabile – scrive la vedova del pittore - di aver trovato la pinacoteca chiusa da un giorno all'altro (29 maggio) senza che nessuno abbia sentito il dovere di informare la famiglia su quanto stesse realmente accadendo, mi chiedo perché il sindaco oggi addirittura si stupisce, anzi prova vivo rammarico per quanto da me rilasciato in un'intervista al portale TraniViva? A me può essere consentita una più che giustificata indignazione? A delle domande ricevute non potevo certo dichiararmi masochisticamente contenta della situazione di stallo e di precarietà in cui versa ancora oggi la pinacoteca. Ho però anche detto, ed è scritto, che attendo fiduciosa che il sindaco mantenga quanto promessomi: la soluzione dei problemi ed il conseguente ritorno alla normalità con adeguato personale in loco individuato secondo una regolare gara d'appalto».
Il sindaco, nel suo intervento, ha affermato che il palazzo Beltrani è regolarmente aperto. «Davvero il primo cittadino pensa che per far vivere una struttura del genere basta aprire e chiudere un portone? » si chiede la famiglia Scaringi. «Un palazzo del genere – si legge nella nota inviata in redazione – deve vivere di progettualità, con il contributo di intellettuali, professionisti e operatori seri ed affermati in grado di creare eventi e scambi culturali con università, accademie ed altre istituzioni museali a tutto vantaggio della crescita culturale, turistica ed economica di questa città. Il sindaco invece parla meramente di giorni e di orari di apertura e di chiusura del portone. D'altro canto, che le inadempienze a palazzo Beltrani vi siano è un dato di fatto comprovato e ammesso persino dal sindaco in un articolo comparso su La Gazzetta del Mezzogiorno del 2 agosto scorso in cui il primo cittadino ha parlato di innegabili criticità e di disagi nell'accesso al museo».
Anna Visconti non ha gradito neanche il passaggio di Riserbato in cui si fa riferimento a diffamazioni strumentali che nasconderebbero ben altri interessi. «Ma di cosa sta parlando? Cosa c'è di diffamatorio in tutto questo? Invece di reagire con parole poco opportune, sarebbe stato gradito un linguaggio più pacato ammettendo che degli errori sono stati fatti e che vi si porrà rimedio al più presto chiedendo scusa alla città ed alla famiglia e assicurando per il futuro maggiore attenzione. Trovo perciò fuori luogo il suo tono vagamente intimidatorio. Per quanto mi riguarda ritengo chiuso qui questo contraddittorio telematico. Ringrazio i cittadini, gli amici ed estimatori di Ivo per il contributo di idee che stanno fornendo quale ausilio all'amministrazione per facilitare e risolvere il problema della pinacoteca nel migliore dei modi e offrendo personale specializzato e di ottimo profilo in attesa di una regolare gara d'appalto che dia stabilità alla struttura».
Stavolta i toni dell'intervento della vedova del pittore sono meno diplomatici: «A parte il dettaglio non poco trascurabile – scrive la vedova del pittore - di aver trovato la pinacoteca chiusa da un giorno all'altro (29 maggio) senza che nessuno abbia sentito il dovere di informare la famiglia su quanto stesse realmente accadendo, mi chiedo perché il sindaco oggi addirittura si stupisce, anzi prova vivo rammarico per quanto da me rilasciato in un'intervista al portale TraniViva? A me può essere consentita una più che giustificata indignazione? A delle domande ricevute non potevo certo dichiararmi masochisticamente contenta della situazione di stallo e di precarietà in cui versa ancora oggi la pinacoteca. Ho però anche detto, ed è scritto, che attendo fiduciosa che il sindaco mantenga quanto promessomi: la soluzione dei problemi ed il conseguente ritorno alla normalità con adeguato personale in loco individuato secondo una regolare gara d'appalto».
Il sindaco, nel suo intervento, ha affermato che il palazzo Beltrani è regolarmente aperto. «Davvero il primo cittadino pensa che per far vivere una struttura del genere basta aprire e chiudere un portone? » si chiede la famiglia Scaringi. «Un palazzo del genere – si legge nella nota inviata in redazione – deve vivere di progettualità, con il contributo di intellettuali, professionisti e operatori seri ed affermati in grado di creare eventi e scambi culturali con università, accademie ed altre istituzioni museali a tutto vantaggio della crescita culturale, turistica ed economica di questa città. Il sindaco invece parla meramente di giorni e di orari di apertura e di chiusura del portone. D'altro canto, che le inadempienze a palazzo Beltrani vi siano è un dato di fatto comprovato e ammesso persino dal sindaco in un articolo comparso su La Gazzetta del Mezzogiorno del 2 agosto scorso in cui il primo cittadino ha parlato di innegabili criticità e di disagi nell'accesso al museo».
Anna Visconti non ha gradito neanche il passaggio di Riserbato in cui si fa riferimento a diffamazioni strumentali che nasconderebbero ben altri interessi. «Ma di cosa sta parlando? Cosa c'è di diffamatorio in tutto questo? Invece di reagire con parole poco opportune, sarebbe stato gradito un linguaggio più pacato ammettendo che degli errori sono stati fatti e che vi si porrà rimedio al più presto chiedendo scusa alla città ed alla famiglia e assicurando per il futuro maggiore attenzione. Trovo perciò fuori luogo il suo tono vagamente intimidatorio. Per quanto mi riguarda ritengo chiuso qui questo contraddittorio telematico. Ringrazio i cittadini, gli amici ed estimatori di Ivo per il contributo di idee che stanno fornendo quale ausilio all'amministrazione per facilitare e risolvere il problema della pinacoteca nel migliore dei modi e offrendo personale specializzato e di ottimo profilo in attesa di una regolare gara d'appalto che dia stabilità alla struttura».