Palazzo Beltrani, prossima gestione alla Imago
Si stanno predisponendo gli atti. Estensione del servizio per la coop che si occupa della biblioteca. In questi giorni è stato formalizzato il contratto per la Giovanni Bovio
martedì 10 settembre 2013
E' in dirittura d'arrivo la soluzione per palazzo Beltrani. Nel giro di poche settimane il palazzo delle arti sarà gestito dalla cooperativa Imago la stessa che da alcuni anni si occupa della gestione, con ottimi risultati, della Giovanni Bovio.
In questi giorni è stato formalizzato il nuovo contratto con la coop per la Bovio. Nei prossimi giorni si procederà invece all'estensione del cosiddetto quinto d'obbligo per fare in modo che almeno due operatrici della Imago possano spostarsi dalla biblioteca a palazzo Beltrani, destinatario nelle scorse settimane, di una corposa donazione di volumi d'arte che necessitano di catalogazione.
Con questo passaggio, dovrebbero essere risolti i problemi anche della pinacoteca ospitata nel palazzo tranese, dopo la fine delle proroghe contrattuali con la società Madeinpuglia che si era occupata della gestione fin dal 2010. Da qualche mese l'amministrazione aveva dislocato alcuni dipendenti comunali per chiudere e sorvegliare il palazzo ma la soluzione tampone adottata non aveva risolto tutte le problematiche evidenziate anche dalla famiglia del pittore Ivo Scaringi.
In questi giorni è stato formalizzato il nuovo contratto con la coop per la Bovio. Nei prossimi giorni si procederà invece all'estensione del cosiddetto quinto d'obbligo per fare in modo che almeno due operatrici della Imago possano spostarsi dalla biblioteca a palazzo Beltrani, destinatario nelle scorse settimane, di una corposa donazione di volumi d'arte che necessitano di catalogazione.
Con questo passaggio, dovrebbero essere risolti i problemi anche della pinacoteca ospitata nel palazzo tranese, dopo la fine delle proroghe contrattuali con la società Madeinpuglia che si era occupata della gestione fin dal 2010. Da qualche mese l'amministrazione aveva dislocato alcuni dipendenti comunali per chiudere e sorvegliare il palazzo ma la soluzione tampone adottata non aveva risolto tutte le problematiche evidenziate anche dalla famiglia del pittore Ivo Scaringi.