Polizia Locale: ora a Trani la videosorveglianza è un "Patto di Comunità", da 23 a oltre 170 telecamere attive
L'intervista all’ex Assessora avv.Cecilia Di Lernia: «Installati gli ultimi due varchi: il mio impegno per la Città assolto»
venerdì 13 febbraio 2026
8.24
Ci sono atti amministrativi che superano il perimetro della politica per diventare patrimonio comune. È il caso dell'attuazione del Regolamento sulla Videosorveglianza, licenziato all'unanimità dal Consiglio Comunale proprio un anno fa, era il 1° febbraio 2025, con un voto un corale che testimoniò come la sicurezza e la cura del bene pubblico non avessero colore politico, ma che rappresentassero, invece, una necessità emotiva e sostanziale per l'intera cittadinanza. Il regolamento che fu approvato e che disciplina tutt'oggi l'uso di varchi elettronici e droni, strumenti fondamentali per il monitoraggio aereo e terrestre, rappresenta il naturale compimento del "Patto sulla Legalità" firmato dal Sindaco Amedeo Bottaro innanzi al Prefetto nel 2023, un documento che ha come obiettivo l'andare oltre il semplice governo della viabilità nella considerazione che le telecamere potessero diventare vere e proprie "sentinelle" contro gli atti vandalici e deterrenti per l'abbandono indiscriminato di rifiuti, strumenti per la "cura della città".
Abbiamo chiesto all' avv. Cecilia Di Lernia, fino a pochi giorni fa Assessore alla Polizia Locale della Città di Trani, che ha seguito il progetto sin dai suoi primi passi, di fare il punto su questa evoluzione tecnologica alla luce del completamento della installazione degli ultimi due varchi cittadini che già lei stessa ci aveva ampiamente anticipato lo scorso 25 gennaio in occasione della Festa di San Sebastiano Patrono della Polizia Locale.
Il dato che emerge, quindi, con più forza è quello della legalità diffusa: l'integrazione tra tecnologia e controllo fisico del territorio è diventata la risposta concreta alle richieste dei residenti e dei commercianti, stanchi di degrado e vandalismo. Con oltre 170 telecamere e una flotta di droni pronti a decollare, Trani si candida a modello di "Safe City" nel panorama pugliese, dimostrando che la programmazione a lungo termine è l'unica strada per garantire una libertà reale: quella di vivere la propria città senza timore.
Abbiamo chiesto all' avv. Cecilia Di Lernia, fino a pochi giorni fa Assessore alla Polizia Locale della Città di Trani, che ha seguito il progetto sin dai suoi primi passi, di fare il punto su questa evoluzione tecnologica alla luce del completamento della installazione degli ultimi due varchi cittadini che già lei stessa ci aveva ampiamente anticipato lo scorso 25 gennaio in occasione della Festa di San Sebastiano Patrono della Polizia Locale.
- Avv. Di Lernia, come si è trasformata la rete di sorveglianza in questi anni? Oggi raccolgo i frutti di una visione durata dieci anni. Sono partita da una situazione critica: undici anni fa Trani contava appena 23 telecamere. Oggi la città è profondamente cambiata. E' in corso in questi giorni il completamento, già programmato da inizio anno , dell'installazione di due nuovi varchi strategici in aree pedonali: uno all'incrocio tra via Mario Pagano e via La Galante e l'altro all'arco di via Baldassarre, all'incrocio con via Giovanni Bovio.
- Molti cittadini si chiedono se i nuovi varchi elettronici siano efficaci quanto le barriere fisiche. In particolare, come avete risolto l'annoso problema del blocco dei mezzi di soccorso, che spesso rimanevano intrappolati a causa dei vecchi dissuasori malfunzionanti? Ho ritenuto di cambiare i dissuasori che presidiavano le poche aree pedonali esistenti e di ampliare le aree pedonali e di zone a traffico limitato con nuove tecnologie ovvero i varchi elettronici. I dissuasori, oltre ad avere costi di manutenzione elevati, molto spesso si bloccavano impedendo l'accesso dei mezzi di soccorso. I varchi elettronici di nuova tecnologia invece garantiscono controlli alle autovetture e video sorveglianza senza alcuna limitazione di accesso ai mezzi di soccorso.
- Quali sono i numeri attuali del sistema di sicurezza? I numeri parlano chiaro. Ai 20 varchi già esistenti si aggiungono questi ultimi due. Per quanto riguarda le telecamere, siamo passati dalle 23 iniziali alle attuali 120, ma la Città non si fermerà qui perché due mesi fa Trani è risultata vincitrice di un bando della Prefettura che porterà alla installazione di ulteriori 25 dispositivi. Se a questi sommiamo le 25 telecamere specifiche per il controllo dei presidi e dei conferimenti errati di rifiuti, superiamo quota 170 occhi elettronici sulla città. L'obiettivo era rendere Trani più sicura, e oggi posso dire che lo è.
Il dato che emerge, quindi, con più forza è quello della legalità diffusa: l'integrazione tra tecnologia e controllo fisico del territorio è diventata la risposta concreta alle richieste dei residenti e dei commercianti, stanchi di degrado e vandalismo. Con oltre 170 telecamere e una flotta di droni pronti a decollare, Trani si candida a modello di "Safe City" nel panorama pugliese, dimostrando che la programmazione a lungo termine è l'unica strada per garantire una libertà reale: quella di vivere la propria città senza timore.