Polo Museale di Trani: lo sguardo verticale delle “Architetture Ardite” sulla Cattedrale

Il successo dell'iniziativa targata Fondazione S.E.C.A. nel racconto del Direttore Graziano Urbano: dopo le date di luglio, le visite guidate sul campanile anche ad agosto per riscoprire la città d'arte dall'alto

domenica 5 luglio 2026 13.08
A cura di Tonino Lacalamita
C'è un momento preciso, durante la salita lungo i livelli del campanile romanico della Cattedrale di Trani, in cui la pietra smette di essere solo materia e si fa racconto. Ed è proprio questo viaggio verticale, sospeso tra la terra e l'orizzonte adriatico, il cuore di "Architetture Ardite", l'attesa iniziativa promossa dalla Fondazione S.E.C.A. nell'ambito del cartellone estivo "Fuori Museo 2026". Dopo il debutto di ieri 4 luglio, l'iniziativa si rinnova oggi, 5 luglio (con appuntamenti sia al mattino sia al pomeriggio, previa prenotazione), per poi dare appuntamento ai visitatori nei giorni 15 e 22 agosto 2026 (ore 10:00 ed ore 17:00 i due turni), un'occasione per riscoprire il monumento identitario della città da una prospettiva ribaltata.

Un colosso che sfida il tempo: il racconto del Direttore Graziano Urbano. Per comprendere a fondo il valore di questa operazione culturale, che va ben oltre la semplice fruizione turistica, abbiamo dialogato con il Dott. Graziano Urbano, Direttore del Polo Museale di Trani:

"Il progetto ormai è giunto alla sua quarta edizione e nasce da una suggestione profonda, legata a una delle pagine più incredibili del restauro italiano del Novecento: lo smontaggio e rimontaggio della torre campanaria. L'idea è nata un po' per un discorso meramente storico - spiega il Direttore Graziano Urbano - Mi ha affascinato la storia di questo piccolo costruttore tranese che ha smontato pezzo a pezzo il campanile – parliamo di quasi 12 mila pezzi di lapide, montati, segnati, portati giù in piazza, una storia incredibile solo pensando che il campanile fu stato rimontato in soli quattro anni, alla faccia dei tempi biblici che viviamo adesso. lI Campanile di Trani - continua Urbano - è un'opera ingegneristica e umana straordinaria, che si inserisce in una biografia monumentale fatta di continue sfide agli elementi. Il Direttore ricorda infatti la figura di Nicolaus Protomagister, l'architetto medievale che concepì questo colosso che ha combattuto il tempo, ha combattuto i venti, il mare e ha sempre reagito bene», superando i grandi traumi della storia, dal fulmine che lo colpì nel Settecento fino ai grandi restauri dell'Ottocento e del Novecento"

"In un'epoca dominata dalla velocità e dalla miopia digitale, l'esperienza di salire sul campanile diventa un atto di resistenza culturale. Sebbene lo sforzo fisico sia reale – afferma con convinzione Graziano Urbano - di ardimento c'è la messa in sicurezza delle ginocchia. E' veramente ardito salire queste scalinate, ma alla fine ne vale la pena, la ricompensa finale ridefinisce il concetto stesso di visione, con una sorpresa che vedo in modo più romantico e nostalgico, che è quella della storia, di questo focus che si va ad aprire davanti agli occhi dei visitatori fatto di immagini storiche. E poi non dimentichiamo il fatto di vedere Trani in un'altra prospettiva, vederla dall'alto, quasi completamente. Visto che oggi siamo abituati a scrollare, a guardare questi piccoli schermi, non c'è niente di meglio che guardare all'orizzonte a pieni occhi.»

Il successo di "Architetture Ardite" apre anche una riflessione più ampia sulla vocazione del territorio dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. Il Direttore del Polo Museale Graziano Urbano, rifiuta le etichette commerciali e rivendica per la città uno status più nobile e rigoroso: «Io Trani non la vedo come una città turistica, la vedo come una città veramente storico-culturale. Dire che Trani è una città turistica, a mio dire, è un po' svilire il concetto di città d'arte. Trani è una città d'arte, è un museo a cielo aperto: ogni strada racconta, ogni pietra racconta e la Cattedrale più di tutti è un po' un'odissea di questa storia. A noi piace raccontarla in questi termini.» E alla domanda personale su cosa sia la bellezza, il Dott. Urbano – che scherza sul suo cognome papale ipotizzando, dato il tempo trascorso nella struttura, un futuro da «frate o monaco di clausura di questo posto» – risponde senza esitazioni: «La bellezza per me è la Cattedrale di Trani. Trani è tutta bella alla fine».

Sostenibilità e Info Utili
A testimonianza di come la cultura possa farsi veicolo di messaggi civici, nella giornata del 4 e del 5 luglio, Largo Piazza Addazi ospiterà un desk informativo di sensibilizzazione ambientale, nato dalla sinergia tra la Fondazione S.E.C.A. e AMIU S.p.A. – Trani. Dato il carattere esclusivo e la conformazione del luogo, le visite sono a numero limitato e flussi controllati. Contatti per la prenotazione (obbligatoria):
Polo Museale Architetture Ardite JPEG © Tonino Lacalamita
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