Lidia Margiotta
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Attualità

Lidia Margiotta, 27 anni: il talento di Trani che distilla l’odio e lo trasforma in teatro

Dalla quiete di Trani alla scena nazionale: una generazione di tranesi che cresce lontano da casa, ma che merita opportunità per tornare

C'è un filo sottile che lega Trani a Torino, un filo che attraversa chilometri, stagioni, scelte difficili, e che oggi porta il nome di Lidia Margiotta, 27 anni, talento teatrale che sta conquistando la scena nazionale con un'opera che è già un piccolo caso: "Odio extra‑vergine". Chi la conosce sa che Lidia non è mai stata una ragazza qualunque, chi la scopre oggi, invece, vede una giovane donna che ha imparato a trasformare la complessità del mondo in materia teatrale, a distillare le emozioni come fossero oli essenziali, a prendere l'odio — quello che scorre nelle nostre città, nelle nostre discussioni, nei nostri schermi — e farne un racconto che non giudica, ma interroga. "Odio extra‑vergine" è un suo lavoro che ha convinto il Teatro di Roma – Teatro Nazionale, che lo ha prodotto e portato in scena, riconoscendo in Lidia una voce nuova, necessaria, sorprendentemente matura per la sua età, un impegno che è stato un vero e proprio laboratorio emotivo, un dispositivo scenico che analizza l'odio come fosse una sostanza da estrarre, purificare, osservare.

Da Trani a Milano, da Milano a Modena, da Modena a Torino: il viaggio di una generazione . La storia di Lidia è la storia di tanti giovani tranesi che, per crescere, devono partire.
Prima Milano, dove si laurea in Lettere moderne (indirizzo artistico) e poi in Media Management, Eventi e Teatro, entrambe le volte con 110 e lode. Una doppia laurea che racconta già una cosa: Lidia non è solo un'artista, è una professionista della cultura, una mente che sa unire creatività e progettazione. Poi Modena, dove entra nel prestigioso corso professionale ERT – Emilia Romagna Teatro, uno dei più selettivi d'Italia. Qui diventa attrice professionista, affinando tecnica, presenza scenica, disciplina. Infine Torino, città che oggi è la sua casa, il suo laboratorio, il luogo dove scrive, prova, crea, ma Trani resta lì, come un porto che non si dimentica.

Lontano da casa, ma con Trani nel cuore. Il ritorno possibile
Lidia è una delle tante storie che parlano di Trani senza essere più a Trani, storie di giovani che hanno talento, visione, ambizione, ma che per crescere devono andare altrove. Milano per studiare, Modena per formarsi, Torino per lavorare e Trani? Trani sicuramente resta un luogo di origine, un punto di partenza, un ricordo che non si spegne, ma non è ancora — e questo è il punto — un luogo dove tornare per costruire una carriera culturale stabile. La storia di Lidia Margiotta è un messaggio chiaro per la città: Trani ha giovani straordinari, ha una vocazione culturale naturale ed ha un patrimonio umano che altrove viene riconosciuto e valorizzato, ma Trani deve fare un passo in più: deve creare opportunità per far tornare chi è partito. Come? con spazi culturali veri, con residenze artistiche, con laboratori teatrali, con Festival che non siano solo eventi, ma processi, con collaborazioni con scuole, associazioni, istituzioni, perché un talento come Lidia Margiotta non è solo un orgoglio: è una risorsa, è un ponte tra la città e il mondo, è la prova che Trani può essere molto più di ciò che è oggi.


"Odio extra‑vergine" è il biglietto da visita con cui Lidia Margiotta si presenta alla scena nazionale, nello spettacolo, Lidia porta in scena una domanda che appartiene a tutti noi: da dove nasce l'odio? E soprattutto: si può raccontarlo senza diventare parte di esso? La sua scrittura è precisa, colta, tagliente. La sua regia è contemporanea, essenziale, senza fronzoli. La sua presenza scenica è magnetica, controllata, intensa. "Odio extra‑vergine" non è solo un titolo: è una metafora. L'odio come olio, come sostanza che si estrae, si purifica, si osserva. Un'idea che diventa scena, gesto, parola. È il lavoro di una giovane artista che non si limita a raccontare ma indaga, che non si accontenta di emozionare, ma analizza. Che non cerca il consenso, ma cerca la verità. Lo spettacolo è anche un invito, un segnale, una possibilità, la possibilità che un giorno, quando Trani avrà costruito le condizioni giuste, Lidia — e tanti come lei — possano tornare, portando con sé competenze, visione, esperienza, futuro, perché i giovani tranesi che si affermano lontano da casa non sono storie da raccontare sono semi da riportare a terra, quando la terra sarà pronta a farli crescere. Un augurio a Lidia e ai giovani come Lei di tornare "a casa".

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