Quale sorte ora per la città?
A margine del consiglio comunale di ieri, il riesame era stato annunciato come spartiacque
martedì 30 dicembre 2014
7.19
Una seconda convocazione giunta in anticipo di qualche ora. Questa l'impressione dopo la seduta di ieri, andata deserta, del consiglio comunale. La "partita a scacchi", così definita anche dal capogruppo del Partito Democratico, Mimmo De Laurentis, nasceva già sotto una situazione di impasse, visto la scollatura di qualche ora con il verdetto del Tribunale del Riesame di Bari. La minoranza, uniforme o discorde che fosse, non sarebbe stata in grado di far crollare il governo cittadino. Tutta la maggioranza, invece, era in trepida attesa degli aggiornamenti giudiziari. I dimissionari a prendersi gli improperi e i fischi, i renitenti al riparo sotto l'oblio della massa.
Ma, già nei momenti di protesta della scorsa mattinata, alcuni consiglieri comunali d'opposizione confessavano: manca poco. Il colpo di coda fallito ieri mattina, a Palazzo di Città, poco prima delle convocazioni andate vacanti, potrebbe centrare il segno già stamattina. A far la differenza, proprio le notizie giunte da Bari: le accuse del pm Ruggiero reggono, così come continuano gli arresti, domiciliari nella fattispecie, per i sei indagati illustri di questa inchiesta. Adesso i voti, anche dalla maggioranza, ci sarebbero.
A poche ore di distanza, con le ordinanze di custodia confermate, ecco la situazione capovolgersi: il coraggio delle proprie scelte, con i tempi giudiziari che iniziano a mostrare il loro dilatamento, diventa all'improvviso più leggero. Che la fine dell'anno, per Trani, arrivi un giorno prima?
Ma, già nei momenti di protesta della scorsa mattinata, alcuni consiglieri comunali d'opposizione confessavano: manca poco. Il colpo di coda fallito ieri mattina, a Palazzo di Città, poco prima delle convocazioni andate vacanti, potrebbe centrare il segno già stamattina. A far la differenza, proprio le notizie giunte da Bari: le accuse del pm Ruggiero reggono, così come continuano gli arresti, domiciliari nella fattispecie, per i sei indagati illustri di questa inchiesta. Adesso i voti, anche dalla maggioranza, ci sarebbero.
A poche ore di distanza, con le ordinanze di custodia confermate, ecco la situazione capovolgersi: il coraggio delle proprie scelte, con i tempi giudiziari che iniziano a mostrare il loro dilatamento, diventa all'improvviso più leggero. Che la fine dell'anno, per Trani, arrivi un giorno prima?