Quando la malattia diventa una rinascita: la storia di Michele Balducci

Colpito da tumore a soli 16 anni, oggi "regala" speranza con la sua pagina Facebook "Mikyleaks"

venerdì 23 marzo 2018 9.06
A cura di Mariarosa Capone
Michele Balducci ha solo diciannove anni ma la forza di un gigante. Qualcuno di voi lo avrà sicuramente visto quest'estate tra le strade di Trani con la sua chitarra, compagna di vita da sempre e il suo grande e inconfondibile sorriso, quello di chi ha dovuto affrontare una delle più grandi sfide della vita ed è riuscito ad uscirne vincitore. Era settembre del 2015 quando ha ricevuto la terribile diagnosi: un linfoma di Burkitt, una forma maligna al terzo stadio e da quel momento la sua vita è cambiata per sempre. Michele non nasconde la paura e le lacrime davanti a una notizia così sconvolgente, arrivata all'improvviso come un fulmine a ciel sereno, pronta a stravolgere la semplice vita di un ragazzo, appena diciassettenne durante gli anni più belli della sua vita.

Dopo aver realizzato quello che gli stava succedendo, Michele ha deciso di affrontare la realtà, si è armato di positività e ha trasformato la terribile malattia in una grande opportunità per ricostruire la sua vita. Per affrontare questa grande battaglia, Michele ha trovato il coraggio negli occhi dei suoi genitori, dei suoi fratelli e nell'affetto di tutte quelle persone che non lo hanno mai abbandonato; doveva combattere non solo per sé stesso ma anche per loro, la malattia non doveva distruggere la sua e la loro vita. «Le cure sono durate nove mesi e alla fine ho capito che si trattava di una gravidanza! - scherza Michele - Infatti alla fine sono letteralmente rinato, senza capelli ma con tanta voglia di cambiare, muovermi, esplorare, come un bambino davanti alla semplicità, per il nuovo me, disarmante».

Michele per curarsi ha lasciato la scuola, ha continuato gli studi da privatista e si è trasferito nella sua seconda casa, l'ospedale Dimiccoli di Barletta. Tra quelle mura e quelle di casa, dove Michele tornava durante le pause della chemioterapia, è nato Mikyleaks, il suo alter-ego, oggi una pagina Facebook con quasi 2000 "mi piace". Nella sua pagina Michele sfrutta i poteri dei social per raggiungere tutti coloro che vivono o hanno vissuto un'esperienza simile alla sua e arrivare anche a chi costruisce "malattie" davanti a piccoli e insignificanti problemi. Mikyleaks su Facebook non ha mai parlato della sua malattia ma è partito dal fatto che stava guarendo perché la vita è tutta una questione di punti di vista e solo così poteva sembrare tutto più facile da affrontare. La sua esperienza oggi la condivide anche parlando con la gente, è stato ospite all'Università della Terza età, al liceo classico De Sanctis, in meeting di lavoro e in diverse chiese e comunità per trasmettere la sua forza agli altri.

La sua vita nella sua seconda casa è terminata il 3 giugno del 2016 e quella per Michele è diventata la sua nuova data di nascita. «Prima del 2016 non avevo idea di cosa stessi facendo della mia vita, ero un ragazzo come tanti con poche ambizioni, vittima di un'apatia esistenziale per cui, pur sapendo fare alcune cose, come suonare la chitarra, non riusciva ad esporsi - racconta -. Ero un giovane distratto e timido, ho rinunciato a molte occasioni per paura di cambiare o peggio di sbagliare! Ero, insomma, un tipo un po' inetto, non proprio il volto dell'ottimismo ma di chi cercava di sopravvivere, consolandosi con la sua chitarra o un buon libro».

Michele ha vinto e oggi sta bene. All'inizio del suo quinto anno scolastico è tornato a scuola tra i suoi compagni, ha spento le candeline del suo diciottesimo compleanno dopo aver superato la sua prima grande sfida da uomo, si è diplomato e ora studia Comunicazione alla Sapienza di Roma. Dopo aver scalato la montagna più alta della sua vita, il suo grande sogno è quello di fondere Arte, impegno sociale e comunicazione nella cosa che più gli piace fare: suonare.