Quattro anni fa la morte dello chef Raffaele Casale. La famiglia: «Basta bugie, omissioni e omertà»
L'appello dei familiari in attesa che il Gip accolga o meno la richiesta di archiviazione avanzata dal Pm
lunedì 16 agosto 2021
13.35
«Basta bugie, omissioni e omertà». Recita così il cartellone affisso in via Martiri di Palermo, sul luogo dove esattamente quattro anni fa perse la vita Raffaele Casale a soli 27 anni. Il giovane chef de Le Lampare scomparve il 16 agosto 2017 a bordo della sua moto, perdendo il controllo del mezzo e schiantandosi contro un palo della luce. A nulla valsero i tentativi di rianimarlo del 118: morì poco dopo l'arrivo dei soccorsi.
Quattro lunghi anni, dicevamo, sono trascorsi da quella tragica notte e la famiglia Casale è ancora in attesa di giustizia. «Oggi sono quattro anni che attendiamo la verità: ma per quanto tempo dobbiamo sopportare tutto questo?», domanda disperato papà Felice, che più volte si è rivolto alla nostra redazione affinché si mantenga alta l'attenzione sulla vicenda.
La famiglia della vittima è ancora in attesa di conoscere se il Gip accolga o meno la richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero. Una follia per i legali che puntano invece a chiarire una volta per tutte le versioni discordanti dei testimoni presenti sul luogo dell'incidente e l'analisi dei tabulati telefonici volti eventualmente ad accertare ritardi e omissione nei soccorsi. A tutto ciò si aggiungono le lungaggini causate dalle restrizioni legate al covid con il rischio di prescrizione penale e ora anche la pausa estiva.
Papà Felice, però, non ha perso la speranza e confida ancora nella giustizia affinché possa restituire verità su quel 16 agosto 2017.
Quattro lunghi anni, dicevamo, sono trascorsi da quella tragica notte e la famiglia Casale è ancora in attesa di giustizia. «Oggi sono quattro anni che attendiamo la verità: ma per quanto tempo dobbiamo sopportare tutto questo?», domanda disperato papà Felice, che più volte si è rivolto alla nostra redazione affinché si mantenga alta l'attenzione sulla vicenda.
La famiglia della vittima è ancora in attesa di conoscere se il Gip accolga o meno la richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero. Una follia per i legali che puntano invece a chiarire una volta per tutte le versioni discordanti dei testimoni presenti sul luogo dell'incidente e l'analisi dei tabulati telefonici volti eventualmente ad accertare ritardi e omissione nei soccorsi. A tutto ciò si aggiungono le lungaggini causate dalle restrizioni legate al covid con il rischio di prescrizione penale e ora anche la pausa estiva.
Papà Felice, però, non ha perso la speranza e confida ancora nella giustizia affinché possa restituire verità su quel 16 agosto 2017.